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Visso presenta la nuova piazza:
«Sarà la porta d’ingresso dei Sibillini»

SISMA - Per il borgo storico tempi lunghissimi: almeno 10 anni. La prossima primavera partiranno i lavori nell'area ex Park hotel. Sarà il nuovo cuore del paese. LE FOTO
sabato 20 Ottobre 2018 - Ore 20:30 - caricamento letture
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Il progetto preliminare per l’area ex Park Hotel a Visso

 

di Federica Nardi

Doveva essere la “cittadella delle emergenze”, ma con i 6 milioni di euro ancora fermi nelle casse della Croce rossa nazionale il progetto di Visso per l’area dell’ex Park hotel per adesso si ripromette di creare una nuova piazza. Non una fotocopia del centro storico zona rossa da due anni, che pure è stato di ispirazione, ma sicuramente una rivoluzione visiva e urbanistica per chi vive o visita la Perla dei Sibillini. Per il borgo antico invece, tenuto su da milioni di euro di impalcature e messe in sicurezza, tempi lunghi: almeno 10 anni. 

L’assemblea nella palestra della scuola di Visso

L’obiettivo per l’area ex Park Hotel, ha spiegato il sindaco Giuliano Pazzaglini oggi durante un’assemblea pubblica nella palestra della scuola, «è che diventi un’area permanente. Non subito perché nella fase iniziale parliamo di strutture di Protezione civile. Ma come ha detto tempo fa anche il governatore Luca Ceriscioli è difficile immaginare di smantellarla dopo aver speso 8 milioni di euro. Per ricostruire la piazza storica ci vorranno dai 10 ai 15 anni. Questa nuova piazza servirà anche per iniziative successive: diventerà un polo d’attrazione turistica. Dopo Norcia saremo, e solo per questioni logistiche, la seconda porta d’ingresso del Parco nazionale dei monti Sibillini».

Per il progetto definitivo, curato dallo studio Rpa di Perugia (quello preliminare è aperto ai commenti e obiezioni dei vissani fino a mercoledì), ci vorranno ancora due mesi. Sei mesi circa per vedere l’inizio dei lavori, sulla cui fine nessuno si pronuncia dato il clima di montagna che rende difficile fare previsioni. Il cantiere complementare a quello della “nuova piazza” intanto è già partito: si tratta dell’area donata da Nero Giardini e Cariverona che ospiterà alcune attività commerciali che devono delocalizzare dopo il terremoto di due anni fa. Nel progetto complessivo dell’area si ricostituisce un borgo vero e proprio: ci sono la chiesa, il porticato, il museo, la biblioteca. Gli spazi per associazioni, per il commercio e per le attività sociali. Uffici, parcheggi e giardino urbano con vista montagne. Per far scorrere il traffico è prevista anche una nuova rotatoria all’ingresso della città, arrivando da Pieve Torina e una strada che costeggia l’area.

Il vicesindaco Luigi Spiganti Maurizi nella piazza zona rossa

 

Resta comunque ancora spazio se si dovesse sbloccare il progetto con la Croce rossa.  Che nei piani dovrebbe comprendere anche una sede per ospitare Carabinieri e Vigili del fuoco (i primi al momento in container dietro al Laghetto, i secondi in una casetta di legno verso la Valnerina). Il sindaco sul tema si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «So che qualcuno è contrario – dice, riferendosi a opposizione al comitato Visso futura che osteggia il progetto fin dall’inizio -, ma andremo avanti. Nel bilancio della Croce rossa nazionale quei soldi ci sono ancora e spero che scelgano di continuare a operare a Visso anche se qualcuno che non è d’accordo ha addirittura incontrato i vertici della Croce rossa regionale consigliandogli di non investire nel progetto». Tra le altre prospettive future di Visso: «La riconversione della ex piscina – spiega Pazzaglini -, metterà a disposizione 1800 metri quadri per la palestra e per eventi. Anche per concerti e fiere». E poi «il percorso ciclo pedonale che collegherà Visso a Ussita». Questione delicata, soprattutto per un’economia come quella vissana legata al turismo, è quella della mancanza di strutture ricettive. Al momento sono pochissime quelle riaperte dopo il sisma tra Visso, Ussita e Castelsantangelo e con pochi posti letto. «Ci stiamo muovendo su più fronti – spiega Pazzaglini -. Anche se l’iniziativa più importante potrebbe arrivare dai privati. Stiamo anche progettando delle strutture ricettive comunali. In questa direzione va anche la decisione di rinunciare alle perimetrazioni: accelererà la ricostruzione. Nel progetto con la Croce rossa era prevista anche una struttura da destinare alla ricettività per la maggior parte dell’anno».

In basso le foto di oggi sulle condizioni del centro storico, zona rossa da due anni: 

 

 



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