Sigona terza forza: «Aperti al dialogo».
Orioli prudente: «Tutto da verificare».
Ripa: «Chi votare? Tittarelli»

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - I tre candidati sindaco fuori dai principali schieramenti divisi tra dialogo e verifiche. Officina delle Idee pronta al confronto. Il rappresentante del Terzo Polo: «Per ora nessuna presa di posizione». L'ex consigliere del primo mandato Parcaroli deluso dal risultato: «Mi sono battuto per la sanità, ora mi sento tradito. Non sono interessato a incarichi»

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ripa orioli e sigona in comune

Da sinistra, Giordano Ripa, Mattia Orioli e Marco Sigona

di redazione CM

Tra i candidati fuori dai due principali schieramenti, alle comunali di Macerata emerge il risultato di Marco Sigona, che con Officina delle Idee si attesta al 3,48% ed entra in consiglio comunale. Più incerta invece la situazione di Mattia Orioli (3,05%), ancora in attesa della verifica definitiva sull’assegnazione del seggio. Resta fuori dall’assise il candidato Giordano Ripa (1,56%) che non nasconde una forte delusione. Quest’ultimo, uscendo dalla maggioranza e formando un gruppo di centrodestra, ha sicuramente inciso nel risultato finale del sindaco uscente, Sandro Parcaroli.

«L’obiettivo minimo era raggiungere il quorum e ci siamo riusciti – il commento di Sigona -. Puntavamo a essere la terza forza e questo risultato è arrivato. Forse sui numeri immaginavo qualcosa in più, ma il calo dell’affluenza, con circa il 9% in meno di votanti, è un dato importante da tenere in considerazione». Sigona – dopo aver seduto al tavolo del centrosinistra prima di decidere per un progetto civico in solitaria – rivendica il percorso autonomo della sua lista: «Le altre coalizioni partivano da strutture già consolidate, mentre noi, come realtà civica, abbiamo costruito un progetto diverso e credo che il risultato ottenuto sia comunque significativo. Portare un consigliere in consiglio comunale è un traguardo importante».

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Sul possibile ruolo in vista del ballottaggio lascia aperta la porta al confronto: «Potremmo anche diventare ago della bilancia in questa fase di incertezza – ammette -. Ci sarà modo di dialogare e confrontarsi. Prima però voglio ascoltare la lista e capire insieme quale posizione assumere». E sulla collocazione politica aggiunge: «Noi proveniamo dall’area del centrosinistra, ma ci siamo staccati proprio perché volevamo portare un cambiamento e un’idea diversa di città. È chiaro che il dialogo potrebbe orientarsi più naturalmente verso quell’area, ma ogni valutazione sarà condivisa con il gruppo».

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I tre ieri in Comune durante lo scrutinio

Prudente invece Mattia Orioli, che attende ancora i conteggi definitivi. «Stiamo verificando se scatterà o meno il seggio in consiglio comunale. È un aspetto determinante per capire se avremo la possibilità di portare avanti e difendere il nostro programma all’interno dell’assemblea cittadina». Il candidato del Terzo Polo sottolinea anche il quadro politico emerso dalle urne: «Questa tornata conferma ancora una volta un forte bipolarismo». Per ora nessuna presa di posizione sul ballottaggio: «Abbiamo sospeso ogni valutazione anche in vista del secondo turno, perché bisogna prima capire definitivamente se ci sarà il ballottaggio dopo una ulteriore verifica e quale sarà la nostra rappresentanza in Consiglio. Tutto si gioca su pochissimi voti». Infine una riflessione sulla situazione elettorale: «Credo che un’incertezza di questo tipo, arrivati a questo punto dello scrutinio, sia piuttosto rara, forse unica a livello nazionale. Probabilmente sarà necessario farsi qualche domanda».

«Sono profondamente deluso dal risultato elettorale sia sul piano personale che su quello politico – dice Ripa, ex consigliere con delega ala Sanità durante il primo mandato Parcaroli che nel 2022 lasciò la Lega e la coalizione per passare prima a Fratelli d’Italia e poi al Gruppo misto -. Sul piano personale mi aspettavo molto di più per quello che ho dato a questa città e per il coraggio che ho avuto di uscire dalla maggioranza a causa di disaccordi profondi riguardo le problematiche sanitarie che affliggono l’ospedale e il territorio. Dopo essermi impegnato ed essermi messo a disposizione dei maceratesi per una vita, e dopo essere stato l’unico capace di prendere posizione per difendere la nostra sanità, ora mi sento tradito. Ne prendo atto – ammette -, non voglio fare ulteriori polemiche, la volontà degli elettori va sempre rispettata». Poi la riflessione sul piano politico: «Non mi aspettavo questo risultato, ma il fatto che si sia arrivati al ballottaggio è l’unico dato positivo di questa tornata elettorale. Credo, parlando a nome mio e non di tutta la mia lista, che la città non meriti di essere di nuovo amministrata da chi lo ha fatto negli ultimi anni. Io non andrò in Consiglio, in quanto non eletto, dunque non sono interessato direttamente da incarichi o dalle dinamiche della nuova amministrazione, ma a livello personale, se mi venisse chiesto, consiglierò di votare per Gianluca Tittarelli».

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