Sindacati della sanità a Maccioni:
«Da settimane ci battiamo per i tamponi
Non è il momento delle polemiche»

LA REPLICA di Cgil, Cisl e Uil al direttore di Area vasta 3: «Necessario tener conto di quanto viene denunciato per aiutare chi spesso ha timore di tornare a casa dopo il turno perché teme di "contagiare" i propri cari»

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Alcuni operatori del Triage di Macerata

 

«I sindacati non cercano “capri espiatori” ma solo di risolvere i problemi e supportare i lavoratori che quotidianamente rischiano la loro incolumità fisica per garantire la cura dei pazienti. I distaccati sindacali della sanità spesso operano all’interno dei reparti per parte della loro giornata, e conoscono bene i problemi perché li vivono insieme ai loro colleghi». Un invito a collaborare quello di Matteo Pintucci, Luca Talevi e Paolo Possanzini, segretari marchigiani di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che rispondono ad Alessandro Maccioni, direttore di Area vasta 3. Maccioni, dopo l’esposto in procura relativo al rischio che stanno correndo le professioni sanitarie in prima linea, ha accusato i sindacati di non rendersi conto della situazione.

«Gli esposti e le denunce sono state effettuate dalle segreterie regionali unitariamente nei confronti di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private alla luce della oggettiva situazione di grave criticità, conseguente alla emergenza Covid, che stanno vivendo tutti gli operatori sanitari – dicono Pintucci, Talevi e Possanzini -. I sindacati da settimane si stanno battendo per l’implementazione dei tamponi a tutti gli operatori sanitari perché lo si ritiene l’unico sistema per monitorare veramente la situazione e garantire la sicurezza di infermieri, oss e personale tecnico. La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha in queste ore invitato l’Italia ad implementare i tamponi, lo stesso protocollo sottoscritto tra Ministero della sanità e parti sociali ribadisce l’importanza del controllo periodico tramite tamponi e massicce misure di protezione a partire da Dpi idonei.

Siamo consapevoli della enorme difficoltà del momento, che non riguarda certamente solo l’Area vasta 3 ma l’intera sanità marchigiana. Come detto con chiarezza ai vertici regionali della sanità, senza una adeguata tutela della sicurezza dei professionisti della sanità non riusciremo a debellare l’emergenza Covid. Cosi come è fondamentale trovare risorse per riconoscere l’enorme lavoro che stanno compiendo gli eroi della sanità. I sindacati non cercano “capri espiatori” ma solo di risolvere i problemi e supportare i lavoratori che quotidianamente rischiano la loro incolumità fisica per garantire la cura dei pazienti. Pertanto, l’obiettivo da conseguire è comune e cogliamo positivamente l’invito a collaborare insieme a partire dal ripristino di normali relazioni sindacali. I distaccati sindacali della sanità – concludono i sindacalisti -, spesso operano all’interno dei reparti per parte della loro giornata, e conoscono bene i problemi perché li vivono insieme ai loro colleghi. Necessario tener conto di quanto viene denunciato non per il gusto di “parlare” ma solo per aiutare e supportare chi spesso ha timore di tornare a casa dopo il turno perché teme di “contagiare” i propri cari. Ma non è questo il momento delle polemiche ma solo di trovare il modo per tutelare operatori sanitari e pazienti e vincere questa sfida, vincere il nemico comune: il Covid19».

 

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