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Discarica, l’ora della rabbia.
Morgoni: «Criteri spudoratamente di parte»
Bisonni: «Si è toccato il fondo»

RIFIUTI - Centrosinistra sull'Aventino dopo il voto di ieri in assemblea Ata che porterà Pollenza, Loro Piceno e Montefano in testa alla classifica dei siti idonei. L'ex deputato Pd: «In omaggio a Parcaroli e ai sindaci di destra si stravolge ogni regola di razionalità, linearità e correttezza». Il co-portavoce di Avs: «E i tempi si allungheranno: una “furbata” del genere sarà sicuramente oggetto di ricorsi». Patrizia Sagretti, candidata consigliera di Alleanza Verdi Sinistra a Macerata: «Anni di immobilismo, poi la fuga in avanti a 18 giorni dal voto». Il comitato No Discarica Cantagallo: «Il Comune di Pollenza ha presentato una relazione di Unicam per escludere il sito: hanno risposto di non avere competenze per valutarla. Dichiarazione che lascia attoniti»

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Alcuni cartelli esposti ieri durante l’assemblea dell’Ata

Monta la protesta dopo l’assemblea dell’Ata di ieri che rivoluzionerà la classifica dei siti per la scelta della nuova discarica provinciale. È ovviamente il centrosinistra a salire sull’Aventino, rimarcando il fatto che i criteri “politici” approvati ieri porteranno a far salire in classifica tutte location in Comuni amministrati proprio dal centrosinistra: Pollenza, Montefano, Loro Piceno.

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Mario Morgoni ieri vicino a uno dei cartelli esposti

«Per poter evitare che fossero individuati siti di Comuni amministrati dalla destra, la maggioranza ha messo in atto un’autentica prova di forza sovvertendo quella graduatoria grazie a criteri definiti “politici“ ma in realtà spudoratamente di parte e funzionali in via esclusiva alle convenienze della destra stessa – tuona l’ex deputato Pd Mario Morgonidai primi posti di questa nuova  graduatoria scompaiono ad esempio magicamente Macerata, impegnata a  breve nel rinnovo amministrativo, Recanati e Camerino: in omaggio a Parcaroli e ai sindaci di destra si stravolge ogni regola di razionalità, linearità e correttezza. Come se non bastasse, uno dei criteri “politici” introdotti è l’esclusione, come possibili siti di discarica, dei Comuni ad alta la densità di popolazione. Così i più grandi produttori di rifiuti vengono esclusi dalla responsabilità di gestirli. Una vera porcheria che insulta le piccole comunità di cui a parole tutti si riempiono a parole la bocca. Ma anche una spregiudicata e illegittima operazione che mostrerà ben presto le sue gigantesche magagne. Una tra le  pagine di più disgustosa arroganza, di più grande disprezzo delle istituzioni e delle comunità che la nostra provincia abbia conosciuto. La destra, i suoi amministratori e i suoi elettori ne portano tutta intera la responsabilità».

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Da sinistra: Angelo Sciapichetti, segretario provinciale Pd, Sandro Bisonni, co-portavoce provinciale Avs, e Leonardo Catena, consigliere regionale Pd

Giorgio Bisonni, co-portavoce provinciale di Avs, non esita a parlare di «uno dei momenti più bassi e scoraggianti della storia amministrativa della nostra provincia». L’ex consigliere regionale afferma che «quello a cui abbiamo assistito è stato un atto di prevaricazione politica che mina la credibilità delle istituzioni locali e mette a rischio la gestione del ciclo dei rifiuti. L’arroganza della destra, che per anni non ha mai deciso nulla facendo pagare il costo della sua inazione ai cittadini, si è precipitata a sfornare dei criteri politici che vanno a stravolgere il lavoro svolto dall’Università, pagato profumatamente con soldi pubblici, nonostante in passato la Regione avesse già bocciato l’introduzione di criteri politici escludenti. Chi amministra oggi dimostra una preoccupante mancanza di responsabilità e di rispetto per le comunità. Anteporre gli equilibri di coalizione all’interesse collettivo e alla tutela del territorio è un segnale di debolezza amministrativa che i cittadini non meritano. Inoltre questo “colpo di mano” non risolverà l’emergenza rifiuti, ma la aggraverà. È evidente infatti che in questa maniera i tempi non si accorceranno per nulla, al contrario si allungheranno perché una “furbata” del genere sarà sicuramente oggetto di ricorsi amministrativi con discreta probabilità di successo che paralizzeranno di fatto la ricerca di una soluzione rapida e certa. Nessuno quindi si senta tranquillo e piuttosto si chieda con quale faccia e con quale credibilità questa destra si propone di amministrare ancora le nostre città. Con ieri la nostra provincia ha toccato il fondo, ora non ci resta che risalire».

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Patrizia Sagretti, candidata consigliera comunale Avs a Macerata

«Anni di immobilismo, poi la fuga in avanti a 18 giorni dal voto – rimarca Patrizia Sagretti, candidata consigliera comunale di Alleanza Verdi Sinistra a Macerata – la destra salva Parcaroli e scarica il problema sui Comuni di centrosinistra. Si comporterà così quando dovrà votare per il termovalorizzatore al Cosmari? Negli ultimi anni la destra ha tenuto in mano tutti i poteri necessari per risolvere la questione della nuova discarica provinciale, Provincia, Ata, Comune capoluogo, e non ha deciso nulla. Nel frattempo, le persone hanno pagato bollette Tari crescenti per conferire i rifiuti fuori provincia, mentre il Cosmari ha accumulato un deficit figlio diretto di questo immobilismo. Poi, finalmente, ieri, 18 giorni prima delle elezioni comunali, quasi improvvisamente, si corre. Non per il bene dei cittadini, bensì per proteggere la candidatura a sindaco di Sandro Parcaroli, in corsa per il secondo mandato. Lo stesso Parcaroli che, ieri, in aula non c’era, ma il cui fantasma aleggiava su tutta l’assemblea. Su iniziativa del sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, la maggioranza di centrodestra ha fatto apparire, tirandola fuori dal cassetto già pronta, una mozione con tre nuovi criteri, apertamente “politici”, non presenti all’ordine del giorno e mai discussi prima, anzi uno di questi già bocciato in precedenza: l’appartenenza al cratere sismico, l’aver già ospitato una discarica, definizione volutamente vaga, e la densità di popolazione. Risultato: abbassare e ridisegnare in modo “desiderato” la graduatoria costata oltre 60mila euro di denaro pubblico. Questa è la destra che governa: decide altrove, impone qui, senza confronto e senza dialogo. Oggi una discarica. Domani un termovalorizzatore?».

panorama della Contrada Cantagallo

L’area di contrada Cantagallo dove potrebbe sorgere la discarica

L’area di Cantagallo, a Pollenza, è una di quelle balzate in cima alle possibilità di scelta. E allora il comitato No Discarica torna a puntare i piedi. « È difficile non provare disgusto di fronte a un metodo che sembra costruito per ottenere un risultato già scritto. Il Comune di Pollenza ha trasmesso all’Ata, il 26 marzo, una relazione tecnico-scientifica dell’Università di Camerino che documenta in modo inequivocabile l’inidoneità dell’area di Cantagallo per l’alta permeabilità dei terreni, la vulnerabilità delle falde, le criticità idrogeologiche e l’incompatibilità con il Prgr Marche. L’Ata ha risposto a tutto questo che la nota non è stata presa in considerazione perché l’ente non dispone di personale adeguato a effettuare valutazioni di questo tipo. Una dichiarazione che lascia attoniti. Se l’Ata non ha personale qualificato per valutare una relazione scientifica redatta da un’università, allora come può lo stesso ente decidere criteri aggiuntivi per individuare i siti idonei? È una contraddizione che offende l’intelligenza dei cittadini e mina la credibilità dell’intero processo. Oggi abbiamo assistito a un’assemblea che ha umiliato i territori. Non c’è stata trasparenza. Non c’è stata coerenza. Non c’è stata responsabilità. Si è preferito modificare i criteri a partita in corso, come se la gestione dei rifiuti fosse un gioco di potere e non una questione che riguarda la salute delle persone e il futuro delle nostre comunità. Siamo disgustati da un metodo che calpesta i territori e umilia chi li difende. Siamo stanchi di vedere decisioni prese senza ascoltare la scienza, senza rispettare i piani regionali, senza considerare le osservazioni tecniche già depositate. Ma non arretreremo di un millimetro. Continueremo a difendere Cantagallo, Pollenza e l’intera vallata con ogni strumento democratico, amministrativo e legale. Continueremo a denunciare ogni forzatura, ogni opacità, ogni tentativo di imporre scelte ingiuste e pericolose. La salute dei cittadini non è negoziabile. La dignità dei territori non è in vendita. E la discarica a Cantagallo non passerà».

«Penalizzati i comuni del centrosinistra, criteri creati ad arte. Colpo di mano della maggioranza»

Più criteri per la scelta della discarica: così Pollenza, Loro Piceno e Montefano “rischiano” la testa della classifica


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