A due anni dal sisma,
cinque giorni di iniziative
con “Terre in moto”

SISMA - Dal 26 al 30 ottobre sono diverse le manifestazioni organizzate sia sulla costa che nell'entroterra
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A due anni dal sisma, la rete Terre in moto organizza cinque giorni di eventi per mantenere alta l’attenzione sui problemi dei comuni colpiti dal terremoto. «Se da un punto di vista materiale le cose non vanno avanti non sono certo migliori le idee che vengono fatte circolare rispetto al futuro dei paesi dell’Appennino – premette la rete Terre in moto –, un futuro fatto di strade e progetti che poco hanno a che fare con le terre della Sibilla. Tutto questo in un contesto politico in cui il governo precedente ha lasciato macerie (e non in senso metaforico), mentre per quello attuale la ricostruzione sembra l’ultimo dei problemi». Il nome «Due», nasce dal fatto che sono sì due anni da quando ci sono state le scosse ma «due sono anche gli schieramenti politici che si sono avvicendati nella gestione di quanto è accaduto, due sono gli eventi sismici (agosto e ottobre 2016) che ci hanno stravolto la vita, due sono le giornate di quell’autunno 2016 che nessuno di noi dimenticherà, due sono gli scenari possibili che il nostro territorio si trova davanti, ma soprattutto due sono le possibili reazioni tra cui scegliere: accettare lo stato delle cose come ineluttabile e inamovibile o provare a riprendere in mano il proprio futuro e quello del nostro Appennino. Il messaggio che vorremmo trasmettere è chiaro: non vogliamo arrenderci agli anni e ai governi che passano. Per questo crediamo sia necessaria una presa di parola collettiva, perché abbiamo il dovere di provare a smuovere questo immobilismo perenne che ci avvolge tutti. Per questo ogni incontro, ogni singola parola, ogni iniziativa non può prescindere da una forte critica della gestione passata e presente». Il comitato aggiunge che in inglese «due si traduce con “dovuto”, forse dovremmo far riferimento anche a questo per ricordarci che quando pretendiamo una ricostruzione ed un futuro degno non facciamo altro che chiedere qualcosa che ci spetta, che è doveroso, come collettività». Le iniziative si svolgeranno dalla costa all’entroterra dal 26 al 30 ottobre.

Gli eventi (questo il link con il programma).

Il 26 ottobre, alle 21, alla Società operaia di mutuo soccorso, a Porto San Giorgio, ci sarà la proiezione del documentario Vista mare obbligatoria. Documentario (auto) prodotto dall’osservatorio permanente sul dopo sisma “Lo stato delle cose” che racconta l’esilio forzato degli sfollati del terremoto del 2016/2017 sulla costa adriatica. Sarà presente Antonio Di Giacomo, ideatore e curatore dell’Osservatorio lo stato delle cose.

Il 27 ottobre alle 10,30, nell’Aula A della facoltà di Geologia dell’Università di Camerino, l’incontro Due – non arrendersi agli anni e ai governi che passano. Parteciperanno: Nico Bazzoli (ricercatore Sociologia del territorio – Desp Università di Urbino Carlo Bo), Valerio Valeriani (direttore Ambito Sociale XVIII), Mario Sensini (Curatore del blog Sibilla on line, giornalista del Corriere della Sera). Alle 16: Aula A della facoltà di Geologia dell’Università di Camerino, assemblea su Ambiente, Territorio, Grandi opere. Parteciperanno comitati realtà sociali da tutta Italia.

Il 28 ottobre, alle 10, in piazzale Selvapiana – Felycita, Frontignano di Ussita, passeggiata conoscitiva Raccontando Frontignano con aneddoti e testimonianze che incontreremo lungo la strada, a cura di Casa (Cosa accade se abitiamo). Alle 17,30, al C.A.G. di Corridonia (via Cavour 65), la Soms presenta “Sul fronte del sisma”, un progetto di ricerca Emidio di Treviri. Parteciperanno i ricercatori Michele Serafini e Marta Menghi.

Il 30 ottobre, alle 19, al circolo Arci Radeche Fonne di Belforte, presentazione del libro di Marco Scolastici “Una yurta sull’Appennino, storia di un ritorno e di una resistenza”. A dialogare con l’autore Silvia Sorana (Progetto Futuro Infinito).



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