Simone Livi, ascoltare la gente
per risolvere i problemi:
“Obbligatoria l’abolizione del vitalizio”

ELEZIONI- L'ex assessore provinciale, candidato con Forza Italia, mette il lavoro al primo posto del suo programma. "Dobbiamo agire in modo forte: sfruttare i 337milioni dei bandi europei, rilanciando ambiti che possono essere collegati fra di loro come turismo e agricoltura, è una delle nostre proposte"

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Simone Livi, candidato di Forza Italia alle regionali

Simone Livi, candidato di Forza Italia alle regionali

 

di Marco Cencioni

Simone Livi è uno dei sei candidati al consiglio regionale della circoscrizione elettorale di Macerata per la lista Forza Italia. Ha 47 anni e vive a Sant’Angelo in Pontano. Lavora all’ufficio delle dogane e dei monopoli per le Marche, sezione distaccata di Macerata. Ex assessore provinciale, è stato sindaco di Sant’Angelo in Pontano dal 1999 al 2009 e vice sindaco dal 2009 al 2014.

Perché ha scelto di candidarsi?
«Il mio è un percorso che parte da lontano, non è una scelta presa all’ultimo minuto. E’ il frutto di una collegialità di intenti. Dopo una serie di confronti ed incontri, tenuti insieme a tanti amici in tutta la provincia, ho deciso di accettare la candidatura perché stimolato da questa sfida. Il mio impegno elettorale è stato realizzato insieme a vari professionisti che mi hanno coadiuvato nell’individuare i punti focali da inserire nel programma: intendo portarli avanti nella legislatura perché penso che sia fondamentale procedere con ordine».

Cosa intende con quest’ultima affermazione?
«Voglio dire che tutto non si può fare. Non è il tempo degli slogan ma è il momento di essere concreti, la gente è stanca della politica perché non ha dato le risposte adeguate alle richieste fatte. Le persone debbono essere ascoltate ma soprattutto capite. Occorre comprendere bene quali sono le esigenze primarie ed intervenire su quelle. Promettere è facile in campagna elettorale, poi nei cinque anni bisogna lavorare e adoperarsi, talvolta anche in modo bipartisan, per il bene di tutti».

E quali sono secondo lei queste priorità?
«Il lavoro è il punto dei punti. Tutte le forze politiche dovranno affrontare questo tema, a prescindere da chi vincerà le elezioni. Lavoro, difesa delle imprese e tutela del capitale umano. Purtroppo la crisi, che è arrivata più tardi da noi rispetto ad altre zone, oggi si tocca con mano. C’è difficoltà a trovare lavoro, le famiglie subiscono in modo pauroso questa situazione. Dobbiamo agire in modo forte. Sfruttare i 337milioni dei bandi europei, rilanciando ambiti che possono essere collegati fra di loro, è una delle nostre proposte. In questo modo potremmo unire, ad esempio, turismo ed agricoltura, settori che possono dare buone opportunità. Ultimamente si sta ragionando sulle start up innovative, e-commerce e filiera a km zero: sono cose su cui sicuramente punteremo».

Descriva gli aspetti fondamentali del suo programma.
«Ci vorrebbe un giornale intero per parlare in modo approfondito di tutto, quindi cercherò di essere conciso. Sulla questione sanità abbiamo ragionato su una revisione totale della spesa, che non sia però quella dei tagli orizzontali tanto per farli o per risparmiare qualcosa nel bilancio. Si possono eliminare le spese superflue e si possono garantire servizi migliori. Mi riferisco ai pronto soccorso, alle liste d’attesa infinite con l’accertamento diagnostico che in altre regioni si fa in massimo sette giorni e qui, in una struttura pubblica, ci vogliono sei mesi. Garantire la sicurezza è diventato un altro tema di fondamentale importanza. Abbiamo studiato le leggi di altre regioni e abbiamo visto che, tanto per dirne una, in altre zone è stato portato avanti il riassetto della polizia locale. Fornire un equipaggiamento adeguato agli agenti, puntare al pattugliamento h 24, dotare i comuni di fondi per progetti di videosorveglianza: sono deterrenti ma possono contribuire a risolvere il problema. Inoltre, occorre aiutare prima i cittadini marchigiani, ad esempio sull’assegnazione delle case popolari. Basta modificare i criteri stabiliti dalla legge regionale, permettendo così a chi ha più anni di residenza di venir tutelato. Infine edilizia, ambiente e trasporti sono tematiche che ci stanno a cuore, in cui è davvero possibile intervenire. I nostri sono tutti accorgimenti che si possono studiare: non costano nulla sul bilancio regionale e che avvantaggerebbero le famiglie».

Come giudica l’operato del precedente governo regionale?
«Indubbiamente, ci sono aspetti in cui non mi sono trovato d’accordo. Penso all’azione politica rivolta troppo verso il nord della regione, cosa che va assolutamente riequilibrata e, se vincesse Ceriscioli, sarebbe impossibile farlo. Altre cose, invece, penso che vadano riviste in chiave più moderna. Mi riferisco ai servizi sanitari e alla gestione dei trasporti strettamente collegata con le infrastrutture. Infine, qualcosa va salvato e potenziato. Sul turismo è stato fatto molto in termini di rilancio del brand Marche, ma c’è ancora dispersione: troppi siti internet, il campo va rivisto e coordinato per rendere appetibile il settore ai tour operator».

Infine, quali saranno le prime due azioni che porterà avanti se sarà eletto?
«La prima è rendere obbligatoria l’abolizione del vitalizio. Credo che sia vergognoso spendere 5 milioni di euro l’anno per questo, non è solo una questione morale ma anche economica. Oggi è facoltativo rinunciare, è assurdo: va abolito. Ben venga essere tacciato di fare demagogia se si possono risparmiare milioni per il nostro territorio. La seconda è aiutare chi oggi ha veramente bisogno. La politica deve essere intelligente nel capire, a seconda dei vari periodi storici, quelle che sono le necessità primarie. E soddisfarle. Noi siamo qui per questo: siamo pronti ad ascoltare la gente per poi dare delle risposte concrete alle loro richieste».

Il programma completo nel sito del candidato.

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