Parcaroli attacca l’operazione Mari:
«Compravendita per il voto cattolico
La fede non è una bandiera elettorale»
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Il candidato del centrodestra interviene duro dopo l'accordo tra Tittarelli e il presidente dell'Ordine dei medici: «Gli elettori cattolici sapranno distinguere molto bene tra una testimonianza autentica, che nasce da convinzioni profonde e da una visione della società ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa, e una semplice operazione elettorale costruita per raccogliere consenso»

Sandro Parcaroli
Il ballottaggio non può fare a meno, a Macerata, del voto del mondo cattolico, che potrebbe anzi essere decisivo. E così, se Gianluca Tittarelli oggi “batte il colpo” Romano Mari, uomo di fiducia e figura che apre la sua coalizione verso il mondo moderato, il sindaco uscente Sandro Parcaroli parla di «operazioni politiche che cercano di accreditare la sinistra e perfino l’estrema sinistra come nuovo punto di riferimento per il mondo cattolico e moderato».
E allora, dice Parcaroli in una nota: «Da cattolico e da moderato, prima ancora che da amministratore pubblico, sento il dovere di fare una riflessione». Secondo l’esponente della Lega, la sinistra ha «sempre accolto al proprio interno persone provenienti dal mondo cattolico. Ma troppo spesso ha considerato la fede come un fatto esclusivamente privato, da vivere nell’intimità della propria coscienza, senza che potesse incidere sulle scelte pubbliche e sull’idea di società. Io credo fermamente, invece, che i valori cristiani abbiano contribuito, da tempo immemorabile, a costruire la grandezza della nostra civiltà e della nostra democrazia e debbano continuare ad essere una bussola per chi amministra il bene comune con spirito di servizio. I valori della famiglia, della vita, del lavoro, del merito, della solidarietà verso i più deboli, della libertà educativa, del progresso scientifico a favore dell’umanità intera sono quelli su cui si basa la nostra democratica convivenza. Valori che non devono essere chiusi in un cassetto, ma tradotti ogni giorno in azioni concrete per il bene comune, di tutti indistintamente. Per questo guardo con rispetto alle persone, ma non confondo mai le persone con i valori e con la storia di una comunità politica». E avverte: «Una rondine non fa primavera».

Romano Mari questo pomeriggio in conferenza con Gianluca Tittarelli
Perché, prosegue Parcaroli, «Sono i valori vissuti con coerenza, le scelte compiute negli anni e la credibilità costruita sul campo che fanno la differenza. Ed è su questo che i cittadini sapranno giudicare. E credo che gli elettori cattolici sappiano distinguere molto bene tra una testimonianza autentica, che nasce da convinzioni profonde e da una visione della società ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa, e una semplice operazione elettorale costruita per raccogliere consenso». Anche qui Parcaroli non lo cita ma il riferimento è all’ingresso di Mari, presidente dell’Ordine dei medici di Macerata e legato al mondo cattolico.
«La fede non è una bandiera da esibire quando conviene – riprende Parcaroli -, né un’etichetta da applicare a una lista o a una candidatura. È un impegno che si misura nella coerenza, nella capacità di servire la collettività e nella fedeltà ai valori che si professano e che contribuiranno a rendere sempre più stabile la nostra democrazia. Per questo sono convinto che chi ha a cuore questi principi non si lascerà guidare da annunci dell’ultima ora o da accordi di convenienza, ma saprà riconoscere la differenza tra una scelta fondata su valori vissuti e una compravendita elettorale». Nessun commento dal sindaco uscente invece sull’accordo tra Tittarelli e Marco Sigona, ex candidato sindaco di Officina delle Idee.
(redazione CM)




































La sinistra una porcata dietro l’altra ma i Maceratesi non hanno l’anello al naso respingiamo con forza a colpi di voti pro Parcaroli questa subdola e oscena manovra !!!
Ballottaggio comico-teologico.
A casa….
…e già, Mari e…monti, assai difficili da scalare, e quindi uno compra materiale e si ‘attrezza’ come può, ‘pregando’ che tutto vada bene, che le catt-coliche, passate e superate per un ‘pilino’, tornino ad essere dei buoni pasti digeriti…poi le preferenze passate, e archiviate, le butteremo a mari…eh, che ci vuole, in politica, o quella che chiamano così!!! gv
Bartolò… chetati. Quando Parcaroli si fa fotografare con Salvini va tutto bene e si parla di grande politica. Se invece Tittarelli si prende un onestuomo, improvvisamente scoppia lo scandalo. Dai…il popolo maceratese dovrebbe aver capito…da queste scelte..solo tu il concetto non sei riuscito a farlo ancora tuo..
Articolo 3 – Principio di uguaglianza
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di […] religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Chi la pensa differentemente non fa gli interessi dei cittadini.
E manco conosce la cd ‘giustizia di Salomone’.
Si vede quanto aiuti i deboli Parcaroli, per fare un favore all’Enel ci hai venduti quà a rotacupa.
Proprio un bel discorso signor Sindaco.
Peccato però che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’opportunismo, l’ipocrisia, la malafede e non mi riferisco a Lei ovviamente ma a tanti personaggi della sua coalizione politica.
Quindi ognuno si tenga i suoi personaggi e pensi ad operare per il bene della comunità che sarà eventualmente chiamato a guidare, secondo scienza e coscienza.
E lasci perdere il riferimento ai principi della dottrina sociale della Chiesa che in questo contesto sono veramente fuori luogo vista la sua militanza e la vicinanza a forze politiche che parlano di:
– isolamento del diverso,
– remigrazione,
– sfruttamento del più debole,
– Dio, Patria e famiglia degli altri,
– sanità per chi può permettersela.
Ha perfettamente ragione PARCAROLI, la sinistra ha fatto un’altro colpo basso, vuole perdere di brutto al ballottaggio.
Certo sentir dire che la fede non è una bandiera elettorale..la dice lunga….Occhio che “LUI”… vede e sente tutto..
Partendo dal fatto che è una NOTA possiamo tranquillamente escludere il Parcaroli come firma della stessa.Sulla stessa scia,visti i contenuti,escluderei qualsiasi figura politica in suo appoggio altrimenti sarebbe tragicomico scrivere di cattolicesimo da parte di chi ha Berlusconi sul simbolo,da chi bacia rosari e lascia morire i migranti in mare o da chi pensa che basti slogan come Dio Patria e Famiglia per pensare di avere una coscienza.E allora da chi arriva? Dai contenuti distorti e di parte direi dalla Curia sempre in sintonia con gli oscurantisti e contro i mangiapreti.Il problema è che per fare ciò si rinnega una figura veramente cattolica, lontanissima dal mio mondo culturale,che non credo cambierà le sorti del ballottaggio per incensare chi invece i valori cattolici li calpesta in ogni modo.Se così fosse sarebbe una spiegazione plausibile e che spiegherebbe anche perché le chiese sono vuote e come mai Papa Francesco era così contrastato dai cattolici de Noandri che si battono il petto ma poi si dimenticano del cattolicesimo di fronte agli ultimi.Ma tutta questa paura da dove viene? Dov’è finita la baldanza elettorale? Che i sondaggi dicano qualcosa che non sappiamo? Mari e Tittarelli in missione per Dio tipo Blues Brothers mi mancava però il film ha avuto un bel finale e la musica era buona.Buona visione.
Io sono il vero cattolico certificato, gli altri sono fake. sull’aiuto ai più deboli, uhmm qualche dubbio ce l’ho..
Caro Sandro, la fede, i valori e il mondo moderato meritano rispetto, non operazioni elettorali dell’ultima settimana. La credibilità si costruisce nel tempo, non con annunci improvvisi. I maceratesi sapranno valutare chi ha governato con coerenza e chi oggi cambia posizione per convenienza.
vergognati Rinaldelli sei un cialtrone.
Il direttore del Valdichienti e i suoi pensano forse di comprare crediti di cattolicesimo come si fa con le lavanderie a gettone o, per restare in tema, con i punti del supermercato. Ma la fede non funziona così. Non si diventa cattolici per apparentamento, per convenienza elettorale o per un accordo dell’ultima settimana.
Il cattolicesimo, prima ancora che una parola da mettere sui manifesti, è uno stile di vita: sobrietà, rispetto, coerenza, attenzione agli ultimi, senso della comunità. Valori che non si acquistano al mercato del voto e non si esibiscono a comando quando servono due consensi in più.
Parcaroli ha detto una cosa semplice e giusta: la fede non è una bandiera elettorale. E chi prova a trasformarla in merce di scambio dimostra solo di non averne capito né il senso né la profondità.
Quando si nomina Berlusconi come fosse un insulto, si dimentica che milioni di italiani lo hanno votato per trent’anni e che è stato protagonista della storia politica del Paese. Ridurre tutto a una caricatura è più facile che confrontarsi con il tema posto da Parcaroli: i valori si vivono ogni giorno o si riscoprono soltanto a una settimana dal voto?
Bene, queste reazioni ad alzo zero rivelano il mondo di sotto della destra nostrana: un misto di arroganza e preoccupazione. Arroganza di chi si intesta un vessillo del cattolicesimo come fosse cosa propria; preoccupazione per la capacità di movimento dell’avversario politico. Il dott. Mari, da sempre interno al centrosinistra, è persona seria, competente e stimata, ed è innegabile che per l’esperienza più che quarantennale di medico e amministratore non potrà che contribuire al buon governo della città. Tutto il resto è strumentalità politica, di chi teme di non avere altrettanta serietà, stima e competenza dalla propria parte.