Biblioteca Filelfica, Luconi:
«La ricostruzione sarà lunga
Sposteremo i libri in spazi adeguati»

TOLENTINO - La candidata sindaco del centrodestra rende noto il suo impegno a portare avanti il lavoro di ricerca e sistemazione in un locale temporaneo
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La Biblioteca Filelfica sarà uno degli interventi di ricostruzione previsti dal Psr (Piano Strategico di Ricostruzione). La storica struttura di Palazzo Fidi sarà sistemata con una parte dei 47 milioni di euro previsti dal piano. In attesa che il cuore della città torni allo splendore precedente le scosse del 2016, la candidata sindaco del centrodestra, Silvia Luconi, insieme alla sua squadra, rende noto il suo impegno a portare avanti il lavoro di ricerca e sistemazione di uno spazio temporaneo.
«Saremmo ipocriti – ammette – se nascondessimo che la ricostruzione durerà anni e che, nel frattempo, dovremmo spostare i libri della Biblioteca Filelfica in spazi adeguati per via dei lavori a Palazzo Fidi. Tanto vale trovare sale che siano fruibili da tutti».
La candidata chiarisce il lavoro che l’attuale amministrazione, sotto la supervisione dell’assessore alla Cultura Silvia Tatò, sta portando avanti.
«L’Ufficio Tecnico, di concerto con l’Ufficio Cultura, sta lavorando per l’espletamento delle procedure necessarie per l’individuazione dei locali. Dovendo ricorrere ai privati, la normativa ci impone determinati passaggi, come quello del bando. Insieme ai tecnici abbiamo visionato alcuni luoghi, sia in centro storico sia fuori le mura, con l’obiettivo di individuare diverse possibilità che possano essere condivise dalla Soprintendenza. Da questo punto di partenza, il Comune può lavorare all’individuazione del posto più adatto tramite una procedura pubblica che possa mettere in luce ulteriori luoghi».
La candidata del Centrodestra ci tiene a specificare che il confronto con i tecnici della Soprintendenza ha evidenziato come questi anni di chiusura non sono stati voluti o causati da lassismo, ma dall’effettiva problematica della mancanza di spazi idonei.
«Abbiamo convenuto che è impossibile racchiuderla tutta in un unico luogo – dice Silvia Luconi – , a meno che non ci si diriga in contrada Pace e, anche se quello sarà il luogo del nuovo Campus scolastico, riteniamo che sia importante mantenere in centro storico un bene culturale di tale rilevanza. È doveroso ammettere però che il centro storico, attualmente interessato da una massiccia ricostruzione, non ha possibilità univoche per ospitare la Biblioteca».
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Questo problema è stato riscontrato anche dalla Soprintendenza che ha compreso alla perfezione la questione e ha indicato un percorso a step.
«Per prima cosa – annuncia la candidata . si dovrà pensare allo spostamento del fondo antico, che è formato da testi che vanno dal ‘500 all’800 e che al momento è sistemato in scatole di cartone al piano terra, numerate e corredate da un elenco, che vanno ricollocate il prima possibile in scaffali adeguati in un ambiente idoneo alla loro conservazione. Successivamente bisogna catalogare tutta la parte moderna composta da circa 30mila volumi, eliminando le pubblicazioni che non si usano più. Questo lavoro – precisa – sarà utile anche a rendere la Biblioteca più aggiornata e all’avanguardia. Infine si potrà trasferire una parte di libri nell’attuale sala lettura situata alla ex centrale del Ponte del Diavolo, modificando gli spazi e integrandoli con maggiori strutture».
Importante parlare di tempi. «Per il trasferimento del fondo antico la soprintendenza ha previsto un periodo che varia dagli otto mesi a un anno. Solo dopo si potrà procedere con la parte moderna».
La candidata non può non dare rilievo all’impegno dell’Assessore alla Cultura Silvia Tatò che, con la sua consueta attenzione e dedizione, si è prodigata affinché i lavori possano procedere speditamente.
«I lavori per gli spostamenti e la sistemazione temporanea dei testi – dice dice Silvia Luconi – comporteranno un impegno di spesa importante da parte del Comune, ma non ci siamo mai sottratti ad investimenti nell’ambito della cultura. Ne sono esempi la mostra temporanea in via Parisani, dove abbiamo voluto rendere visibili gli arredi più importanti di Palazzo Parisani-Bezzi; la mostra di San Nicola, dove abbiamo reso fruibili alcune tra le opere più belle del santuario; l’implementazione delle opere del Biumor, resa possibile con l’adeguamento degli spazi per rendere visibili quelle che si trovavano nella parte inagibile di Palazzo Sangallo. Abbiamo arricchito l’offerta del Castello della Rancia – aggiunge – , dove attualmente c’è il Museo del Mesolitico che abbiamo deciso di esporre dopo i ritrovamenti durante gli scavi per la costruzione del Campus. Infine abbiamo restaurato il Museo Archeologico. Tutto questo – conclude la candidata – sotto la supervisione dell’Assessore Silvia Tatò che, in soli due anni e mezzo, ha individuato i problemi legati al suo settore e ha lavorato per risolverli. La Biblioteca è solo uno dei suoi impegni».

 

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