Operazione Canil per il 2020,
Mosca rilancia: «Sarò al suo fianco,
è l’unico che può portarci ad alti livelli»

FUTURO MACERATESE - L'amatissimo ex presidente biancorosso dopo l'intervista di ieri del patron del Matelica: «Mi fa piacere sentire dalle sue parole che quello resta ancora il suo progetto, da settembre possiamo iniziare a mettere le basi. Ora è troppo complicato senza un coinvolgimento dell'amministrazione, ma è un'occasione che la politica non dovrebbe lasciarsi sfuggire». Su Carancini: «L'anno scorso si è stoppato tutto perché non voleva me». Su Crocioni: «Non comprendo le ragioni della trasformazione in srl per una società di Promozione»
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Maurizio Mosca

 

di Mauro Giustozzi

«Credo che sia molto complicato fare in questo momento ciò che non si è riusciti lo scorso anno. Lasciamo in questi mesi ai presidenti Canil e Crocioni per fare la campagna acquisti e costruire le squadre per il prossimo campionato. Poi da settembre-ottobre si può valutare lo spazio di fattibilità di un progetto ambizioso per riportare il calcio professionistico a Macerata». Maurizio Mosca, chiamato in causa dal patron del Matelica, Mauro Canil, per avere una sponda nel capoluogo per dare corpo alla sua idea di creare una grande squadra che dia visibilità e notorietà non solo al capoluogo ma all’intera provincia (leggi) conferma l’interesse, peraltro già manifestato lo scorso anno, al progetto dell’imprenditore di origini venete. Ma è conscio anche delle difficoltà di attuarlo, in assenza di una vicinanza e condivisione della politica cittadina verso l’arrivo di un personaggio come Canil, certamente ingombrante, ma anche in grado di movimentare e rivitalizzare una piazza che stenta a rialzarsi nel football per tornare ai livelli del blasone che fu.

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Mauro Canil

«E’ lo stesso progetto dello scorso anno che già conosco –ha proseguito l’ex presidente della Rata- è una cosa molto seria. Si possono gettare le basi, ma questo lo si poteva fare anche lo scorso anno. Poi, per ragioni diverse che non c’entrano nulla col gioco del calcio, ciò non è accaduto. Io credo che Canil venendo a Macerata è l’unica persona che può garantire serietà e la ricerca di un risultato sportivo di altissimo livello per la nostra provincia. Credo che bisognerebbe tutti quanti assieme affiancarlo per inseguire il sogno di riportare a Macerata, allo stadio Helvia Recina, un calcio importante non certo di Promozione o Eccellenza che sia. Mi fa piacere sentire dalle sue parole che quello resta ancora il suo progetto: lo chiamerò certamente presto, però bisogna considerare che adesso tutti i presidenti sono impegnati nella campagna acquisti e non mi pare sia il momento giusto per intavolare trattative diverse. Credo che sia necessario ora tacere per un po’ e poi con calma riprendere il filo di un discorso che resta a mio avviso l’unico che può restituire un calcio importante a Macerata».

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Romano Carancini e Maurizio Mosca

Da qui ad un anno nel capoluogo ci saranno le elezioni amministrative e anche le vicende calcistiche del club biancorosso, volenti o nolenti, rientreranno nella bagarre di una campagna elettorale che già scalda i motori. «Le difficoltà non mancano, anche a livello politico come ha detto lo stesso Canil – sottolinea Mosca-. Forse da parte del nostro sindaco ci sono state, e ci sono, problematiche a portare avanti questo percorso non tanto con Canil ma magari col sottoscritto. Credo che si sia stoppato tutto lo scorso anno perché Carancini non voleva me, non è che non volesse Canil. A quel punto tutto si bloccò, questa è la storia che tutti conoscono. Canil è un vincente, ma si rende conto che per vincere e salire di categoria ha necessità di spostarsi in una piazza più grande di Matelica, con tutto il rispetto per quella città. Io credo che Mauro sia una figura aggregante, un grande imprenditore che investe tanto nel calcio. Proprio per questo è un’occasione che Macerata non può lasciarsi sfuggire: dovremmo muoverci da maceratesi tutti assieme per dargli una mano perché affrontare un campionato di serie C non è semplice. Sono anche convinto che, al contrario di quello che facevo io da presidente della Maceratese che mi accontentavo di non retrocedere, Canil abbia la voglia, l’entusiasmo per affrontare la terza serie nazionale con spirito bellicoso. Un suo arrivo lo vedo complicato comunque attuarlo in questi mesi perché ci dovrebbe essere un coinvolgimento dell’amministrazione che non penso avverrà».

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Alberto Crocioni con Maurizio Mosca

Se l’operazione Canil-Macerata è impossibile pianificarla in questa stagione, ci sono però i tempi ed i modi per lavorarci sopra come ha del resto chiesto a voce alta lo stesso imprenditore di Matelica. «Ne parlerò con lui certamente, però ritengo che non siano questi i tempi adatti -ribadisce Mosca-. Lasciamoli tranquilli sia Canil che Crocioni nel lavorare per fare il meglio per le loro squadre. Poi da settembre/ottobre, se ci sono presupposti concreti, si può pianificare meglio questo progetto che ha in mente Canil. Sul fatto che ora la Maceratese si trasformi in srl non ne comprendo la ragione: nel senso che la trasformazione, come capitò ai miei tempi, avviene quando si è in procinto di approdare a tornei professionistici come la serie C. Ma in Promozione non ha molto senso: o forse sfugge a me perché non so cosa abbia in mente esattamente Crocioni. Tornando invece al fatto che Canil dica che a lui le società piacciono quando ci sono meno di tre soci io posso ribadire che in un club ci vuole uno che comanda e che deve avere la fiducia di tutti gli altri. Che non possono essere certo venti dirigenti, però se ci sono 4/5 imprenditori amici che fanno gli interessi della società e remano nella stessa direzione non ci sono problemi. L’importante è quell’uno che tira le fila del club: come in una volata ciclistica tutti dobbiamo correre perché uno alla fine vinca. E quell’uno deve assolutamente essere Mauro Canil e nessun altro».

 

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