Carelli lascia il Pd e si difende:
“Chioschi ampliati
per regolare la situazione”

INDAGINI SU CORRUZIONE E CONCUSSIONE A MACERATA - Il consigliere ha inviato una lettera ai vertici del partito. "Per la presidenza della Commissione Urbanistica decido dopo l'interrogatorio". Sulle indagini "fiducia negli investigatori, il regolamento lo modificarono due commissioni, non io da solo". Per la vicenda della lottizzazione di Corneto, in cui sono indagati per concussione il consigliere comunale Guido Garufi e l'architetto Paolo Evangelisti, oggi in procura si sono svolti gli interrogatori. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere
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Il consigliere comunale Luigi Carelli

Il consigliere comunale Luigi Carelli

di Gianluca Ginella

“Ampliare i chioschi fu una scelta per regolamentare una situazione che era diventata ingestibile, la decisero due Commissioni, non io da solo”. Il consigliere comunale Luigi Carelli si difende dall’accusa di corruzione relativa proprio ad una modifica del regolamento dei chioschi dei fiori al cimitero di Macerata. Per questa vicenda è indagata anche la titolare di uno dei chioschi, sempre per l’ipotesi di reato di corruzione. Carelli oggi ha fatto una scelta chiara, quella di lasciare il Pd per entrare nel gruppo misto. Lo ha fatto con una lettera (che è riportata integralmente in fondo al testo) in cui chiarisce che “Esco dal Pd perché il primo attacco che ho ricevuto è arrivato dal mio partito e non mi ci trovo più nel Pd. Io sono stato uno dei fondatori, mi è costato un sacrificio, ma così il partito è più libero e non deve giustificare che un consigliere abbia questo capo d’accusa, che crea difficoltà”. Ieri il segretario del Pd Paolo Micozzi aveva chiesto un passo indietro a Carelli dalla presidenza del commissione Urbanistica (leggi l’articolo), su questa possibilità, dice “Sto valutando cosa fare. Ma devo essere ancora ascoltato, prima voglio un attimo vedere, presentare le mia memoria difensiva, portare a conoscenza degli investigatori i documenti che al momento non ha in mano la procura”. Poi aggiunge “Io ho piena fiducia nella giustizia, una volta fatto l’interrogatorio poi prenderò le decisioni politiche”. Sulla vicenda che lo vede indagato, dice che “Nel 2011 non erano delimitati gli spazi dei chioschi, c’erano camion che vendevano fiori nonostante dovessero essere presenti solo i gazebo e c’erano state proteste dei fiorai, c’era stato chiesto di mettere fine alle irregolarità. Questo pur avendo fatto un regolamento nel 2010 che l’ufficio non ha fatto rispettare, e ci sarebbe anche da chiedersi perché l’ufficio non vigila. La situazione dei chioschi del cimitero andava riportata ad una situazione di legalità e per questo è stato modificato il regolamento”. Una modifica che “è scaturita dal lavoro di due commissioni – continua Carelli –. C’è stato tutto un lavoro di studio, durato per sei mesi. Abbiamo verificato se gli ampliamenti li potevano fare tutti, non solo una fioraia. Oggi ci sono 90 metri quadrati che sono suddivisi con identica metratura per tutti i chioschi. Nessuna persona è stata agevolata” afferma Carelli. Sui rapporti con la titolare del chiosco dice “ero cliente della signora perché vado al cimitero tutte le domeniche. Le ho fatto la segnalazione di inizio attività, ma mi ha dato l’incarico di direttore dei lavori architettonico ma questo è avvenuto dopo che era passata la normativa in consiglio ma l’incarico non è legato all’approvazione della modifica del regolamento”.

Gli avvocati Federico Valori e Oberdan Pantana

Gli avvocati Federico Valori e Oberdan Pantana

Per l’altra indagine, quella relativa ad una presunta concussione su di una lottizzazione (mai nata) nel quartiere di Corneto, a Macerata, oggi sono stati sentiti in procura entrambi gli indagati (il consigliere Guido Garufi e l’architetto Paolo Evangelisti) che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. <Attendiamo che il signor procuratore abbia elementi sufficienti e chiari per condurci davanti ad un giudice. Se non ci saranno ci avvarremo della facoltà di non rispondere – dice l’avvocato Federico Valori che insieme al legale Oberdan Pantana assiste il consigliere comunale Guido Garufi –. Allo stato ritengo che il capo di imputazione sia ben lungi dall’avere quei requisiti di chiarezza, precisione e determinatezza indispensabili per l’esercizio del diritto di difesa. Basti pensare al tempo della commissione del reato che è assolutamente indeterminato”.

“Evangelisti è molto provato psicologicamente, è un insegnante, sono trent’anni che fa il docente è una persona conosciuta e trovarsi sbattuto in prima pagina come fosse colpevole gli è pesato molto – dice l’avvocato Fabiola Cesanelli, che assiste Evangelisti –. Abbiamo preferito scegliere di difenderci in un momento successivo e oggi di non rispondere alle domande. Le indagini evidenziano che il famoso file ‘Paolo.doc’ è datato 2008. La delibera per la lottizzazione risale invece al 2005 e quando venne presentata in Consiglio Evangelisti non era presente per motivi personali. Inoltre era rimasto nella commissione Urbanistica solo fino al 2006 e nel 2008 non ne faceva parte. E comunque la commissione non aveva un potere decisionale. Questi elementi danno già l’idea dell’innocenza che l’architetto proclama”.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Le accuse verso Evangelisti riguardano il rinvenimento da parte degli investigatori (le indagini sono condotte dal procuratore Giovanni Giorgio) di un file, appunto “Paolo.doc” in cui l’architetto e Garufi avrebbero predisposto una lettera da inviare, secondo la procura, ai proprietari di terreni a Corneto. Nel file si legge: “agire come segue: se è in buona fede, il signor… dia ciò che ha promesso, se è in buona fede uno dei due…, dia lui la sua parte. Relativamente al secondo… ed al signor… sarà nostra specifica cura risolvere e incisivamente la questione”. E finiva così “Quanto detto va concluso con una cifra finale: ben sapete che la vostra terra agricola non avrebbe superato euro 150mila. E voi soli conoscete, come noi, il vostro guadagno rilevante, che è seguito al nostro lavoro. La vostra indecisione, non solo sotto il profilo pecuniario, sembra a noi un vero affronto, che si spera con questo ultimo invito di sanare”.

 

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Il testo integrale della lettera del consigliere Carelli indirizzata al presidente del Consiglio comunale Romano Mari e al segretario Pd Paolo Micozzi :

  Gentile Presidente, con questa mia lettera Le comunico la decisione che ho preso, ovvero di lasciare il gruppo Consiliare del Partito Democratico, entrando nel gruppo misto del nostro Consiglio Comunale e rimanendo in maggioranza.   Questa decisione la ritengo doverosa, necessaria e irrevocabile.

Una serie di riflessioni mi hanno spinto al riguardo, non ultimo l’atteggiamento di isolamento e di censura esercitata dal Partito nei miei confronti. Va ricordato, per chi lo avesse dimenticato, che il sottoscritto, insieme ad altri, è stato tra i fondatori del P.D., provenendo dall’area della Margherita e, più precisamente dall’area cattolica alla quale mi onora, per cultura e per natura, di appartenere. Per anni, dunque, e nelle ultime legislature, ho sempre apportato il mio contributo tecnico, nelle riulioni di maggioranza e in Commissione Consiliare III ed è stato difficile, per me, districare nodi e trovare soluzioni laddove si presentavano incongruità e altro.  Come consigliere ho rivestito sempre una pratica attiva e generosa nei confronti della Città e dei cittadini sollecitando l’Amministrazione a snellire e velocizzare pratiche ingolfate dalla burocrazia che io ritengo il vero male. Ebbene, dopo tutto questo, non ho ricevuto altro che un attacco politico, frontale e pieno di ipocrisia, armato dai più variegati e contemporanei trasformismi.

Tutto ciò è insopportabile e, se resta l’amicizia personale, rilevo che il “sistema” è davvero inesorabile nel colpevolizzare o diffondere insianuazioni in perfetta malafede. Ben altri sono gli oggetti e le materie di cui parlare e su queste sarebbe necessario un approfondimento.

Vedo che in questi tempi è in atto una strategia tesa ad amplificare le “cose piccole” per far dimenticare “quelle grandi”.

Ne prendo atto, con tristezza, e con questo mio gesto “obbligato” ad uscire dal partito.

Nessuno me ne vorrà, ma ho ritenuto di scrivere questa lettera , altrettando frontale rispetti ai “mormorii” e le chiacchiere che mi hanno completamente nauseato.

Ringrazio, comunque, gli amici che mi sono stati accanto. Anche questo è una lezione di vita.

Luigi Carelli

 



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