Il M5S rinuncia al simbolo
e fonda Tolentino Rinasce
ELEZIONI - La coalizione di centrosinistra che candida Massimo D'Este ha inaugurato ieri pomeriggio la sede elettorale. I pentastellati Mercorelli e Cicconetti hanno creato una nuova lista: «Con alcuni componenti dei 5 Stelle e altri che provengono da parti diverse, con un accesso libero a tutti gli effetti». L'opposto di quanto sta accadendo a Civitanova: i grillini conservano il logo e Azione lascia la coalizione per protesta

L’inaugurazione della sede elettorale di Tolentino città aperta
di Francesca Marsili
«Se mi date le forbici che avevamo prestato a Pezzanesi….». Il taglio del nastro della sede elettorale del candidato sindaco per il centrosinistra Massimo D’Este, in via della Pace 64, è avvenuto, ieri pomeriggio, con una sua battuta che ha strappato un sorriso ai simpatizzanti.

Massimo D’Este
La coalizione “Tolentino città aperta” è composta da: Pd, Civico 22, lista civica dalla quale proviene il candidato, Dipende da Noi e ora anche dalla neonata Tolentino Rinasce, la realtà presentata da Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti del Movimento 5 Stelle. A spiegarne la nascita il consigliere pentastellato di minoranza Mercorelli: «Io e Martina rimaniamo certificati nel Movimento 5 Stelle, ma dato c’è la possibilità di creare liste ibride con persone riconosciute dal Movimento e altre del mondo civico, abbiamo deciso di fare una lista con queste caratteristiche: con alcuni componenti dei 5 Stelle e altri che provengono da parti diverse, con un accesso libero a tutti gli effetti». Il contrario di quanto succede a Civitanova, dove il M5S ha scelto di conservare il simbolo nella coalizione di Silvia Squadroni, scatenando la polemica e l’uscita di scena di Azione (leggi l’articolo).
Sull’uscio della sede, in pieno centro storico, D’Este ha parlato ai suoi sostenitori. «Abbiamo innescato dei valori civici e politici perché credo sia importante andare insieme. Questa è la casa di tutti, aperta a chiunque ne voglia far parte per dare voce alle proprie istanze – ha esordito D’Este- Dobbiamo riappropriarci della partecipazione, riscoprirci protagonisti e tornare a vivere la nostra città che si trasforma a nostra insaputa. Noi non siamo contro nessuno ma lavoriamo per, vogliamo costruire qualcosa che secondo noi ci è stato strappato dalle mani».
Massimo D’Este ha spiegato di aver incontrato, in questi giorni, gli operatori del terzo settore, le associazioni di carattere sociale e culturale e di essere al lavoro per ascoltare i comitati di quartiere, le associazioni di categoria e sindacati. Riguardo la stesura del programma spiega: «Ci stiamo confrontando con figure competenti, specifiche di alcuni settori come la sanità ai lavori pubblici, affinché abbia la massima partecipazione di persone libere da ogni vincolo». Non nasconde la soddisfazione D’Este «per aver creato qualcosa di nuovo, anche perché ci sono dei ragazzi fantastici che credono fermamente in questa esperienza».


















