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Tavolo per la ricostruzione,
prima riunione con Farabollini:
il nodo delle perimetrazioni

CAMERINO - L'incontro si è svolto alla sede della Contram. Il sindaco Gianluca Pasqui: «L'obiettivo è quello di provare a saltare passaggi attraverso la condivisione. Non si tratta di scavalcare le normative, ma di seguire percorsi più snelli. Non siamo indietro rispetto agli altri»
lunedì 5 novembre 2018 - Ore 20:45 - caricamento letture
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Un momento del tavolo tecnico

 

Si è riunito per la prima volta questa mattina, nella sede Contram, il tavolo permanente per la Ricostruzione, che ha messo seduti tutti assieme gli enti e le istituzioni che si occupano di ricostruire Camerino, che ha la zona rossa più grande di tutto il cratere, pari a 248mila metri cubi, il centro storico tutto chiuso ed inaccessibile, sorvegliato dall’esercito ormai da due anni.

Il sindaco Pasqui in piazza Cavour

«Nei giorni scorsi, il prorettore di Unicam, Andrea Spaterna, e il nuovo arcivescovo, Francesco Massara, hanno accolto la mia richiesta di dare vita ad un tavolo che indirizzasse tutte le decisioni relative alla ricostruzione – ha detto il sindaco Gianluca Pasqui -. Insieme abbiamo poi deciso di chiedere la partecipazione anche dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, e della Soprintendenza, così da rappresentare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ricostruzione. L’iniziativa é stata particolarmente gradita anche al nuovo commissario, Piero Farabollini, che ha voluto prendere parte alla riunione. L’obiettivo è quello di “provare a saltare passaggi” attraverso la condivisione. Chiaramente non si tratta di scavalcare le normative e la legge, ma di seguire percorsi più snelli o comunque con meno intoppi di natura burocratica».

Un palazzo in zona rossa

Stamattina intorno al tavolo della sala riunioni della Contram si è discusso principalmente di perimetrazioni, con la proposta di escludere i palazzi intorno a piazza Cavour, in particolare il duomo, palazzo ducale sede Unicam e palazzo arcivescovile, per permettere di velocizzare il loro recupero e poterli riaprire quanto prima, come richiesto sia dall’ingegnere Carlo Morosi per conto della curia, che dal pro rettore Graziano Leoni per Unicam. «Ho chiesto al commissario Farabollini che fine abbia fatto la scuola Betti – ha aggiunto il sindaco – e lui si è attivato in tempo reale per fornire informazioni, inoltre ho chiesto maggiore personale, ci erano stati assegnati 15 tecnici e non dodici come si è sempre detto. Ho proposto che il Comune possa utilizzare il personale amministrativo che lavorava nel carcere di Camerino, Farabollini ha risposto che valuterà la richiesta. Oggi è iniziato un percorso, come sindaco ho chiesto aiuto. Dall’incontro è venuto chiaramente fuori che Camerino non sta indietro rispetto a niente e a nessuno, le procedure sono in linea con quanto previsto, contrariamente a quello che dice qualcuno, per creare allarmismi e fare vergognosamente campagna elettorale».

Piero Farabollini

Aprendo l’incontro il commissario Farabollini ha rilevato come Camerino è un punto di riferimento per il cratere, che il tavolo tecnico è importante e deve discutere di possibili soluzioni. Ha spiegato che il suo obiettivo è di velocizzare la ricostruzione, restando all’interno della normativa attuale, realizzando strutture pienamente sicure sotto il profilo sismico, intervenendo in modo efficiente ed efficace. Farabollini ha concluso dicendo che se parte Camerino è un segnale forte. L’arcivescovo Massara ha esortato a dare ai cittadini segnali concreti, per permettere di avere speranza. Cesare Spuri dell’ufficio speciale ricostruzione, ha ricordato che per le perimetrazioni serve un iter di due o tre anni, periodo durante il quale non si possono presentare progetti, ma anche che non sono obbligatorie e che serve uno studio con una visione complessiva per andare avanti. Per Spuri i temi principali del centro storico riguardano la sicurezza e le vie d’uscita, le perimetrazioni servono per dare risposte in termini di sicurezza, territori in cui c’è amplificazione degli effetti sismici, problemi di dissesto. Per Spuri nei prossimi anni il centro storico sarà un grande cantiere ed andrebbe riaperto a mano a mano che aprono i cantieri. Anche il soprintendente ai beni culturali Carlo Birrozzi ha sottolineato la necessità di una visione complessiva. Il prorettore Unicam Graziano Leoni ha evidenziato la volontà dell’università di riappropriarsi al più presto degli spazi in centro storico, spiegando che piazza Cavour resterà come era ed andrebbe tolta dalla perimetrazione. Si è convenuto che ci sia un incontro tra i tecnici, che possano presentare una proposta proprio per eliminare gli edifici intorno piazza Cavour dalla perimetrazione.

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