Controllo finito, ballottaggio confermato.
Nessun rilievo dalla commissione:
Parcaroli resta al 49,96 e tenta il ricorso al Tar
MACERATA - Nessuna incongruenza rilevata negli atti prodotti dai presidenti dei 44 seggi. Ora gli avvocati esamineranno il fascicolo per chiedere la verifica delle 350 schede nulle (ma non contestate) e il riconteggio. Anche Orioli (Terzo Polo) si rivolgerà al Tribunale amministrativo per il mancato ingresso in Consiglio comunale per una manciata di voti

Sandro Parcaroli lunedì notte in Comune dopo l’esito dello scrutinio concluso poco prima dell’una
di Luca Patrassi
Il controllo formale sui verbali elettorali è terminato, nessun cambiamento sui dati finora elaborati. Tre giorni di verifiche sui verbali redatti dai presidenti dei 44 seggi e poco fa è arrivata la fumata bianca di conclusione dei lavori della commissione elettorale di Macerata. Fatte le verifiche formali sui verbali. Nulla che alteri il voto finale e non poteva neanche andare diversamente – a meno di errori formali nei conteggi che non si sono manifestati – visto che il controllo in prima istanza si rivolge esclusivamente ai verbali e non riprende in esame per esempio la correttezza delle centinaia (350 nel particolare) di schede dichiarate nulle. Dunque al momento è confermato il ricorso al ballottaggio. In ogni caso la consegna dei verbali, avvenuta appunto stasera, permette però di far partire i ricorsi al Tar.

Confermato l’esito del primo turno
Il centrodestra e il candidato sindaco Sandro Parcaroli si sono appena rivolti all’avvocato Massimo Spinozzi che sta valutando i documenti per poi eventualmente presentare nella giornata di domani istanza al Tar per il riconteggio delle schede alla luce di alcune segnalazioni legate a voti che sarebbero stati espressi e che invece non risultano.

Mattia Orioli, candidato sindaco del Terzo Polo
Dieci appunto i voti mancanti al centrodestra per evitare il ballottaggio, lo 0.04% e la cifra esigua è alla base del ricorso al Tar. Una manciata di voti mancanti è anche quella che evidenzia l’ex candidato sindaco Mattia Orioli con la lista Terzo Polo che non entra in Consiglio sempre per pochi voti ed anche Mattia Orioli è pronto al ricorso al Tar sulla base dei verbali della commissione elettorale. Come candidato sindaco Orioli ha superato lo sbarramento del 3% ma la lista che lo sosteneva è rimasta al di sotto del 3% per una manciata di voti e dunque fuori dai calcoli per la ripartizione dei seggi.
Dunque domattina si saprà come si sono mossi, e nel caso positivo con quali elementi, Sandro Parcaroli e Mattia Orioli sul fronte dell’annunciato ricorso al Tar anche se durante lo spoglio nessun rappresentante di lista ha chiesto di verbalizzare contestazioni sulle schede annullate. Insomma un occhio alla partita legale e l’altro a quella del ballottaggi dei prossimi 7 e 8 in cui Parcaroli dovrà sfidare il candidato di centrosinistra, Gianluca Tittarelli.

























































Ed il cinema continua…
Fate un unico ricorso: risparmiate in spese legali e contemporaneamente fate il primo apparentamento
Alla fine si troverà il modo di non mandare sprecate tutte quelle bottiglie di Chateau Ramon ( Castelraimondo in provincia di Crispiero ) rimaste a metà…
— E LE SCALE di v. E. RICCI.???
— Dopo 2– Due, anni ancora inagibili.!!!
— Residenti ed Utenti, costretti a lunghi giri, più volte al giorno.!!!
E fattela finita Parcaroli. Hai speso decine di milioni di euro del Pnrr e in linea di massima le cose le hai fatte anche se qualcuna forse ha esacerbato un po’ gli animi. Avrebbero dovuto votarti non al primo turno ma già a mezzogiorno di Domenica dichiararti sindaco, Ma questo non è avvenuto e adesso ti attacchi… al Tar. Non ti viene in mente di essere stato giudicato poco più che un incapace, un inetto totale ecco, un senza spina dorsale e tante altre cose che in questi anni non ti hanno fatto nessuno sconto. Insomma secondo me tu non sei solo cotonato ma proprio antipatico magari perché ti dichiari politicamente il peggio che possa esserci, un leghista e già va male ma pure salviniano e pretendi e magari ci riuscirai a diventare nuovamente sindaco di Macerata che di conseguenza diventerà Capitale della Lega Salvini prima dell’estinzione tutti qui state) da non confondere con quella a cui Salvini sanno già benissimo che fine gli farebbero fare, ma nemmeno quella di immergerlo interamente nel nordico Prosecco. Già mi sembra di risentire la stessa ripulsione che ti faceva venire la pelle da pavone ogni volta che si parlava della filiera Macerata, Civitanova, Provincia e Regione e Meloni. Poi se passa la Vaccherum, la nuova legge elettorale e chi vi sente più.
Faccio un appello a tutti gli elettori miei concittadini di destra al ballottaggio andate a votare la citta’ ha bisogno del vostro voto, mai piu’ un passo indietro !!
Ecco bravo..Bartolò hai ragione nessun passo indetro ma solo avanti,,,magari a Biscemi…occhio è una sola parola ma puoi anche modificare la spaziatura,,,
La giustizia di Salomone. L’episodio più famoso, narrato nel Primo Libro dei Re, vede due donne reclamare la maternità dello stesso bambino: Salomone, intuendo la verità, ordinò di dividere il neonato a metà, svelando così la madre vera per il suo istintivo rifiuto al sacrificio. Questo giudizio dimostrò non solo acume psicologico, ma anche una profonda comprensione della natura umana. La sua equità divenne proverbiale, attirando persino visitatori da terre lontane desiderosi di ascoltarne le sentenze. Salomone non si limitava a applicare la legge, ma cercava la sostanza della verità oltre le apparenze. La Bibbia sottolinea che la sua sapienza era un dono di Dio, richiesto umilmente per governare con rettitudine. La sua giustizia rappresentava un modello ideale di governo, dove il sovrano agisce come mediatore tra cielo e terra. Ancora oggi l’espressione “giudizio di Salomone” indica una soluzione intelligente a un conflitto apparentemente irrisolvibile. Tuttavia, alcuni studiosi notano che il racconto ha anche una funzione letteraria e teologica, per esaltare l’età d’oro d’Israele. In sintesi, la giustizia salomonica resta un simbolo universale di saggezza, equità e intuizione morale.
Ciò detto, chiediamoci quanto i ricorrenti operano come schietti e solerti servitori del bene comune.