Sisma: Camerino due anni dopo
«Manca la volontà di ricostruire,
così non basteranno generazioni»

INTERVISTA - Il sindaco Gianluca Pasqui fa il punto della situazione e lancia un appello: «Non abbiamo gli strumenti, devono potenziarci gli uffici e sbloccare i fondi che abbiamo. Non mi sembra ci sia la volontà di recuperare». Sui ritardi: «Da parte nostra non è stato perso tempo, quella che manca è la consapevolezza da parte di chi dovrebbe averla, della situazione di questa città, unica al mondo per le sue caratteristiche»
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Gianluca Pasqui davanti la sede del Comune inagibile

 

di Monia Orazi

A due anni dal sisma a Camerino, con 2235 edifici inagibili, 311 Sae appena consegnate, 2948 persone con il contributo di autonoma sistemazione, la zona rossa più grande del cratere, la ricostruzione al palo, la situazione sembra stagnante: sindaco Gianluca Pasqui il verso non si trova?

«Il verso lo abbiamo trovato sin da subito, noi non abbiamo perso nulla, quello che c’era, c’è. Quella che manca è la consapevolezza da parte di chi dovrebbe averla, della situazione di questa città, unica al mondo per le sue caratteristiche. Non c’è una città delle dimensioni di Camerino, in cui c’è tutto quello che sta qui, per arte, cultura e scambi internazionali, tramite l’università ed i suoi studenti. Questa perla culturale è in completo abbandono perché non abbiamo gli strumenti idonei per andare con la giusta velocità, per riportare al suo splendore questa comunità. Noi stiamo andando velocissimi, se consideriamo gli strumenti a nostra disposizione.Di messe in sicurezza nel territorio comunale ne sono state fatte 102, non sono nulla se messe insieme ai cinquemila sopralluoghi fatti, ed insieme al fatto che i nostri figli a scuola non hanno mai fatto doppi turni, cosa invece avvenuta in comuni meno colpiti e sono in edifici perfettamente antisismici. I paragoni li lascio agli altri. Siamo riusciti a tenere le persone vicino alla comunità, a fare dodici aree Sae, non una, mettendo i cittadini vicino alle mura, ricostruendo una socialità, ma soprattutto è il miracolo delle frazioni, specie quelle più devastate come ad esempio Sant’Erasmo, continuano ad avere i cittadini lì grazie alle aree Sae».

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Il Comune viene accusato di una serie di ritardi, a partire dalla scelta delle aree Sae. Qual è la situazione?

«Non va quella che deve essere la volontà di uno Stato di ricostruire con gli strumenti giusti. Torniamo al punto per cui mi attaccano, un punto essenziale, non possiamo avere un cratere con 138 Comuni che hanno tutti gli stessi diritti, perché i danni sono diversi. Abbiamo consegnato le perimetrazioni, ormai da giorni. La scelta delle Sae si smentisce da sola, ringrazio la Regione Marche che ha lavorato incessantemente, si poteva fare meglio. Camerino non ha avuto nessun tipo di ritardo in termini di scelte, ma ha avuto difficoltà realizzative, perché il territorio idrogeologicamente ha una situzione molto difficile, in tutto il territorio e per tenere le persone qui, abbiamo dovuto fare interventi importanti, per tutte le aree Sae. Ci sono stati nove cronoprogrammi fatti dalla Regione, non dovuti alla sua inefficienza, ma ai problemi che si sono presentati, che hanno comportato lungaggini, non alla scelta delle aree. Fino ad aprile maggio la terra ancora tremava, noi stavamo a rincorrere l’emergenza. Non c’è nessun ritardo».

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Piazza Cavour

All’Ufficio tecnico lavorano cinque persone, due all’Ufficio urbanistica, come rimediare alla carenza di personale?

«Ci devono dare le persone senza algoritmi. Ho capito che c’è stato un algoritmo, se è vero questo, che dà Camerino con un numero importante di dipendenti, quindi ne abbiamo presi di meno. Ci devono dare più personale, ho chiesto diverse volte personale a tutti, al commissario che ce lo ha sempre negato, ho chiesto alla Regione ed alla Provincia di metterci a disposizione del personale e all’Esercito, in base alle ultime normative. A chi critica chiedo: chi fa i progetti? Gli uffici? Se cambia il sindaco gli uffici però sono sempre gli stessi. La sterilità della critica si racchiude in termini matematici in questa domanda. I puntellamenti sono figli di un iter amministrativo portato avanti dall’ufficio, chi critica deve spiegare se sa fare quello che ho fatto, ma probabilmente farà peggio. Manca il personale assegnato alla comunità, o snelliscono le procedure, ma su questo non entro, mi rimetto a quello che dice lo Stato, che mi deve dare gli strumenti per adempiere al lavoro. Durante la fase ordinaria, si rendicontava all’Anac ed al Mef, ora anche alla Regione, con sistemi operativi diversi che non dialogano tra loro, occorre fare tre pratiche per lo stesso discorso».

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L’interno dell’oratorio

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Gianluca Pasqui in piazza Cavour

Un’altra critica mossa al Comune è la mancanza di una visione politica complessiva, si potrebbe partire dal lavoro dello studio Cucinella?

«Il comune di Camerino è l’unico ad avere avuto la visione politica, prendendo uno dei migliori professionisti al mondo, l’architetto Mario Cucinella, che poi non ho potuto portare oltre, perché un Comune può intervenire solo sotto la soglia dei quaranta mila euro. C’è stata una conferenza stampa dove c’erano Errani e Ceriscioli, che dissero che Camerino doveva diventare un caso di studio, un plastico dell’intero cratere, attraverso lo studio Cucinella. Il Comune legalmente si è dovuto fermare, perché non può dare altri incarichi. Non sono arrivati altri incarichi a Cucinella, mi pare di capire, né dal commissario, né dalla Regione. Quanto detto da parte mia è stato mantenuto. Un altro fattore di accusa è il documento direttore della ricostruzione, che però non è finanziato, il commissario mi ha scritto che non ci sono fondi per finanziarlo. Spuri dice di prendere soldi dai piani attuativi, io non voglio togliere soldi ai piani attuativi perché mi servono. Credo sia indispensabile, per avere la visione, che il documento direttore della ricostruzione, sia finanziato. Il Comune le sue prime linee guida ce l’ha, è il primo studio di Cucinella, che non mi risulta vi sia negli altri 137 comuni. Chi dice questo, gioca in un momento pre-elettorale, ma i giochi stanno bene in altri luoghi».

Anche sui tempi delle messe in sicurezza e sull’avvio delle opere pubbliche ci sono critiche per i tempi. Camerino è un Comune senza comune. Lei ha detto che avete i soldi, perché non si riesce a partire?

«Noi abbiamo sopra venti milioni di euro presi dal secondo stralcio delle opere pubbliche, 350 mila euro presi nel primo stralcio, riguardano il mattatoio, per cui eravamo pronti con il progetto il 24 febbraio del 2017, ma non siamo riusciti ad ammetterlo a finanziamento, perché non c’erano previsioni normative. Per le messe in sicurezza, pari a 102 circa il 30 per cento, noi per fermare i parolai, che creano problemi alla gente per bene, faremo una conferenza stampa con il cronoprogramma delle messe in sicurezza, metterò tutto sul sito. La bozza porta la data del 2020. Camerino è andata velocissima in base ai danni che ha e in base a quello che abbiamo, mi vengano a dire come si faceva ad andare più veloci. Sul Comune abbiamo iniziato l’iter da un po’ per avere una sede degna, per il tempo che ci vorrà chiedete a Regione e Protezione Civile. Il timore è che per recuperare Camerino, ci voglia una vita di tante persone se si continua così».

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Una parte della zona rossa

Quanto tempo pensa ci voglia, per recuperare il centro storico?

«Il centro storico, se lo Stato pensa di recuperare città come Camerino, con qualche anno si sistema. Se continuano così le cose invece è una domanda a cui non so rispondere, perché anche dire vent’anni potrebbe essere pochissimo. Non abbiamo gli strumenti, se ci potenziassero gli uffici e sbloccassero i soldi che ci fanno vedere domattina potrei partire».

Quali sono gli errori a suo parere?

«Gli errori li commetto tutti i giorni. Dobbiamo parlare di volontà, non mi sembra ci sia la volontà di ricostruire oltre le parole, perché non ci sono gli strumenti. Ricostruire significa farlo in poco tempo, perché altrimenti i Sibillini si spopolano e sarà il più grande disastro, perché poi lo spopolamento a monte si ripercuoterà a valle.  Vogliamo pensare che un governo non sappia come stiamo messi, che con cinque dipendenti non si va avanti? Senza considerare che abbiamo guardato molto all’ordinario, stiamo asfaltando i quartieri che da venti o trent’anni non avevano avuto attenzione. Ci sarà la sistemazione delle strade nelle frazioni, ci sarà il parco a Montagnano con il centro di accoglienza per 250 mila euro d’intervento, il parco verde a Fonte San Venanzio con 278 mila euro di intervento con all’interno un campetto polifunzionale. C’è la massima attenzione alla normalità. Abbiamo fatto un intervento per avere le fogne che mancavano in località Scarico, prendendo oltre tre milioni di euro. La parte politica di cose ne ha fatte tante».

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