Riapre la cappella
del cimitero di Chiarino
RECANATI - Torna agibile l’edificio chiuso da tempo per problemi strutturali e al tetto. Completati anche gli interventi sulle mura dei cimiteri di Chiarino e Santa Croce, con un investimento complessivo di 200mila euro. Domenica la riapertura

La Cappella del cimitero di Chiarino
Dopo un lungo periodo di chiusura per problemi strutturali, la cappella del cimitero comunale di Chiarino torna ad aprire le porte ai cittadini. La riapertura ufficiale è in programma domenica 7 giugno, alle 11 quando l’edificio restaurato sarà benedetto e riconsegnato alla comunità al termine di un intervento che ne ha consentito il recupero e la messa in sicurezza.
Inagibile per deterioramento delle strutture e del tetto, l’edificio devozionale ha infatti beneficiato di importanti lavori di consolidamento che l’hanno riportato all’originario splendore, pronto ad accogliere nuovamente l’utenza del cimitero della frazione recanatese. La benedizione sarà preceduta alle 10,15 da una messa celebrata da don David Malavè, parroco di Chiarino, con la partecipazione dell’amministrazione comunale.
In totale il Comune ha speso 200mila euro per recuperare i cimiteri periferici, una risorsa essenziale per la comunità. Lavori, oltre alla Cappella, anche sulle mura perimetrali del cimitero di Chiarino, particolarmente ammalorate tanto da causarne l’addossamento ad alcuni mausolei privati e, in certe porzioni, persino il crollo. Non solo: particolare attenzione è stata dedicata anche al cimitero di Santa Croce, che parimenti necessitava di interventi indifferibili di manutenzione straordinaria. «I lavori portati avanti nei cimiteri di Chiarino e Santa Croce – ha commentato il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Roberto Bartomeoli – rappresentano la volontà di garantire rispetto per i defunti e decoro per i luoghi della memoria. Questa Amministrazione si è data un programma di interventi manutentivi che interesserà tutti i cimiteri rurali comunali, con l’obiettivo di restituire loro la cura e l’attenzione che meritano e di porre fine a una situazione di abbandono che, purtroppo, si protraeva da diversi anni».