Ballottaggio per 10 voti, Parcaroli:
«Deluso ma vincerò al secondo turno»
Tittarelli: «Ripartiamo da zero a zero»
MACERATA - Il candidato del centrodestra sottolinea il vantaggio di 1.600 preferenze. «Apparentamenti? Vedremo. Tutti dicevano non avrei vinto al primo turno, ci sono andato vicinissimo». Lo sfidante: «Da quel grande gap che c'era ci siamo avvicinati, abbiamo pareggiato». VIDEO

Sandro Parcaroli in Comune dopo il voto
di Luca Patrassi (foto Falcioni e De Marco)
Si va al ballottaggio per dieci voti. Il giallo, tendente all’amaro per il centrodestra e per Sandro Parcaroli, sindaco uscente e candidato per il centrodestra, che fino all’ultimo secondo erano dati sopra il 50%, arriva nel cuore della notte, all’una. Il ricalcolo delle schede, dopo una serie inenarrabile di lungaggini e di imprevisti da film in alcuni seggi, porta Parcaroli al ballottaggio con il 49,96% dei voti, otto punti in più di Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra, con 1.600 preferenze in più (10.044 i voti di Parcaroli, 8.435 quelli di Tittarelli per il centrosinistra, ndr).

Differenza notevole ma pur sempre un voto (di ballottaggio) da affrontare tra quindici giorni. La vittoria al primo turno sfuggita al primo turno lascia l’amaro in bocca ma Parcaroli, superato l’attimo di difficoltà, è comunque sorridente nel presentarsi ai cronisti: «Certo, c’è un po’ di delusione ma anche entusiasmo perché mi sono trovato tutti contro nel sostenere che non avrei mai vinto al primo turno, invece sono arrivato al 49,96% e non sono stato eletto al primo turno per meno di dieci voti. Ci sono andato vicinissimo. Rispetto il voto dei maceratesi, al primo turno è andata così e del resto non era facile con cinque candidati sindaco».

«Pazienza – continua -, vorrà dire che vinceremo al secondo turno tra quindici giorni. Riconteggi delle schede? Vedremo, ora sto pensando ad altro visto che è stata una giornata lunga vissuta in attesa dei risultati. Lo stesso discorso vale per gli apparentamenti, vedremo. Sono lanciato per il secondo turno, continuerò a fare la campagna elettorale come ho sempre fatto. Non chiederò i voti, continuerò a fare quello che ho sempre fatto. Parlo dei lavori fatti, del programma che ho per Macerata, nessun attacco al mio competitor. Macerata con me cresce, spiace non aver vinto per pochi voti ma questa è la vita del sindaco, continueremo per altre due settimane a fare campagna elettorale».

Gianluca Tittarelli strizza l’occhio all’obiettivo
Lo sfidante è pronto a raccogliere la sfida dopo essere stato “salvato” dalla De Amicis, il seggio che ha ribaltato le elezioni sul finale. «Sulla penultima sezione si è sentito l’applauso di loro che la davano per vinta poi la De Amicis ha ribaltato il risultato se pur di pochissimo. Da quel grande gap che c’era ci siamo avvicinati, abbiamo pareggiato. Si riparte da zero a zero». Ma il centrodestra ha 1.600 voti in più. «Però Parcaroli ne ha presi meno come sindaco rispetto alle liste. Adesso dormo, poi da domani vedremo cosa fare per il ballottaggio».

I candidati consiglieri del centrosinistra

Clamoroso a Macerata: Parcaroli si ferma al 49,96% Ballottaggio con Tittarelli per 10 voti
Peccato che vincevano ampliamente.
È un segno del destino.. a casa devi andare….
L’importante è non deludere gli elettori/cittadini e quindi che gli elettori/cittadini non siano delusi!
Parcaro’….che fai come con l ospedale …dopo anni che dicevi di farlo…ora lo farai dopo ….e dopo settimane che dici che vincerai al primo turno ora dici che vincerai il turno dopo….
Diciamocelo: ieri, tra festeggiamenti anticipati, fotografi e celebrazioni organizzate prima ancora dei risultati ufficiali, tu e quei due somari trasformati prima in commentatori politici e poi in effetto folkloristico in Piazza San Giovanni, nel pieno di un sabato di silenzio elettorale, avete dato un’immagine davvero poco decorosa e istituzionalmente molto discutibile.
E pensa che alle 17:30 ero stato pure tra quelli che ti avevano fatto gli auguri per la vittoria. Evidentemente siete davvero bravi a costruire narrazioni convincenti… almeno fino a quando non arrivano i risultati veri.
P.S. A Bartolò, che nel suo immancabile “BUM BUM BUM” ha pensato bene di nominare me e Sigona, in un suo commento letto. su un altro articolo…rispondo soltanto questo… Ma oltre al ragliare, ogni tanto, prova pure ad ascoltare e a sparare meglio in che così come hai fatto ne hai stesi 10 dei tuoi…
Se Macerata non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Un bel bagno d’ umiltà credo sia opportuno, soprattutto per quelli della Lega in caduta libera. Con diversi esponenti che hanno scelto di non ricandidarsi, molti altri hanno cambiato casacca e soprattutto neanche capaci di creare una propria lista.
Se qualcuno ha l’umiltà di chiedere un’aiutino l’aiuto arriverà altrimenti……fate vobis come dicevano i romani.
Non per defecare il membro ma i Romani dicevano fàcite vobis…
E su, Franco, almeno un’Ode ai Dieci Voti Ballottanti gliela potresti dedicare alla tua pólis natia.
Prof. Franco Pavoni l’espressione, solitamente pronunciata come “fate vobis” (più raramente facite), è un modo di dire scherzoso in finto latino sgrammaticato. Significa “fate voi”, “regolatevi a vostro piacimento” o “fate di testa vostra”.
Ah, Macerata, città ‘e ll’ombra e d’ ‘a nuttata,
diec’ vvote ballottante, diez’ schede ‘e carta straccia,
che fanno cchiù rumore ‘e na guerra ‘e tramente.
Ciento e cchiù nulle, votate a niente,
come l’ommo che se vota ‘o core pe’ ‘o niente.
‘O calore sale ‘a ll’asfalto comme ‘a na maledizione,
e ‘o sanghe bolle dint’ ‘e vene ‘e chilli quattro gatte
che ancora credono ‘a politica na cosa seria.
Er sindaco, fier’ comme a nu galletto,
se vanta ‘e essere Sagittario,
segno ‘e frecce che nun azzeccano mai ‘o bersaglio.
«Io songo fuoco e aria!» dice,
mentre ‘a città se squaglia ‘int’ ‘o sudore e ‘int’ ‘o ridicolo.
E chill’ ato, ‘o piddino,
già cuncede ‘a sconfitta all’americana,
co’ ‘na faccia ‘e martire supremo,
primma ancora ‘e avé perzo.
«Ho perso», dice, co’ ‘na voce ‘e chi ha capito tutto,
mentre ancora nun ha capito niente.
Povero Cristo, credeva ‘e essere già nfunerato
e invece era solo nu sbaglio ‘e scrutinio.
Che grandezza! Che abisso!
Diece vvote, diez’ anime morte,
decidono ‘o destino ‘e na città
che già nun ce crede cchiù.
E nisciuno ride, perché ridere sarebbe troppa speranza.
Solo ‘o calore, ‘e schede nulle,
e nu Sagittario che tira frecce ‘int’ ‘o vuoto.
Tutto è vanità, pure ‘sti diez’ vvote.
Soprattutto ‘sti diez’ vvote.
Finis. Nun ce sta niente ‘a capì.
Signor Enrico Morresi lei ha capito in pieno il mio pensiero complimenti vivissimi.
Sa, Valenti, mi sono permesso di correggerla per amor del vero, credendo di fare cosa utile, per giustificare la mia anziana, inutile sopravvivenza, trasmettendo qualche atomo del mio misero sapere alle eventuali, disgraziate, più giovani generazioni… naturalmente sono stato frainteso…
Quello che mi sembra evidente è che non si possono inventare presunte liste civile al momento, pensano che così si possa fare la differenza con i partiti tradizionali. Occorre invece maturare proposte e conquistare un radicamento nel territorio con una costante presenza e non presentarsi come una novità a ridosso delle elezioni amministrative che ha più il sapore di un bluff elettorale.
Grazie, Franco, hai reso bene l’epicità dei dieci voti che sconvolsero il mondo, altro che la Rivoluzione d’Ottobre nel reportage di John Reed.
Avevo inviato qui un commento che non vedo. Me ne farò una ragione e lo farò sapere a molti in diretta su Radio Erre.
Per carità ci sta tutto, pero quelle sezioni che fino all’1^ di notte che ancora riconteggiano sa di puzza.