facebook twitter rss

Approvata la mini sanatoria,
Terzoni: «Così sblocchiamo
la ricostruzione»

SISMA - Nella notte il via libera delle Commissioni Ambiente Trasporti della Camera all'emendamento proposto dalla parlamentare grillina e da Patassini della Lega. Il provvedimento era visto favorevolmente anche dall'assessore regionale Sciapichetti ma Pd e Leu hanno votato contro
martedì 23 ottobre 2018 - Ore 15:51 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

Patrizia Terzoni e Tullio Patassini

 

La mini sanatoria per le piccole difformità edilizie è stata approvata. L’ok dalle Commissioni Ambiente e Trasporti è arrivato nella notte dopo la votazione dell’emendamento al decreto “Genova” presentato dai parlamentari “nostrani” Patrizia Terzoni del M5s e Tullio Patassini della Lega. L’emendamento aveva trovato, nei giorni scorsi, anche il consenso dell’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti ma i suoi compagni di partito in Parlamento non hanno accolto il suo appello: Pd e Leu hanno votato contro.

«Una notte infinita in commissione  – ha commentato Terzoni – ma con soddisfazione oggi potrò dare il buongiorno ai miei concittadini colpiti da questo tragico evento.  I comuni dell’entroterra appenninico sono piccoli comuni con centri storici di centinaia di anni e stratificazioni di interventi di modifica degli edifici che si sono succeduti in maniera a volte scoordinata, causando quindi ovvie difformità. Ovviamente tutto avverrà accertando la sicurezza statica e anti-sismica degli edifici ricostruiti e nessuna sanatoria è prevista per strutture totalmente abusive. Un ostacolo alla ricostruzione è stato finalmente rimosso e così dimostriamo di essere dalla parte dei cittadini».

Poi la spiegazione tecnica dell’emendamento approvato: «L’emendamento estende la possibilità di richiedere la sanatoria, contestualmente alla domanda di contributo, anche agli interventi di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia diversi dalla c.d. “ristrutturazione pesante”. Si tratta pertanto prevalentemente di interventi di ripristino o sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, di eliminazione, modifica e inserimento di nuovi elementi ed impianti che non comportano aumenti di volumetria. La predetta disciplina si applica ora anche all’ulteriore fattispecie introdotta dall’art. 1-bis, ossia agli incrementi di volume nei limiti previsti dalle rispettive norme regionali sul Piano Casa, con la differenza che in questo caso il contributo per la ricostruzione non viene calcolato sulla volumetria aggiuntiva. Sono fatte salve le sanzioni previste dal Testo unico dell’edilizia (Tue) per l’accertamento di conformità (artt. 36 comma 1 e 37, comma 4), che nelle ipotesi di parziale difformità è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso, mentre, in caso di doppia conformità, nella misura non superiore a 5.164 euro e non inferiore a 516 euro».

Angelo Sciapichetti

Già nei giorni scorsi si era espresso favorevolmente l’assessore Sciapichetti: «Apprezziamo lo sforzo fatto dai parlamentari Terzoni e Patassini  di presentare un emendamento nel cosiddetto Decreto Genova che, di fatto, riprende le proposte avanzate, nei mesi scorsi, dalla Regione Marche, dagli Ordini professionali, dalle Organizzazioni sindacali, da Legambiente, Anci e Symbola riguardanti le piccole difformità edilizie che hanno rallentato e, nella stragrande maggioranza dei casi, impedito, fino a oggi, la ricostruzione leggera dei privati. Così come abbiamo sempre sostenuto, in ogni sede (da un anno e mezzo a questa parte, non ultimo nell’audizione congiunta alla Camera delle Commissioni Ambiente e Infrastrutture della settimana scorsa), è necessario, per il terremoto del centro Italia, non un condono tombale, come quello che scandalosamente la maggioranza di governo ha previsto per Ischia, ma l’applicazione di una buona dose di buonsenso per fare in modo che chi ha aperto, senza permesso, magari qualche decennio fa, una porta, una finestra, un divisorio per necessità familiari, non venga considerato alla pari di chi ha costruito una casa abusiva o di chi ha trasformato un capanno attrezzi in un appartamento. Non si tratta, quindi, di condono, ma di una piccola sanatoria».

Sisma, Sciapichetti ammette: «Colpe? Non aver fatto capire ai governi l’entità della distruzione»

 

Decreto emergenza, Terzoni e Patassini: «Emendamenti per snellire ricostruzione»

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X