«La Maceratese ha subìto un torto,
il club vittima e non colpevole»

RIPESCAGGIO - L'avvocato Giancarlo Giulianelli precisa: «Non ho mai letto parole di riprovazione nei confronti degli organi federali che sono artefici di questa situazione»
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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

 

«Quello che mi dispiace, da maceratese prima che da avvocato, è che nessuno ha mai posto l’accento su una verità incontrovertibile: la Maceratese ha subìto e sta subendo un evidente e macroscopico torto». Giancarlo Giulianelli, avvocato del club biancorosso, risponde a quanto sostenuto nella rubrica “Somma Algebrica”, curata da Enrico Maria Scattolini (leggi l’articolo), dopo che il Tribunale Federale Territoriale ha bocciato l’estremo tentativo della Maceratese di ripescaggio in Eccellenza (leggi l’articolo). «Per l’ennesima volta si scrivono e sostengono cose che non corrispondono al vero, suscitando un atteggiamento negativo nei confronti della società che è vittima e non artefice o colpevole – tuona il legale del club presieduto da Alberto Crocioni – Non ho mai letto parole di riprovazione nei confronti degli organi federali che sono artefici di questa situazione. Si prende spunto dall’accaduto per attribuire colpe che non esistono alla dirigenza, il tutto fomentando gli animi di qualche semplice facinoroso che non capisce nulla di quello che è successo». L’avvocato spiega: «Come avevo già detto in una scorsa conferenza stampa non è in discussione la mancata osservanza del termine del 19 luglio, il tribunale federale non è rimasto in camera di consiglio per tre ore a discutere di questa cosa. Torno a ripetere che l’inammissibilità è stata pronunciata dopo che il tribunale federale con provvedimento del 12 settembre aveva dato sostanzialmente ragione alle tesi della Maceratese. Ora nessuno a vieta al tribunale di cambiare opinione, anche se sono costretto a rilevare che se l’inammissibilità ci fosse stata questa sarebbe già sorta il 12 di settembre e non occorreva fissare una data per discutere sul merito della vicenda, dal momento che mi pare di capire che nell’intervallo di questi dieci giorni quel tribunale abbia radicalmente cambiato opinione. Voglio anche che sia ben chiaro che – conclude Giulianelli – benché la materia anche del diritto sportivo sia regolata dal principio generale del giusto processo sportivo, che tra l’altro prevede la terzietà ed imparzialità del giudice, nel caso di specie tale terzietà non è stata assicurata: l’opinione pubblica deve essere conscia del fatto che la nomina dei giudici del tribunale federale è di competenza dello stesso comitato regionale».

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