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«Gestione sisma, 2 anni di inefficienze:
è ora di cambiare strada»

TOLENTINO - L’associazione Città in comune ha realizzato un dossier che verrà presentato nelle prossime settimane. «L’analisi dei fatti testimonia la sconfitta del sindaco e della città». Lungo l’elenco di critiche al primo cittadino: dall’ospedale alle scuole, alle case degli sfollati, ai container. Chiesto Consiglio comunale aperto
venerdì 26 ottobre 2018 - Ore 13:33 - caricamento letture
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Il torrione

 

Dossier a due anni dal sisma dell’associazione Città in comune di Tolentino, un resoconto politico sulla gestione del dopo terremoto che verrà reso noto nelle prossime settimane. Intanto però oggi l’associazione ha anticipato alcuni punti salienti: «La città dei 3.200 sfollati, la più grande del cratere, non ha approntato alcuna struttura abitativa di emergenza e solo in questo mese è partito il piano di acquisizioni di abitazioni da costruire o in costruzione con cui il Comune pensa di dare risposta all’emergenza abitativa, ma non è questa la risposta alle oltre 200 richieste di casette di legno o strutture abitative di emergenza che giacciono in Comune». Secondo l’associazione «l’analisi dei fatti restituisce l’evidenza della sconfitta di un sindaco e purtroppo di tutta la città. Il lungo elenco delle inefficienze e delle lacune comprende: l’incompetenza e l’incapacità nell’ottemperare ai compiti dell’ente comunale e nel saper utilizzare appieno le opportunità concesse dalla normativa sul terremoto; le scelte incomprensibili e penalizzanti verso le principali scuole primarie e verso gli edifici pubblici della nostra città; l’assoluta fumosità e inconcludenza degli impegni sul recupero dell’ospedale; la vergogna dei moduli container, divenuti la baraccopoli di Tolentino; la completa mancanza di Sae e i tempi inaccettabili per ridare una casa agli sfollati e sottrarli dal mercato degli affitti capestro». All’elenco l’associazione aggiunge anche «la triste e ridicola telenovela del capannone rosa; l’isolamento a cui Pezzanesi ha condannato la città, chiusa ai territori circostanti e incapace di fare rete con l’entroterra montano, di cui invece dovrebbe essere il naturale primo interlocutore territoriale; l’autoreferenzialità di ogni scelta e di ogni percorso, il rifiuto di relazionarsi con le altre realtà politiche del comune; la mancanza di trasparenza, la chiusura al confronto sulle scelte urbanistiche che condizioneranno la città per i decenni a venire». Gli esponenti di Città in comune continuano dicendo che «è ora che Pezzanesi renda conto politicamente e moralmente alla città di tanta inefficienza e sciatteria», sottolineando che «si deve cambiare strada. Ci appelliamo a quella parte della maggioranza che in talune occasioni ha evidenziato una maggiore sensibilità verso i temi della partecipazione e della condivisione affinché si possa invertire la rotta di una gestione del post terremoto sin qui fallimentare. Come primo segnale di questo necessario cambio di rotta Città in Comune chiede con forza che si tenga subito un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini in cui poter condividere il difficile percorso della ricostruzione pubblica e privata post sisma». E concludono dicendo che «se Pezzanesi continuerà a rifiutarsi di confrontarsi con tutte le forze della città il nostro obiettivo politico si adeguerà di conseguenza».



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