Con lo slogan “Tolentino città aperta”,
D’Este guida il centrosinistra:
«Amministreremo partendo dal basso»

ELEZIONI - Pd, M5S e Dipende da noi hanno presentato il candidato sindaco, coordinatore di Civico 22. Quercetti: «Ha una storia esemplare e credibile di altruismo, laboriosità, onestà e sacrificio per gli altri. I suoi valori sono quelli che vorremmo condividere con la nostra comunità». Dignani: «Questa volta la divisione la troviamo nei nostri competitor». Mercorelli: «Abbiamo unito le forze per ricostruire il senso democratico del Comune». Salcocci:«L'amministrazione uscente ha solo pensato al potere»
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La presentazione del candidato sindaco del centrosinitra

di Francesca Marsili

«La mia candidatura non è stato un lavoro facile, ma una lunga gestazione. Dovremo essere capaci di riportare la solidarietà in ambito politico con l’ascolto del tessuto sociale. A Tolentino esiste un grandissimo patrimonio associativo e credo sia il caso che rientri in una vera forma di collaborazione della politica». Con voce commossa, Massimo D’Este, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Tolentino per il centrosinistra, e lo fa portando sul campo la sua lunghissima esperienza nel mondo del volontariato certo che l’associazionismo e la politica possano essere l’uno al servizio dell’altra. Lo slogan è “Tolentino città aperta”, al dialogo, alla partecipazione e alla solidarietà. Sono quelle le tematiche che tengono uniti i partiti che lo sostengono: la lista civica “Civico22” di cui è coordinatore, “Dipende da Noi” e poi “Movimento 5 stelle “ e “Partito Democratico”.

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Massimo D’Este e Paolo Dignani

La presentazione, questa sera al bar “Urban Reef, in una zona tristemente simbolo perché particolarmente devastata dagli eventi sismici del 2016, a testimoniare come la tematica della ricostruzione sia al centro del progetto politico. Tantissima la partecipazione cittadina. «Tolentino non appartiene a nessuno se non a suoi cittadini e a noi spetta il compito di amministrare. Qualcuno ha detto che sono un politico, si mi sento politico per quello che faccio da sempre – ha sottolineato il candidato riferendosi alla sua pluridecennale azione nel campo del volontariato – a me interessa partire dal basso perché dal basso, in modo umile, si incontrano le persone che stanno più in basso. Dobbiamo bussare alle porte del patrimonio associativo». La voce di D’Este al termine del suo discorso è stata interrotta per qualche secondo da un’emozione che non è riuscito a trattenere pensando alla sua famiglia «Dedico questa sfida a mia moglie e mia figlia».

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Marta Cicconetti e Gian Mario Mercorelli

Una presentazione in cui volutamente si è scelto di non parlare dei programmi della campagna elettorale, ma di presentare le motivazioni che hanno condotto i quattro partiti a convergere sul nome di Massimo D’Este. «Per la prima volta dopo tantissimi anni il centro sinistra a Tolentino presenta un solo candidato sindaco – ha commentato Paolo Dignani, co-coordinatore di Civico22 – basterebbe tornare indietro di cinque anni per vedere come l’ultima volta sono stati espressi tre candidati sindaci. Questa volta la divisione la troviamo nel campo dei nostri competitor, una divisone significativa che sta sottolineare come colei che è stata designata come prosecutrice di un progetto – riferendosi alla Luconi – di fatto non sia colei che rappresenta l’unità di quel campo con divisioni significative. Massimo incarna i valori sui quali si basa il nostro progetto politico, è umile, serio, determinato. E a chi lo ha definito un uomo politico che appartiene a una certa storia, si fa fatica a dire se debba prevalere il sorriso o l’umana pietà». Il riferimento di Dignani è alla spaccatura che si è venuta creare nell’amministrazione uscente, con la cacciata degli assessori Massi e Pupo, che ora stanno lavorando per un progetto alternativo al centrodestra. E quindi alla possibile creazione di un terzo polo.

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Barbara Salcocci

Per il Movimento 5 Stelle che in questa tornata elettorale non ha espresso un proprio candidato ma ha scelto D’Este ha preso la parola Gian Mario Mercorelli: «In questi anni è stato totalmente spento il concetto di compartecipazione, con un uomo solo al comando. Tolentino non ha più bisogno di quell’atteggiamento da bricconcello che ti dà la pacca sulla spalla, questo tipo di personaggio è divisivo. Perché Massimo D’Este? Perché è ora di unire le forze per ricostruire il senso democratico del comune». La consigliera uscente pentastellata Martina Cicconetti ha aggiunto: «Ci siano ritrovati molto sui temi. Saremo concreti, non staremo qui a vendere il libro dei sogni, saremo sinceri. L’umiltà stara alla base di quelli che faremo, soprattutto pensando ai giovani». L’intervento di Barbara Salcocci, della lista Dipende da Noi, un movimento di sinistra etica, ha puntualizzato quali sono le tematiche che sono alla base della loro politica «questa amministrazione è stata attenta a salvaguardare il proprio potere e incapace di dare una risposta concreta alle difficoltà dei cittadini e alle domande che il terremoto ha posto – ha sottolineato – E’ urgente cambiare il metodo dell’azione politica, è indispensabile la partecipazione dal basso, rimettere al centro i diritti della nostra comunità e soprattutto ricostruire il tessuto sociale. Massimo D’Este è il più giusto, il migliore».

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Anna Quercetti

Anna Quercetti, capogruppo Pd in consiglio comunale: «Massimo D’Este è il simbolo della Tolentino che immaginiamo e desideriamo. Non ha una storia politica ma ha una storia esemplare e credibile di altruismo, laboriosità, onestà e sacrificio per gli altri. I suoi valori sono quelli che vorremmo condividere con la nostra comunità. Tolentino ha bisogno di condividere, riprogettare, ricostruire un nuovo e più ambizioso futuro per se stessa. Tre le priorità per noi: investire sul futuro per i giovani offrendo spazi e servizi e nuove realtà industriali. Completare la ricostruire e con essa quella strategica dei servizi scolastici e dell’ospedale. E ampliare la rete di protezione sociale con il coinvolgimento del terzo settore».

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