«Il rincaro dei prezzi
blocca i cantieri della ricostruzione»

SISMA - L'allarme di Ance Macerata: «Le nuove regole, finalizzate ad accelerare la realizzazione delle opere penalizzano le imprese e i cittadini»
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Carlo Resparambia

La proroga dei termini dei contratti di appalto sottoscritti e da sottoscrivere, la sostituzione del prezzario del cratere con il prezzario della Regione Marche, l’aumento dei costi parametrici, la proroga della compensazione anche per l’anno in corso, l’introduzione della revisione prezzi nei contratti della ricostruzione: queste sono alcune delle proposte di Ance Macerata a fronte dell’allarmante situazione sul pericolo del blocco dei cantieri della ricostruzione.
«Si stanno rompendo tutti gli argini» afferma con preoccupazione sul tema dei rincari Carlo Resparambia, Presidente di Ance Macerata (la Sezione che in Confindustria rappresenta le imprese di costruzioni).
«Da oltre un anno – continua – stiamo assistendo ad incrementi di costo continui delle materie prime utilizzate nei cantieri della ricostruzione, a forti ritardi nella consegna dei materiali, all’irreperibilità di attrezzature di lavoro e di manodopera. Ma, se fino a pochi giorni fa il caro delle materie prime ed energetiche rappresentava una marcata criticità, con lo scoppio della guerra russo-ucraina si è passati da una condizione di crisi a quella di grave emergenza».
La ricostruzione si sta bloccando. Secondo Ance, le nuove regole, finalizzate ad accelerare la realizzazione delle opere del Sisma, penalizzano le imprese di costruzione e i cittadini che rischiano le revoche del contributo, viste le difficoltà che poco più di un anno fa non erano in alcun modo prevedibili.
«I contratti di appalto  – scrive Ance – non solo non sono remunerativi, ma si chiudono in perdita per le imprese. I tempi ristretti di esecuzione sono assolutamente incompatibili con l’impossibilità oggettiva di reperire materiali e attrezzature nei tempi e con i costi progettati. Perciò le imprese rischiano pesantissime ricadute, non sono in termini sanzionatori ma anche di sopravvivenza.
I rincari solo per fare degli esempi sono i seguenti: in un anno l’acciaio in barre lavorato per cemento armato segna un + 76%, il legno lamellare + 73% il bitume è aumentato del 15%, il calcestruzzo pompato del 30%; i tubi PVC sono aumentati del 51% in soli 3 mesi.
A questo si sta aggiungendo negli ultimi giorni il rincaro dei carburanti, in un solo mese sono cresciuti, secondo le segnalazioni delle imprese associate, di una percentuale che varia tra il 27 ed il 32%. Sono stati inoltre annunciati alle imprese ulteriori aumenti. Si deve considerare che per i lavori stradali, che hanno una forte incidenza di utilizzo di mezzi in cantiere, la voce carburante ha un’incidenza altissima. A tali rialzi si deve aggiungere infine un aumento del costo del lavoro in edilizia, con la recente firma del contratto collettivo di settore ed un prossimo ulteriore aumento con l’integrativo provinciale dell’edilizia».
«Ora – conclude Resparambia – serve un grande sforzo del Commissario Straordinario per la ricostruzione del Centro Italia, del Vice Commissario Presidente della Regione Marche e dei legislatori altrimenti il blocco della ricostruzione sarà una drammatica realtà».

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