«Via la casetta mobile»,
il Comune “sfratta” un anziano

CAMERINO - Un 79enne dovrà abbattere la struttura in cui vive, aveva cercato di salvarla con un ricorso al Tar ma ha perso. Ora il Comune ha fatto un'ordinanza: 90 giorni per demolirla. Il problema è che non rispetta le norme previste dai decreti in materia e dal decreto "Salva Peppina"
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Camerino

 

di Monia Orazi

Una casa mobile su ruote installata nel 2018 in un terreno di proprietà di un 79enne di Camerino a Pontelatrave (vive lì in attesa che vengano ultima i lavori della sua abitazione in muratura). Nonostante un ricorso al Tar, dal Comune è arrivata una nuova ordinanza che impone all’anziano di togliere entro novanta giorni la casetta mobile su ruote di 72 metri cubi, la veranda ed il marciapiede di ingresso, per una superficie complessiva di 42 metri quadrati occupati sul terreno di sua proprietà. Il problema è la mancanza dei titoli autorizzativi per la sua installazione.

L’ordinanza è a firma dell’architetto Barbara Mattei, responsabile del settore urbanistica del Comune di Camerino. La casetta era stata installata nel 2018 nell’ambito del post terremoto, ma senza il rispetto delle norme previste dai decreti in materia e dal decreto cosiddetto “Salva Peppina”, secondo quanto sostenuto dalla responsabile urbanistica del Comune di Camerino, che con una prima ordinanza nell’aprile del 2021 ha disposto «la demolizione dei manufatti realizzati in assenza di titolo abitativo, consistenti in una casetta mobile provvista di verandina posata su una platea cementizia costruita per tale scopo e dal marciapiede antistante detta casetta, presso l’area sita in località Pontelatrave, entro e non oltre novanta giorni dalla notifica».

L’anziano non si è dato per vinto, assistito dall’avvocato Giuseppe De Rosa ha presentato ricorso al Tar Marche con istanza di sospensiva per l’annullamento della prima ordinanza comunale. A giugno 2021 il Tar Marche ha accolto la richiesta di sospensiva del pensionato disponendo la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza. Non è finita qua, ad agosto 2021 i tecnici comunali compiono un altro sopralluogo nella zona. Secondo l’architetto Mattei, forte anche della perizia di un geometra che certifica che la casetta si può spostare, manca il titolo abitativo. Secondo gli uffici comunali non sarebbe valida la Cila (comunicazione di inizio lavori), per la mancanza dei presupposti di legge ed ha invitato il pensionato ad acquisire i necessari permessi edilizi, cosa che lui però non ha fatto. Da qui un nuovo avvio del procedimento edilizio lo scorso febbraio e l’emissione di una nuova ordinanza di demolizione che impone all’uomo entro novanta giorni di togliere la casetta mobile su ruote.

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