Economia nel cratere, il rettore Unicam:
«Puntare su agroalimentare e turismo»
Le storie di tre imprenditori di successo

SISMA - Il convegno organizzato da due docenti dell'Università di Camerino ha visto la partecipazione di esperti ed esponenti dell'imprenditoria. Claudio Pettinari ha sottolineato: «Non possiamo fare cineserie, si deve puntare su materiali innovativi. Ed è inutile dire che vi sono 400 milioni di fondi comunitari se poi non arrivano in questi territori». Nando Ottavi (Nuova Simonelli), Parcaroli (Medstore) e Maccari (Pasta di Camerino) hanno parlato dei loro inizi e dei progetti futuri
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I relatori al convegno

 

di Monia Orazi

Dalla piccola Stonehenge nascosta nei dintorni dell’altopiano di Montelago di Sefro, al grande santuario dell’età del bronzo che celano delle tracce evidenti a chi frequenta Monte Primo studiati da Gilberto Pambianchi, sino alle prospettive di sviluppo futuro del territorio colpito dal sisma, a partire dalle eccellenze locali, concretizzatesi nelle storie di tre imprenditori di successo, si è parlato di tutto questo nel corso dell’incontro «Un modello di sviluppo plurisecolare: economia integrata e vocazione manifatturiera nell’Appennino centrale (secoli XIII-XX)», organizzato dalle docenti Unicam Tiziana Croce ed Emanuela Di Stefano, che ha coinvolto tanti esperti nei due giorni di incontri. Oltre a Nando Ottavi e le sue macchine da caffè, Sandro Parcaroli e quel garage di Camerino da cui è partito il sogno dello “Steve Jobs” delle Marche, passando per il giovane e tenace Federico Maccari, che sta seguendo le orme dei genitori, che hanno ripreso la tradizionale ricetta della pasta all’uovo di famiglia, per dare poi vita alla terza azienda più grande d’Italia, nel settore della pasta all’uovo, il protagonista del dibattito è stato il terremoto, le sue criticità e le sue opportunità, alla luce dei sentieri di sviluppo da seguire per ridare lavoro, possibilità e prospettive a questo territorio montano ed ai suoi abitanti. A tessere le fila del dibattito è stato Daniele Salvi, capo di gabinetto del consiglio regionale.

convegno-camerino-manifattura-post-sisma-3-650x488Tra i primi ad intervenire il rettore Unicam Claudio Pettinari, che ha chiesto interventi differenziati nel cratere: «L’unico testo unico che dobbiamo tenere presente per il sisma è la Costituzione, dobbiamo chiedere ai nostri giovani come vogliono che sia questo territorio negli anni a venire, occorre coinvolgere le donne. Cosa abbiamo fatto di male per diventare disonesti? Nella situazione attuale del sisma io vedo un grande buffet, in cui a volte si mangia più di quello che spetta e se l’altro non mangia poco male. O si riforma un atteggiamento volto al bene comune, o non andiamo da nessuna parte. Abbiamo un paesaggio unico, dobbiamo puntare sul settore agroalimentare, su azioni concertate per il turismo, facendo crescere le competenze ed erogando servizi, non possiamo fare cineserie, si deve puntare su materiali innovativi». Pettinari ha poi lanciato un appello alla politica, rappresentata dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti: «Ci sono effetti differenziati del sisma, nelle diverse zone. Ci sono luoghi che non dovrebbero essere nel cratere. E’ inutile dire che vi sono quattrocento milioni di fondi comunitari, se poi non arrivano in questi territori, che altrimenti rischiano di essere abbandonati. I commercianti di queste zone, difficilmente potranno competere con quelli della costa. Servono azioni differenziate, non generali, le risorse devono essere indirizzate dal politico».

LA STORIA DELLE IMPRESE D’ECCELLENZA – Il primo a raccontare la sua storia è stato Nando Ottavi, che nel 1970 entrò con alcuni soci in Simonelli, che all’epoca rischiava di chiudere. Pur avendo difficoltà ad avere credito dalle banche, «che consideravano soltanto i soliti noti, abbiamo lavorato molto, cercando di far crescere l’azienda, costruendo macchine da caffè innovative, per entrare nei mercati mondiali, investendo in ricerca ed innovazione, cercando di coinvolgere tanti giovani. Oggi abbiamo 130 dipendenti, altri cento lavorano esternamente. La nostra è una bella realtà e vogliamo fare del made in Italy l’emblema nel mondo». Oltre allo spazio di tremila metri quadrati inaugurato un anno fa, nei prossimi giorni, Nuova Simonelli a Belforte inaugurerà altri seimila metri quadrati di spazi. «In queste zone si era creato un sistema integrato di attività, occorre far ripartire le comunità, fare lo sforzo grandissimo di dare certezze a chi vuole vivere e lavorare in questi territori – ha concluso Ottavi – ho visto molti convegni, ma io sono un imprenditore concreto».

Emozionato Sandro Parcaroli ha ricordato quando la sua azienda è nata nel 1982 in un garage di Camerino, il suo entusiasmo da studente di informatica nel programmare i primi Apple e l’emozionante viaggio negli Usa del 1985, dove incontrò Steve Jobs e conobbe la realtà della Silicon Valley, che gli aprì un nuovo mondo. Oggi la Medstore è in forte espansione, con 17 negozi in Italia, duecento giovani che lavorano nel gruppo, chiuderà il 2018 con novanta milioni di euro di fatturato. «Un imprenditore progetta, deve essere corretto con il personale e con lo Stato – ha detto Parcaroli – deve essere un sognatore, perchè senza sogni non si va avanti. Ho visto tante nazioni, ma quando torno penso sempre che non c’è paese più bello di Camerino. Il nostro è un territorio bellissimo, va creata un’offerta turistica integrata per coloro che vogliono conoscerlo. I Comuni dovrebbero unirsi insieme e dare vita ad una proposta turistica territoriale integrata, pensando che lo Sferisterio non è di Macerata, ma dell’intero territorio, che la Corsa alla Spada non è di Camerino, ma dell’intero territorio». L’imprenditore ha raccontato dei progetti di aiuto verso Camerino, per un doposcuola per i bambini, del nuovissimo spazio da cinquemila metri quadrati, all’insegna della bellezza, che sta facendo costruire a Macerata da ragazzi di Camerino, dell’ultima sfida, “Vere Italie”. Si tratta di un progetto turistico integrato a 360 gradi, che inizierà con un ristorante a Macerata, ma sconfinerà anche nel settore alberghiero, integrando anche la conoscenza profonda della filiera di produttori e fornitori locali, nella fruizione dell’offerta turistica complessiva.

Federico Maccari, alla guida della Pasta di Camerino, fondata dai genitori Gaetano e Mara: «Non ho ancora compreso a chi interessa questo territorio, se vogliono preservarlo o abbandonarlo, non ho ancora trovato la risposta. Ritengo che abbandonarlo sia una scelta sbagliata, proprio quando sta per essere lanciato. In altre zone si sta provvedendo al recupero, noi sembra che stiamo prendendo la strada opposta. La prima risorsa sono gli studenti, l’università è il fulcro ed il volano di tutto quello che gli sta intorno. Va preservata e valorizzata, dobbiamo far conoscere agli studenti la storia e la cultura della nostra terra, fargli visitare le nostre imprese, da cui lasciarsi ispirare. Molti miei colleghi di studi sono andati all’estero, abbiamo una forte ambizione, che se coltivata e indirizzata, anche con agevolazioni fiscali, potrebbe favorire la nascita di nuove imprese». Maccari ha sottolineato le notevoli potenzialità del settore agroalimentare, ricordando l’ultimo prodotto innovativo lanciato da poco in azienda, la pasta con il grano antico Hammurabi, nato proprio da uno studio di Unicam, che presenta elevatissime capacità nutrizionali.

convegno-camerino-manifattura-post-sisma-2-650x366OLTRE IL TERREMOTO – «Dire che l’Appennino è isolato e resiliente è una retorica regressiva – ha detto il segretario di Symbola, Fabio Renzi – qui è nata la civiltà urbana europea, i francescani hanno costruito idealmente quell’Italia dei Comuni, che ha liberato la manifattura. La bellezza qui è già stata un progetto politico, l’artigianato ha sviluppato un’economia di relazione. Se consideriamo il sisma solo come fatica di intercettare risorse, perdiamo l’occasione di guardare a questi, come territori che possono agganciare il futuro, grazie a quei fattori della contemporaneità, come le nuove infrastrutture digitali, molto diversi da quelli della modernità che li ha emarginati». Ha aggiunto Renzi: «Il cambiamento nello stile di vita, rende questi territori desiderabili, in una contemporaneità che guarda alla sostenibilità. Non sono territori a perdere, come si diceva quarant’anni fa. Erano territori densi, in cui la campagna è la propaggine del centro urbano. Ora che torna il luogo, è importante recuperare una dimensione di prossimità, nel progettare la ricostruzione, si deve ripensare anche una nuova manifattura. Dobbiamo togliere l’immagine che queste terre non hanno chance. L’università è al vertice dell’innovazione, che spero sia portata anche nel centro per i beni culturali alle ex Casermette di Torre del Parco, immaginando il distretto di recupero dei beni culturali più grande d’Europa». Renzi ha auspicato anche un rapido superamento del problema delle piccole difformità, che blocca di fatto la ricostruzione, ricordando la proposta presentata di recente da Symbola e Legambiente, attualmente all’esame dei parlamentari.

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Il vescovo Massara

Di opportunità legate al rilancio economico tramite il Patto per lo sviluppo varato dalla Regione Marche ha parlato il presidente Istao Pietro Marcolini, è intervenuto anche Gianluca Spinaci, del comitato Regioni dell’Unione Europea. L’assessore regionale Angelo Sciapichetti ha ribadito come il Patto per lo sviluppo tracci le linee guida da percorrere per ridare sviluppo e futuro alle zone colpite dal sisma, insieme ai 400 milioni di fondi europei aggiuntivi, invitando a superare l’eccessivo localismo e la frammentazione degli enti locali, ad esempio per l’edilizia scolastica, mentre si dovrebbe puntare su scuole per più comuni, in modo da razionalizzare e ripensare i servizi. Gli atti del convegno, che ha esaminato la storia produttiva dell’entroterra nei secoli, insieme alle proposte di sviluppo contemporanee, diventeranno un documento di prossima pubblicazione, che sarà inviato agli attori istituzionali, come proposta di sviluppo per il territorio colpito dal terremoto. Al convegno ha portato il suo saluto il nuovo vescovo di Camerino monsignor Francesco Massara.

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L’economia dopo il sisma: «Piccole imprese in difficoltà, nessun sostegno oltre l’una tantum»



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