Fratelli d'Italia

Biblioteca Filelfica, i Riformisti:
«In sei anni totale lassismo e noncuranza»

TOLENTINO - L'ex direttrice Ombretta Cosatti replica alla vice sindaco Silvia Luconi
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I Riformisti Tolentino, che alle prossime elezioni appoggiano il candidato Sindaco Mauro Sclavi e tra le cui fila è presente anche l’ex direttrice della Biblioteca Filelfica Ombretta Cosatti, rispondono in merito alle affermazioni della vicesindaco di Tolentino circa la situazione della Biblioteca comunale.

«Si prende atto  – scrive Cosatti – del fatto che solo dopo sei anni e a due mesi dalle elezioni amministrative, la vicesindaco Luconi se ne esca con la questione della Biblioteca. Dopo un lunghissimo e assordante silenzio l’amministrazione sembra interessarsi all’espletamento di procedure necessarie per l’individuazione di locali adatti ad accogliere l’importante patrimonio librario in sale che siano fruibili.

La candidata del centrodestra tiene a precisare che questi anni di chiusura “non sono stati voluti o causati da lassismo”, invece si ritiene che proprio di questo si sia trattato, oltre che di totale noncuranza nell’individuazione di locali adatti alla fruizione temporanea. Crediamo infatti che la cosiddetta “sala di lettura” allestita nell’ex centrale elettrica, non rispecchi affatto la vera funzione di una Biblioteca pubblica. In questi sei anni si sarebbe potuta trovare una soluzione alternativa e ottimale, cercando un locale nel centro storico di Tolentino.

La vicesindaco Luconi dimostra inoltre di non avere ancora le idee chiare su dove portare il prezioso materiale custodito nella struttura terremotata, il che desta preoccupazione e sgomento per il pregevole e raro fondo antico e archivistico». I Riformisti accusano poi Luconi di incompetenza riguardo alla tutela e alla valorizzazione del suddetto patrimonio. «Tale inconsapevolezza si manifesta ancora di più quando si legge che si dovrà procedere alla catalogazione di trentamila volumi della parte moderna, ignorando che tali volumi sono già catalogati e classificati con lo schema Dewey e presenti nell’Opac (Online public access catalogue) del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Non dimentichiamo inoltre che la struttura a tutt’oggi è del tutto priva di personale dedicato indispensabile nelle prossime operazioni di trasferimento. La Vicesindaco afferma infine che si provvederà ad eliminare “le pubblicazioni che non si usano più, per rendere la biblioteca più aggiornata e all’avanguardia”. Al che viene spontanea una domanda: chi e con quale metodologia si deciderà?. Sommessamente si ricorda che il concetto di biblioteca, anche nel senso etimologico del termine, non esisterebbe se venissero eliminate le pubblicazioni che “non si usano più”.

Si parla poi di “implementazione delle opere di Biumor” e per “implementazione” forse la vicesindaco intende l’esposizione di alcune opere dall’ala inagibile del Museo nella sala “Mari”, ma implementare le raccolte di un museo è un’altra cosa che neanche lontanamente si è pensato di fare, perché impegnati a disperdere ogni risorsa per la cultura in iniziative del tutto estemporanee che nulla hanno lasciato alla crescita culturale della città e alle opportunità per le giovani generazioni».

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