Rinasce la Maceratese 1922,
Carancini sul progetto di Canil:
«La politica non c’entra»

BIANCOROSSI - Passaggio di consegne di simbolo e marchio alla società di Crocioni: erano stati acquistati all'asta fallimentare dagli Amici della Rata e donati al Comune. Il sindaco sull'idea del presidente del Matelica di realizzare una squadra provinciale con ambizioni di serie C nel capoluogo: «Da tifoso ne sarei felicissimo, ma non sono io l'interlocutore»
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Da sinistra: Giovanni Orlandi, Benedetto Verdenelli, Romano Carancini, Alberto Crocioni e Alferio Canesin

di Mauro Giustozzi

Rinasce la Ss Maceratese 1922 col passaggio dei simboli, dei beni materiali e immateriali del club fallito dal Comune di Macerata alla società del presidente Alberto Crocioni. Comune che, a sua volta, era stato beneficiario della donazione dei simboli da parte dell’associazione di tifosi ‘Amici della Rata’ che li aveva acquistati dal Tribunale tramite asta fallimentare per un prezzo di 4.100 euro.

ss_maceratese_crocioni_carancini_canesin-2-650x366Si chiude così un cerchio iniziato lo scorso anno con la ripresa del calcio biancorosso in Promozione grazie alla trasformazione dell’Helvia Recina in Hr Maceratese e che da questa stagione tornerà ad avere la denominazione tradizionale e più cara alla tifoseria biancorossa. A dare l’ufficialità a questa operazione l’amministrazione comunale con il sindaco Romano Carancini e l’assessore allo Sport Alferio Canesin, il presidente di Amici della Rata Giovanni Orlandi, il presidente del club Alberto Crocioni accompagnato dall’addetto stampa Benedetto Verdenelli. Nutrita anche la presenza di sportivi e curiosi al passaggio di consegne di tali simboli per capire anche che futuro avrà il calcio biancorosso. Beni materiali e immateriali che, come scritto nella delibera comunale, verranno donati alla prima squadra della città, quella che in quel momento disputa la categoria più elevata e che resteranno comunque di proprietà comunale, ossia della città. «Sono particolarmente emozionato e orgoglioso di questo momento –ha detto Giovanni Orlandi- e ringrazio l’amministrazione comunale ma anche gli amici dell’associazione e tutti i tifosi che moralmente ci sono stati vicini in questo percorso che ci ha visto acquisire dall’asta fallimentare i simboli della Maceratese, le due denominazioni sociali, lo stemma sulle maglie, il logo del Trofeo Velox oltre ad una serie di mute di maglie ed altri beni materiali che troveranno collocazione allo stadio Helvia Recina. Questo patrimonio, nelle mani del Comune, resterà per sempre patrimonio della città. Per quanto riguarda la muta di maglie dell’ultima stagione in Lega Pro cercheremo di effettuare un’asta su internet il cui ricavato sarà devoluto all’Anfaas così come altri indumenti sportivi nuovi o usati che abbiamo già dato all’associazione».

ss_maceratese_crocioni_carancini_canesin-6-e1562418850356-650x484Giovanni Orlandi ha poi lanciato alcune proposte per valorizzare ancor più il brand Maceratese in futuro. «Chiedo al Comune la possibilità di individuare uno spazio –ha ribadito Orlandi – nel quale poter raccogliere ed esporre i cimeli e tutto il materiale che riguarda la storia della Maceratese. Poi, visto che il campo di Collevario non ha alcun nome, chiedo che sia intitolato a Tonino Seri il ‘maestro’ del calcio biancorosso. Ed infine, sull’onda dei recenti mondiali di calcio femminile, perché non pensare ad inglobare nella Ss Maceratese 1922 anche la squadra femminile della città che tanto bene sta facendo». Il sindaco Romano Carancini ha apprezzato ed elogiato l’impegno messo dai tifosi per arrivare a questa donazione ricevuta dal Comune che è stata girata ad uso gratuito alla società della città che partecipa al campionato di più alto livello. «E’ un fatto da sottolineare come un’associazione di tifosi decida di preservare il patrimonio e la storia di 97 anni della Maceratese –ha detto il sindaco- facendo un sacrificio economico che ha un altissimo valore morale. Donandolo poi all’istituzione che rappresenta tutta la città per sempre, qualunque sia il sindaco o la giunta che ci sarà in futuro. Da parte nostra abbiamo ben volentieri dato in uso gratuito al presidente Crocioni questi simboli anche perché da parte sua c’è stata molta determinazione e voglia di averli essendo al contempo consapevole della responsabilità e della storia che tali simboli rappresentano per la tifoseria e la città».

ss_maceratese_crocioni_carancini_canesin-8-650x366Un Alberto Crocioni che ha ricordato come questo passaggio «rappresenti l’atto conclusivo di quanto iniziato nel giugno del 2018. Avere questi simboli a titolo gratuito, in quanto resteranno di proprietà comunale – ha aggiunto – è per noi un incentivo ad essere ancora più determinati nel cercare di vincere il prossimo campionato. Sappiamo la portata e il peso della responsabilità di questi simboli e ce la prendiamo tutta. Moltiplicheremo gli sforzi per centrare l’obiettivo di salire di categoria». Non poteva mancare da parte del sindaco Carancini un riferimento alle parole di Mauro Canil e del suo progetto di calcio provinciale. Il sindaco ha ripercorso gli eventi del passato che l’ha portato in almeno due occasioni, nel 2017 per cercare di salvare la Maceratese che stava fallendo, e nel 2018 quando il calcio biancorosso sarebbe dovuto ripartire, ad incontrare il patron del Matelica.

ss_maceratese_crocioni_carancini_canesin-5-650x366«In riferimento alla ripartenza dopo l’anno senza calcio in città – ha ricordato Carancini– quando incontrai Canil, presente anche Maurizio Mosca, posi un’unica condizione al suo arrivo in città: e cioè che nel nome della squadra ci fosse Maceratese. Dopo quell’ultimo incontro calò il silenzio e l’amministrazione optò per la soluzione proposta da Crocioni. Venendo all’oggi io dico che la politica non decide un bel niente. Se c’è un progetto serio non lo si sbandiera alla stampa ma prima lo si prospetta, lo si discute. Non vedo cosa centri la politica in tutto questo. E non lo dico in modo polemico. Visto che il progetto Canil lo aveva enunciato già nell’estate del 2018 perché non ci si è lavorato in questo ultimo anno mi viene di domandarmi. La porta del sindaco è sempre stata ed è aperta, non ho pregiudizi verso nessuno. Da tifoso e non da sindaco, sarei felicissimo se Canil volesse aiutare la Maceratese. Però c’è un soggetto in campo che è Alberto Crocioni con cui parlare. Poi se serve le mie porte sono sempre aperte. Non mi piace che si usino tifosi e politica nel calcio. Finchè sarò sindaco la politica non si intrometterà mai nel calcio. Poi se, parlo per astratto, ci fosse un accordo tra presidenti e fosse chiamata in causa l’amministrazione che può avere un ruolo utile noi siamo sempre disponibili. Ma lasciamo fuori le polemiche politiche per favore». Per quanto riguarda la richiesta di intitolare il campo di Collevario a Tonino Seri il sindaco si è impegnato a portare la proposta nelle sedi deputate mentre per quanto riguarda la nuova squadra nella prossima settimana dovrebbero essere ufficializzati nuovi acquisti, tra cui l’attaccante Papa del Camerino (ex Recanatese) mentre per la porta salgono le quotazioni dell’ex dorico Lori.

(ultimo aggiornamento alle 15,30)

 

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