Commercio, gli esercenti:
«Approvate la mozione all’unanimità»
Italia Viva Macerata: «Basta slogan»

ELEZIONI -I titolari delle attività chiedono di lasciare da parte i colori politici. Il coordinatore Antonello De Lucia interviene nel dibattito cittadino e lancia la proposta di un Distretto urbano del commercio: «La città ha grandi potenzialità e dobbiamo mettere in campo il meglio delle nostre risorse»
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Il centro di Macerata (foto scattata prima dell’emergenza Covid)

Il commercio e i commercianti “entreranno” in Consiglio comunale. Durante le prossime sedute sarà infatti discussa la mozione di Anna Menghi che chiede un sostegno per le attività.  «Riteniamo che la mozione debba essere approvata ad unanimità – fa sapere il gruppo degli esercenti guidato da Gabriele Micarelli –  quale messaggio di aiuto alle varie attività. Questo dovrebbe avvenire al di fuori dei colori e delle ideologie partitiche perciò noi commercianti siamo fiduciosi che la mozione sarà  dibattuta immediatamente senza ricorrere a giochi tecnici che la rimandino, ne va del futuro di molte realtà commerciali e di conseguenza di altrettanti posti di lavoro dei nostri dipendenti».

«Basta slogan e idee frammentate, per il commercio di Macerata servono strumenti chiari e dall’efficacia verificata: si istituisca un Distretto urbano del commercio e si dia risposta al grido dei commercianti per lo sviluppo sostenibile della città». Sono le parole di Antonello De Lucia, coordinatore provinciale di Italia Viva che interviene nel dibattito che si sta sviluppando intorno al futuro della città, in particolare del commercio appunto.  «In questi giorni  continua De Lucia –  abbiamo ascoltato con interesse alcune proposte ed idee relative al commercio cittadino, osservato da diverse prospettive, sia provenienti da chi ha già amministrato la città che da parte di chi vorrebbe farlo, anche con provenienze politiche e schieramenti diversi. Rileviamo ad oggi la mancanza di due elementi indispensabili a dare delle risposte reali al grido dei commercianti che si è levato con sempre più forza in città: un quadro d’insieme con strategie ed obiettivi chiari e strumenti specifici per raggiungere tali obiettivi. Idee o proposte spot, anche laddove ipoteticamente validi, non risolvono i problemi, anzi a volte rischiano di peggiorarli. A volte più che la fantasia (senz’altro importante e da valorizzare per l’individuazione di risposte innovative) o la riproposizione di ricette vecchie che sanno un po’ di irrigidimento ideologico, potrebbe essere utile studiare soluzioni già esistenti e buone pratiche messe in campo da chi ha affrontato problemi simili, naturalmente contestualizzandoli ed attualizzandoli alla nostra città».

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Antonello De Lucia

Da qui la proposta di Italia Viva.  «Uno strumento ormai più che consolidato in alcune aree del Paese è quello del Distretto Urbano del Commercio – continua De Lucia – che in più di un’occasione nell’ultimo decennio ha dato ottimi risultati in diversi contesti (si veda in particolare quanto fatto in Lombardia, ci sono diversi casi di interesse e potremmo soffermarci ad esempio su quello di Bergamo per verificare – alcune – caratteristiche simili al nostro contesto cittadino). I presupposti indispensabili dovrebbero essere chiari: l’attrattività e la competitività del nostro tessuto commerciale sono essenziali per il benessere dei maceratesi, non hanno a che vedere solo con le – legittime – esigenze dei commercianti e con la prosperità economica. Il commercio è indispensabile alla residenzialità e alla socialità ed è allo stesso tempo anche altro e di più: il commercio è parte integrante del turismo ma solo se si ha una strategia complessiva del tipo di turismo che la città vuole offrire, a quali turisti ed in quali modalità e periodi; il commercio è strettamente legato al valore economico degli immobili; il commercio è anche tra i più importanti presidi di sicurezza di una città, laddove non si deve temere di utilizzare il termine sicurezza, poiché tutti, a destra come a sinistra, dovrebbero averla a cuore, non per dividere ma proprio per unire i cittadini nelle loro diversità, partendo dal presupposto che i luoghi devono essere abitati e non semplicemente occupati, attraversati e consumati, questa è una parte fondamentale della vera sicurezza, ben diversa dagli slogan divisivi tropo spesso sbandierati dalla destra estrema tanto a livello locale che nazionale. Naturalmente tutto questo sono solo parole vuote e senza senso se non si ha una visione strategica che porti a scelte concrete».

Ecco quelle che secondo Italia sono le applicazioni concrete del Distretto Urbano del commercio:

– Definizione condivisa degli aspetti più importanti relativi al commercio cittadino, di concerto tra il Comune (in qualità di amministratore del territorio ed erogatore di servizi) e chi fa commercio o lo rappresenta (in qualità di generatori di valore socio-economico, fruitori di servizi pubblici, portatori di interessi privati ma di risonanza collettiva). Si creerà un nuovo soggetto giuridico che funga da regia unificata con il coinvolgimento di Comune, commercianti ed imprenditori, associazioni di categoria pertinenti, portatori di interessi specificatamente legati al commercio.
– Il Distretto, stante la sua natura giuridica, potrà essere un partecipante attivo di bandi regionali, nazionali ed europei, aumentando in tal modo la propria capacità operativa.
– Aiutare concretamente la stretta relazione tra commercio e turismo.
– Migliorare gli spazi pubblici attraverso una riqualificazione urbana che non segua la logica della macchia di leopardo né quella dell’imposizione dall’alto, ma sia integrata con gli interessi di chi produce valori socio-economici in città.
– Condividere le responsabilità: se da un lato il Comune ha i propri obblighi e doveri, dall’altro è sacrosanto che gli stessi operatori economici siano compartecipi delle scelte che li riguardano, contribuendo a definirle ed attuarle. Non sono sufficienti i mille tavoli o workshop che a volte si organizzano perché, l’abbiamo visto molte volte, l’idillio finisce presto: ogni lavoro di concertazione e progettazione ha bisogno di strumenti per assicurare durevolezza e sostenibilità nel tempo, l’unico modo per fare questo è dotarsi di uno strumento operativo specifico come il DUC, con sue funzioni, soggetti interessati e risorse.
– Definire quali tipologie di commercio incentivare a seconda delle zone cittadine: se ad es. si vuole incentivare la residenzialità del Centro Storico, come ci auguriamo, è indispensabile incentivare anche l’insorgenza di attività e servizi i cui fruitori possano essere le famiglie, attraverso un piano di incentivazione mirato volto ad equilibrare la composizione tipologica delle attività. Fino a quando non si procederà in questa direzione sarà inevitabile che una zona come il Centro Storico di una città universitaria come la nostra finisca per essere un’area di mero intrattenimento e scarsa residenzialità cittadina.
– Definire aree geografiche cittadine alle quali dare finalmente vera dignità: non esiste solo il Centro Storico (naturalmente importantissimo e strategico per una città come Macerata), abbiamo quartieri importanti, popolosi e periferici che attendono da troppi anni dei piani di rilancio dedicati. Ognuna di queste aree (pensiamo a Piediripa, Sforzacosta e Villa Potenza, solo per citare le più grandi) ha esigenze diverse e necessita di risposte diverse, non possono essere considerate “a rimorchio”.
– Prospettiva macro-territoriale: l’utilizzo del Duc è tipico di una prospettiva di sviluppo regionale; Macerata farebbe da apripista e stimolo per l’intero territorio regionale, indicando la strada a tutte le altre realtà marchigiane che vivono situazioni simili.

«Non può esistere alcun rilancio del centro storico, né di sviluppo delle periferie, senza una strategia d’insieme, obiettivi chiari e strumenti definiti – conclude De Lucia – Anche le idee più belle rischierebbero di finire nel caos delle promesse elettorali. Soprattutto ci auguriamo che possa terminare la diatriba semplicistica Apriamo tutto o Chiudiamo tutto: non è solo aprendo o chiudendo al traffico che si possono risolvere problemi complessi, questo è solo un aspetto che affrontato da solo rischierebbe anche di far danni, sia se apri che se chiudi. Questi sono solo alcuni elementi, non esaustivi, ma servono a mettere a fuoco il modo in cui Italia Viva intende affrontare questi temi; altri dettagli sono stati individuati tra i punti del nostro programma per la città allo scopo di definire una politica di territorio innovativa e concreta. Con piacere li condividiamo anche con le altre forze politiche e ci farà piacere ricevere feedback e contributi dagli altri, poiché il nostro desiderio è contribuire in maniera concreta a migliorare la città. Con alcuni soggetti politici abbiamo parlato di queste nostre idee negli scorsi giorni ed ho rilevato con piacere interesse e capacità di ascolto, bene, andiamo avanti con fiducia per provare a costruire insieme. Ora basta slogan e spazio ad idee concrete, Macerata ha grandi potenzialità e dobbiamo mettere in campo il meglio delle nostre risorse».

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