Olimpiadi del soccorso,
premiata la squadra
del liceo Da Vinci
CIVITANOVA - Concluso il corso organizzato dalla Croce Rossa di Potenza Picena. Secondo posto alle regionali di San Severino e riconoscimento per le "Manovre salvavita" ai 70 studenti

Ottanta ore tra lezioni, esercitazioni e simulazioni di emergenza, culminate con la consegna degli attestati a 70 studenti. Si è concluso al liceo “Leonardo da Vinci” di Civitanova il percorso delle Olimpiadi di primo soccorso promosso dalla Croce Rossa Italiana, un progetto che quest’anno ha portato anche importanti risultati nelle competizioni regionali.

A consegnare gli attestati agli studenti è stato il presidente del comitato territoriale della Croce Rossa Matteo Carlocchia. Il percorso formativo ha previsto 80 ore di attività tra teoria e pratica: dalle lezioni in aula alle manovre di primo soccorso, con particolare attenzione alla rianimazione cardiopolmonare, fino alle simulazioni di scenari di emergenza realistici seguite dagli istruttori e dai volontari del comitato. L’iniziativa rientra nell’accordo tra Croce Rossa e ministero dell’Istruzione e del merito ed è giunta alla quarta edizione.
All’interno dell’istituto il progetto è stato seguito dai docenti Silvia Amadio e Flavio Zallocco. I risultati ottenuti dagli studenti civitanovesi hanno confermato la qualità del percorso. Alla fase regionale delle Olimpiadi disputata a San Severino con la partecipazione delle scuole provenienti da tutta la regione, la squadra preparata dagli istruttori della Croce Rossa di Potenza Picena si è classificata seconda nella graduatoria generale, conquistando anche il premio speciale “Manovre salvavita”. Un risultato che segue quello ottenuto nella precedente edizione, quando la squadra del “Leonardo da Vinci” aveva vinto la fase regionale conquistando l’accesso alla finale nazionale di Scalea, in Calabria.

«Ringrazio di cuore il dirigente scolastico Francesco Giacchetta e i docenti Silvia Amadio e Flavio Zallocco, che hanno creduto in questo progetto e ci hanno aperto le porte delle loro classi – ha dichiarato Matteo Carlocchia –. Ottanta ore non sono uno slogan: sono il segno che insegnare il primo soccorso ai ragazzi è una cosa seria, perché significa mettere nelle loro mani uno strumento che un giorno può salvare una vita. E i risultati ci dicono che la strada è giusta. Tutto questo testimonia quanto gli studenti del Da Vinci siano sempre attenti e poi capaci di dare risultati. A loro e a chi li ha accompagnati va il mio grazie sincero».


