Frode milionaria sui fondi Pnrr,
sette imprenditori indagati:
fatture false per creare siti fantasma
MACERATA - Le indagini della Guardia di finanza. Al centro dell'inchiesta un content creator di Porto Sant'Elpidio che aveva 3 società nel Maceratese (che avevano come luogo d'esercizio Montecosaro). Il bluff consisteva nel far figurare la realizzazione di piattaforme per la vendita online e che ottenevano contributi per lo sviluppo del commercio con l'estero

Al centro di una truffa da un milione di euro che ha portato sette imprenditori nel registro degli indagati, c’era un content creator di Porto Sant’Elpidio, imprenditore e amministratore di tre società due con sede a Corridonia e una nel suo comune ma di fatto con luogo di esercizio (non dichiarato al fisco) a Montecosaro. Si tratta di un presunto maxi-giro di false fatturazioni legate alla creazione (mai di fatto avvenuta) di siti per e-commerce e che avrebbero consentitori di ottenere fondi del Pnrr. Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria di Macerata, diretto dal tenente colonnello Francesco Mirarchi, sono partite da controlli economici in una azienda e dalla scoperta di documenti extra contabili e pizzini. Carte che hanno condotto i finanzieri ad approfondire di cosa si trattasse e a scoprire un giro di false fatturazioni che coinvolgeva anche diversi imprenditori di fuori provincia.
Per competenza le indagini sono state coordinate dalla Procura Europea di Bologna. Si tratta di una frode, questo è emerso dalle indagini, per la percezione dei fondi Pnrr gestiti da Simest spa che erano destinati allo sviluppo del commercio elettronico. Secondo le indagini dei finanzieri il content creator si occupava di realizzare i siti che in questo caso avevano come oggetto la vendita online, destinata a Paesi esteri, di caffè, legumi e altri prodotti alimentari.
Tramite un complesso sistema di fatturazioni, non solo false, secondo gli inquirenti, ma pure gonfiate, emesse da sue società riconducibili all’imprenditore di Porto Sant’Elpidio le aziende coinvolte nell’indagine avrebbero fatto figurare pagamenti per la fittizia realizzazione dei siti web. Gli imprenditori ricevevano poi i finanziamenti, a quel punto saldavano le false prestazioni ed emettevano a favore di una terza società, sempre riconducibile all’imprenditore di Porto Sant’Elpidio, fatture (anche qui per operazioni inesistenti). Secondo i finanzieri in questo modo venivano spartiti i finanziamenti.
Il valore complessivo della truffa accertata è di 1 milione di euro. Prima dell’intervento delle Fiamme gialle, il sodalizio era già riuscito a incassare una prima tranche di 500mila euro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le somme venivano immediatamente girate all’imprenditore portoelpidiense come pagamento per le sue prestazioni fittizie. Successivamente, per occultare l’origine del denaro e spartirlo tra i complici, veniva attivato un secondo circuito di false fatturazioni tra le aziende coinvolte, simulando compravendite di beni del tutto inesistenti.
Oltre all’imprenditore marchigiano, sono coinvolti imprenditori di Pesaro, Pistoia, Latina. Grazie ai fini progetti, le società ottenevano da Simest finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per creare piattaforme di vendita online. Piattaforme mai realizzate, secondo gli inquirenti. La truffa accertata è di un milione di euro. Gli indagati sarebbero riusciti a incassare una prima tranche di 500mila euro. Poi è arrivata l’indagine delle Fiamme Gialle e l’operazione, chiamata “Rete gonfiata”. Un’indagine che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati 7 persone con le contestazioni, a vario titolo, di truffa, malversazione, autoriciclaggio e riciclaggio. Cinque società sono state segnalate per la responsabilità amministrativa. Tre persone ed una società hanno già chiesto di patteggiare, risarcendo il danno ed offrendo 270mila euro.
(Ultimo aggiornamento alle 13,35)
(di Redazione Cm)
Scusate, non so chi ha scritto il pezzo, e non mi interessa nemmeno saperlo, però la punteggiatura, la consecutio temporum…..
Nulla, non c’è il rispetto di nulla, è praticamente impossibile da leggere e seguire.