Simbolo e colori sociali,
ecco l’offerta degli “Amici della Rata”

BIANCOROSSI - Il presidente dell'associazione Giovanni Orlandi ha formulato la proposta al curatore fallimentare Alessandro Benigni, per poter rientrare in possesso dei pochi beni della vecchia società. L’obiettivo sarà poi quello di consegnarli a chi vorrà utilizzarli in futuro per il bene del calcio cittadino
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Giovanni Orlandi, presidente di Amici della Rata

 

di Mauro Giustozzi

Prima deliberata in assemblea e poi formulata ufficialmente stamattina. E’ la proposta di acquisto di nome, simbolo e colori sociali della SS Maceratese dichiarata fallita dal Tribunale lo scorso gennaio da parte dell’associazione di tifosi Amici della Rata. Stamattina il presidente Giovanni Orlandi si è recato in uno studio legale del capoluogo dove ha sottoscritto la domanda, contenente anche l’offerta formulata al curatore fallimentare Alessandro Benigni, per poter rientrare in possesso dei pochi beni della vecchia società, il cui più importante, il titolo sportivo, era evaporato la scorsa estate con la cancellazione dai ruoli Figc della matricola Maceratese in serie C, squadra che ricordiamolo sul campo si era salvata grazie a mister Giunti ed ai suoi splendidi ragazzi. L’operazione, peraltro annunciata in diverse occasioni da Amici della Rata, è quella di poter, una volta entrati in possesso di questi simboli, non tenerli per se ma consegnarli o al Comune o ad una società che abbia intenzione di portare avanti negli anni la storia della Maceratese. A dire il vero nei giorni scorsi si era espresso su questa linea anche il sindaco Romano Carancini, paventando la possibilità che l’amministrazione facesse un passo verso il curatore fallimentare, presentando un’offerta per avere nome, simbolo e colori sociali del club. Ma, alla luce di questa iniziativa dei tifosi biancorossi, il Comune ha stoppato questo iter anche per evitare che in presenza di più domande si possa aprire un’asta al rialzo per un pacchetto che è certamente più simbolico che pratico.

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Un momento dell’ultimo incontro pubblico organizzato dagli Amici della Rata

In realtà, anche se mai in forma ufficiale, pure l’accoppiata Mosca-Canil nel periodo più caldo delle trattative per un possibile approdo del Matelica a Macerata, aveva ipotizzato di recuperare dal curatore Alessandro Benigni la storia della Rata, cioè nome, colori sociali e simbolo, proprio in una futura prospettiva di rinascita del calcio biancorosso. A portare avanti la pratica presentata al curatore fallimentare è stato l’avvocato Francesco Corsi dello studio Olivelli di Macerata. «Il presidente Giovanni Orlandi ha firmato un documento –ci ha detto il legale che ha stilato e poi consegnato la domanda in tribunale- nel quale è contenuta un’offerta formale per l’acquisizione di simbolo, colori sociali, nome della Maceratese fallita presso il curatore fallimentare Alessandro Benigni. L’obiettivo di Amici della Rata sarà poi quello di consegnarlo a chi vorrà utilizzarlo in futuro per il bene del calcio cittadino».

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Romano Carancini con il presidente Alberto Crocioni

Non si conoscono i tempi nei quali Benigni procederà e deciderà, ma questo dipenderà dal fatto che ci sia una sola richiesta oppure più di una. Nel qual caso ci sarà un’asta per l’assegnazione di nome, simbolo e colori sociali. Nel frattempo, però, l’HR Maceratese anch’essa è impegnata, oltre che nella campagna acquisti (in dirittura d’arrivo l’ingaggio di un difensore ed un attaccante), anche nella formalizzazione delle pratiche burocratiche presso la Figc di Ancona per il cambio di denominazione sociale: da Helvia Recina ad HR Maceratese. La documentazione è già stata consegnata alla Federazione nei tempi previsti (scadenza lunedì 25 giugno) per cui, dopo un esame degli incartamenti verrà dato il via libera a questa trasformazione che vedrà l’HR Maceratese ai nastri di partenza del prossimo campionato di Promozione girone B. Un torneo regionale che vedrà, seppur divise, la partecipazione di tre nobili decadute del calcio marchigiano come Anconitana, Civitanovese e appunto Maceratese. Un torneo che se a livello tecnico forse non potrà offrire grandi giocate, certamente a livello di emozioni e rivalità sportiva si preannuncia interessante. Chiusura con Beppe Magi, l’indimenticato allenatore degli Invincibili biancorossi che regalò alla città il ritorno tra i professionisti atteso da oltre 40 anni. Ebbene torna ad allenare nella nostra regione sulla panchina della Sambenedettese che come tutti gli anni allestirà una formazione in grado di ben figurare e puntare alla serie B. L’accordo di durata annuale verrà perfezionato a partire dal 1 luglio prossimo nel rispetto dei termini federali. Pesarese, Magi oltre alla Rata ha guidato Vis Pesaro, Gubbio e Bassano Virtus.

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