Uno scatto di comunità a Pieve Torina:
«Il nostro desiderio è rimanere qui,
con noi i cittadini ucraini accolti nelle Sae»

L'INIZIATIVA spiegata dal sindaco Gentilucci: «Ci siamo stretti attorno alla nostra piazza simbolo per una foto che testimonia la mancanza nell’assicurare, a sei anni e più di distanza dal sisma, una ricostruzione vera. Noi non ci dimentichiamo di chi soffre e siamo solidali con chi è scappato dalla guerra, vorremmo che lo Stato non si dimenticasse di noi»
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Lo scatto a Pieve Torina

«Ieri abbiamo avuto una grande dimostrazione di cosa significhi spirito di comunità. Pieve Torina si è stretta intorno alla sua piazza simbolo, per dar vita a uno scatto che non è solo fotografico, ma anche di orgoglio, di dignità, per riconfermare l’appartenenza a un territorio e il desiderio di questa gente di rimanere qui». È il sindaco Alessandro Gentilucci a sottolineare come «fotografiamo ancora macerie e distruzione, fotografiamo una memoria che non possiamo dimenticare, ma che vorremmo metterci alle spalle. E invece questi scatti, oltre al grande senso di comunità, testimoniano purtroppo la mancanza dello Stato nell’assicurare, a sei anni e più di distanza dal sisma, una ricostruzione vera. Tra le decine di persone che hanno partecipato c’erano anche cittadini ucraini che hanno trovato accoglienza qui, nelle nostre Sae, a testimonianza di come la nostra gente rifiuti la guerra e, nella sofferenza di chi ha perso tutto, continui a dimostrare una straordinaria capacità solidale. Noi non ci dimentichiamo di chi soffre, vorremmo che lo Stato non si dimenticasse di noi».

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Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina

Il commento amaro del sindaco viene a margine della presentazione del progetto LO.GUS.TI., una iniziativa realizzata nell’ambito del Por Marche Fesr 2014/2020 che mette insieme diversi partner con capofila Arci Macerata e che vede nell’associazione Effetto Ghergo di Montefano il soggetto attuatore. «Verrà realizzato un archivio digitale della memoria che attinga al patrimonio fotografico dei cittadini coinvolgendo in questo percorso di ricostruzione storica i nostri giovani perché abbiano contezza del passato recente della comunità – prosegue Gentilucci -. Inoltre, saranno realizzati altri scatti di comunità, come quello di ieri, che ha messo insieme decine e decine di persone, per sensibilizzare l’opinione pubblica su quel che il sisma ha devastato rendendo palese la necessità della ricostruzione». All’incontro al Palazzetto dello Sport di Pieve Torina, seguito allo scatto fotografico in piazza, hanno partecipato diversi partner del progetto, tra cui il prorettore dell’Università di Camerino, prof. Andrea Spaterna, coordinatore della “Consulta permanente per lo sviluppo” che ha ricordato l’importanza di favorire percorsi che alimentino la crescita anche culturale del territorio in una logica di sistema tra i diversi enti ed associazioni.

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