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Dai danni del sisma,
un futuro di speranza:
ecco la nuova biblioteca diocesana

CAMERINO - L'ultimo regalo dell'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che conclude il suo episcopato: il recupero dei locali dell'ex deposito del seminario. Ospiteranno libri e testi di tutte le parrocchie, oltre 50mila i volumi che saranno catalogati
sabato 20 Ottobre 2018 - Ore 11:35 - caricamento letture
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L’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro

 

di Monia Orazi

L’ultimo atto di monsignor Francesco Giovanni Brugnaro da arcivescovo di Camerino-San Severino si è consumato ieri pomeriggio, con il gesto simbolico di aprire le porte del primo edificio recuperato in diocesi dai danni del terremoto. Un luogo di cultura, dove dalla memoria del passato si guarda al futuro della ricostruzione. L’ex deposito sotto al seminario di Camerino è stato trasformato nella nuova sede della biblioteca diocesana ed in luogo di ricovero dei documenti secolari contenuti negli archivi di 63 parrocchie, strappati all’incuria ed al danno del tempo, che le scosse di terremoto hanno portato in tante chiese e chiesette. «Penso di aver raggiunto una meta che apre la strada per dare fiducia alla ripresa di quanto a volte è ancora sotto le macerie o non ha potuto avere il suo avvio – ha detto l’arcivescovo Brugnaro – si tratta di garantire il futuro di questi territori, la storia che è intessuta nell’infinita documentazione, contenuta nelle nostre novantasei parrocchie. Non è una perdita di tempo o danaro, o una cosa che non conta, ma vuol dire aiutare i nostri ragazzi a guardare al futuro con speranza, certi che quella memoria, che ha reso così colti e così bravi i nostri avi in passato, permetta loro di continuare nel futuro, perché non si è perso nulla».

Nelle parole di Brugnaro, per undici anni alla guida dell’arcidiocesi e che ora sta per lasciare spazio a monsignor Francesco Massara (si insedierà ufficialmente domenica), c’è anche un messaggio di ripartenza per il territorio, a partire dall’arte e dalla cultura e con la consapevolezza della ricchezza di reperti e testimonianze che hanno attraversato i secoli. «Il futuro è costruito su un presente operoso, ma ha bisogno che le proprie tracce e le proprie origini abbiano dignità, nell’arte e nella scrittura che i padri ci hanno lasciato – ha aggiunto Brugnaro –  Il recupero della villa del seminario da una parte è segno della ripresa di alcuni edifici, speriamo presto anche per Camerino, sono segni di fiducia non astratta, ma concreta, di quella collaborazione che le istituzioni devono chiedere, per realizzare quanto è bene fare per la collettività. La memoria ha bisogno di essere procrastinata, fatta vivere, non tenuta lontana nei libri, ma messa a portata di mano dei nostri giovani». I lavori dell’ex deposito del seminario, sono iniziati ai primi di settembre, per forte volontà di Brugnaro, che della valorizzazione della cultura e dei beni culturali ha fatto uno dei fili conduttori del suo episcopato. Prestiti a grandi mostre internazionali, catalogazione dei beni culturali, sono state soltanto alcune tra le iniziative portate avanti negli anni di permanenza a Camerino. Il recupero dello stabile, in cui sono stati trasferiti un chilometro e mezzo di scaffali contenenti i libri della biblioteca diocesana, che vanno dagli incunaboli del Quattrocento, i primi libri stampati nella storia, passando per le Cinquecentine, fino ai primi decenni dell’ottocento, è stato reso possibile da donazioni private raccolte per il terremoto, oltre che dal contributo della Cei per alcune scaffalature. Gran parte del materiale giace imballato, come ha spiegato l’archivista diocesano Luca Barbini, che insieme ai collaboratori dovrà ora ricollocare i libri esattamente come erano, in parte riorganizzandoli secondo i criteri di catalogazione Cei Fib.

Sono stati eseguiti lavori di rafforzamento strutturale, è stato installato sulle pareti materiale antincendio, con un moderno sistema di spegnimento, sensori che garantiscono il monitoraggio del livello ottimale di umidità, per la conservazione di interi secoli di storia. Oltre che a tre ampi locali con scaffalature, vi è già pronta una sala per la consultazione, in cui si trovano tre fondi storici, uno del cardinale Gasparri di Ussita, altri due denominati Berbardini e Chimenti, già consultabili. L’inaugurazione pubblica della biblioteca, avverrà quando il corposo lavoro di ricollocazione dei volumi sarà terminato. «Abbiamo soltanto cinquemila volumi catalogati, su un totale di cinquantamila – ha affermato Luca Barbini – dobbiamo ancora recuperare diversi volumi, perché le scaffalature all’interno della biblioteca del seminario sono cadute e si dovrà procedere libro per libro. Anche gli archivi parrocchiali sono collocati qui, perché l’archivio diocesano è inagibile, dobbiamo ancora recuperare dei documenti che sono sotto le macerie, attendiamo la data dai vigili del fuoco, ma ormai abbiamo recuperato quasi tutto, scoprendo anche archivi e documenti, nascosti dietro muri, di cui nemmeno i parroci attuali sapevano l’esistenza». All’apertura dei locali, insieme ai più stretti collaboratori di monsignor Brugnaro, sono intervenuti anche i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, alla presenza del comandante colonnello Carmelo Grasso, artefici del recupero di tanti beni culturali.

 



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