Carelli, la pedonalizzazione della piazza e la capacità del Pd di sopportare il potere degli altri

MACERATA - Quesiti e proposte di riflessione al segretario del Partito Democratico Paolo Micozzi
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Carlo Cambi

Carlo Cambi

di Carlo Cambi

Chiarissimo Avvocato Paolo Micozzi,

mi perdonerà se oso scriverle questa lettera. Lei, poiché è segretario del Pd di Macerata cioè – come s’usa dire – l’azionista di riferimento della giunta cittadina, è in una qualche misura un uomo pubblico. Mi rivolgo a lei come cittadino – magari dei più trascurabili visto che abito nel centro storico ed occupo, pigliandomene la cura che posso, un pezzo delle “mura urbiche”- peraltro parvenu a Macerata. Comprendo che essere residente in centro storico, di natali toscani, anzi di più: livornesi, e non appartenere a uno dei ceti che contano rende queste mie perorazioni una sine cura. Non ho un’impresa di costruzioni, non sono un dipendente pubblico, neppure sono protetto dall’articolo 18 e non ho una tessera sindacale in tasca: dunque nella scala delle priorità sociali non conto. Però con Macerata ho due affinità: ho una figlia, piccola, che è nata qui e che vorrei far crescere nella sua città, ma se va avanti così mi sa che se ne dovrà andare appena può. In qualche misura – ecco la seconda affinità – sono una specie di Rodolfo (La Boheme di Giacomo Puccini). Se lei mi domandasse che faccio potrei risponderle più o meno così: “Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. 
Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria”. Perciò ho anche il vizio demodé di leggere ogni tanto qualche libro. Così mi sono ricordato di una frase che spunta dalle mille e duecento pagine di “Shantaram”. Lo ha scritto G. D. Roberts, uno che mi somiglia: è un australiano dalla vita molto irregolare. Anche se è meno noioso di certe delibere comunali, anche se è un romanzo ed è però più veritiero di certi comunicati politici, non glielo consiglio. Potrebbe avere su di lei effetti devastanti scoprire che esistono percorsi di spirito e di confronto tesi alla ricerca della verità. Quella frase dice più o meno così: “Non so cosa mi spaventa di più: se il potere che ci schiaccia o la nostra capacità di sopportarlo”. Vorrei discutere con lei proprio di questo e porle in premessa un interrogativo: lei è più soddisfatto del potere che il Pd esercita in città o della capacità del Pd di sopportare il potere degli altri? Da cittadino semplice non ce la faccio a vivere col terrore di sopportare un potere che non solo mi schiaccia, ma mi ignora.

Il segratario del Pd maceratese, l'avvocato Paolo Micozzi

Il segratario del Pd maceratese, l’avvocato Paolo Micozzi

Vede chiarissimo Micozzi più o meno sei mesi fa le proposi dieci domande sull’urbanistica in questa città. Lei promise di rispondermi ma non lo fece. Non sto qui a ripetergliele per intero. In sostanza le chiedevo se trova normale che piano casa e minitematica prevedano di triplicare i residenti di Macerata a fronte di un diagramma piatto della crescita demografica, se ritiene giusto che il consumo di suolo nel nostro (posso dirlo? Ci risiedo e tra un po’ pagherò anche la Tasi tra le più alte d’Italia) Comune sia abnorme. Le chiedevo anche come si spiega che assessori abbiano deliberato le varianti urbanistiche che poi gestiscono come professionisti. Lei peraltro promise un’assemblea pubblica sull’urbanistica di cui non s’è sentita eco alcuna per spiegare il caso Carelli. Le chiedo: ma il suo partito non si chiama democratico? E le assemblee non sono il costituente del demos (popolo) kratos (potere)? Capisco: a Macerata questo non è il momento di mettere le cose in piazza. Si rischia la multa per sosta selvaggia. Ma se vuole ci accomodiamo in via Gramsci. Li si può stare. Dalla piazza in fin dei conti fanno cinquanta metri. Oddio magari per il posto ci sarà un po’ di conflitto tra residenti e viandanti, ma insomma il conflitto è il sale della democrazia. E poi le dico la verità in via Gramsci le cose scomode si notano di meno.

Luigi Carelli

Luigi Carelli

Comunque l’assemblea sull’urbanistica non si è fatta. Ho però molto apprezzato la sua dura presa di posizione per invitare di nuovo il consigliere Luigi Carelli – geometra di valore, ma anche ottimo frequentatore di classici della letteratura – a lasciare la presidenza della commissione urbanistica e (forse) anche il seggio in Consiglio Comunale. Se non sbaglio è la terza volta che lei prende una posizione così decisa. Che solo ieri ha sortito un piccolo risultato. Luigi Carelli, per il quale la Procura ha chiesto il giudizio immediato per violazione del vincolo paesaggistico e indagato per corruzione, ha lasciato il Pd per rimanere in Consiglio nel gruppo misto. Roba di un chioschetto cimiteriale e di un muretto, si dirà. Peraltro Luigi Carelli è innocente fino a sentenza definitiva. E certo anche il giudizio morale e politico va in base alla cubatura. Per cui un garbato invito basta e avanza. Ma il fatto che il consigliere Carelli dopo aver invocato il Così fan tutti (a proposito degli abusi edilizi) e aver recitato da par suo la lirica del Foscolo Ode al (muretto) risanato (peccato che la sanatoria amministrativa non estingua l’eventuale reato penale) si sia ripreso la presidenza della commissione urbanistica rimette almeno un po’ le cose a posto. Ecco di fronte all’atteggiamento di Carelli e alle sue inefficaci giaculatorie per chiedergli che si faccia da parte (mi sbaglio o il segretario nazionale del suo partito, tal Matteo Renzi ha detto che per chi si macchia di sospetti nell’amministrazione andrebbe previsto il Daspo dalla politica?) lei avvocato Micozzi è più spaventato dal potere di Carelli o dalla sua propria capacità di sopportarlo?

Lei non lo sa, ma io sono abbastanza affezionato a un certo modo di viversi della sinistra. Gliel’ho detto: vengo da Livorno. Ero abituato al partito che decideva, al partito che sapeva. E al partito che non tollerava. Lei mi dirà, ma a Livorno s’è visto com’è andata. Vuole sapere la verità? Il Pd a Livorno ha perso perché ha smesso di contare, perché al posto dei portuali si sono insediati i Mandarini. E poi scusi: ma sono giorni che andate celebrando il trentennale della scomparsa di Enrico Berlinguer. Se non mi ricordo male fece della questione morale la sua stella polare. Ora la (quasi) Storia ci ha fatto sapere che forse la questione c’era anche a sinistra e magari accompagnata dalla doppia morale, ma ancorché lei non sia erede diretto di Berlinguer non trova singolare che il presidente della commissione urbanistica sia rinviato a giudizio per abuso edilizio? Ah, dimenticavo: c’è la presunzione d’innocenza. Ha ragione, io peraltro sono un garantista convinto. Non si può giocare sull’onore delle persone. A Livorno piuttosto si gioca a biliardo. Non so se a Macerata si facciano partite a cinque birilli o a goriziana né se all’urbanistica si giochi a boccette o a stecca, so però che il pallino in mano in questa partita sul panno ex verde del territorio maceratese sembra avercela Carelli. A meno che non venga fuori un colpo imprevisto. Il consigliere Guido Garufi (ex Italia di Valori) indagato per concussione è stato sentito dalla Procura . A biliardo c’è un tiro indiretto e difficile, ma quando riesce…Si chiama la garuffa. Sa come va eseguito? Con l’effetto contro.

Caro avvocato le rifaccio la domanda: è più spaventato dal potere di Garufi o dalla sua propria capacità di sopportarlo? Per dirla meglio: teme più la garuffa, cioè l’effetto contro, o i punti del pallino? Sa per chi pratica il biliardo – soprattutto a stecca – sono cose che contano. Bisogna avere memoria dei punti.

Anche perché avete sostenuto dall’elezione del sindaco Romano Carancini, di cui ho grande stima perché ha fatto vedere che esercita giustamente il potere sapendo che c’è chi come il Pd di Macerata ha la capacità di sopportarlo, a oggi che ci sarebbe stata una forte discontinuità col passato e specialmente sulla materia urbanistica. Salvo scoprire che tra gli indagati per concussione c’è anche l’ex consigliere Paolo Evangelisti presidente della commissione urbanistica durante la consiliatura Meschini? Sempre per stare in tema di birilli con le commissioni urbanistiche avete fatto strike: due sue due indagati.

Ma c’è un’ultima questione che vorrei proporle: la delibera sul divieto di parcheggio in piazza della Libertà. Il Sindaco ha assunto, concorde la giunta, nella sua autonomia la decisione ben nota alla città. Non entro nel merito: è questione che merita di stare un po’ in parcheggio (magari anche al Park Si) per essere sedimentata, delibata e compresa. Però mi chiedo: come mai il Pd ha dichiarato che non ne sapeva nulla? Più di un esponente di spicco, comprese alcune eminenze del gruppo consiliare, ha tuonato contro un presunto decisionismo di Romano Carancini – che esercita bene il suo mandato: è stato chiamato a governare la città e compie gli atti che ritiene giusti – salvo poi in consiglio allinearsi e coprirsi sotto l’ala del Sindaco. Ora delle due l’una: o il PD esercita il suo potere d’indirizzo e da questo potere scaturiscono effetti, oppure ha solo una straordinaria capacità di sopportazione del potere altrui. Ma se è vera la seconda ipotesi perché continua a chiedere a Luigi Carelli di farsi da parte dalla Commissione Urbanistica visto che il medesimo non ne ha la minima intenzione? Non pensa che possa apparire come un modo per costituirsi un alibi? Insomma: sul caso Carelli il Pd ci è o ci fa? Un vecchio brocardo – e lei che è avvocato di certo lo conosce – recita: excusatio non petita accusatio manifesta…

Non spero in una risposta anche perché il mio è solo un pensiero ad alta voce. Anzi un dubbio: non so se mi spaventa di più il potere o la nostra (vostra) capacità di sopportarlo. Ossequi.

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