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Due anni dal sisma, Confartigianato:
«Ci aspettiamo molto dal nuovo Commissario»

ANALISI - I dati elaborati dall'associazione di categoria, che ribadisce il suo impegno, testimoniano l'entità dei danni per il territorio e le difficoltà delle aziende
martedì 30 ottobre 2018 - Ore 13:27 - caricamento letture
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La cartina del cratere a cura di Banca d’Italia

 

Due anni dopo la scossa del 30 ottobre Confartigianato Imprese Marche analizza la situazione e le difficoltà ancora significative per le aziende. L’analisi è corredata da dati statistici elaborati da Ufficio Studi Confartigianato Marche su dati Istat e Unioncamere-Infocamere

«A due anni dalla più grave e forte scossa del 30 ottobre, anche di quella del 24 agosto e le due del 26 ottobre  permangono ancora enormi criticità, non solo dal punto di vista generale della ricostruzione, ma anche per le imprese. Gli imprenditori non riescono a riavviare la propria attività e, chi ci è riuscito, pochissimi, ha dovuto affrontare, e tutt’ora affronta, grandissime difficoltà ed anche pochi e apprezzabili risultati».

Giuseppe Mazzarella

Inutile ribadire l’ampia porzione di territorio coinvolto nella nostra regione, a cui si aggiunge la consapevolezza che le ripercussioni negative che si sono verificate impattano inevitabilmente anche in quelle aree non ricomprese nel “cratere” in senso stretto, ma che ne rappresentano la sua naturale estensione, ampliando la drammaticità del quadro che si è andato delineando.
Il nostro Sistema Associativo – evidenzia Giuseppe Mazzarella, presidente di Confartigianato Imprese Marche – sin dalle prime, drammatiche e concitate ore successive alla scossa del 24 agosto 2016, si è fortemente impegnato per stare accanto alle imprese e alle persone di quei territori, alle loro famiglie, offrendo solidarietà anche di altri territori del paese e i servizi necessari che poteva mettere in campo, ma ci rendiamo tristemente conto delle grandissime difficoltà tutt’ora in essere e che, se le cose non cambieranno, sono destinate a protrarsi molto a lungo nel tempo.
L’approvazione dell’emendamento proposto dai parlamentari marchigiani, Patassini e Terzoni, che estende la possibilità di richiedere la sanatoria per le piccole difformità edilizie anche agli interventi di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia diversi dalla cosiddetta “ristrutturazione pesante” può, a nostro avviso, apportare una spinta significativa alla ricostruzione, forse incompleta. C’è ancora, molto, troppo da fare e Confartigianato è a disposizione, come lo ha fatto sin dalle prime fasi emergenziali, a dar voce alle esigenze e necessità dei territori con gli interlocutori istituzionali, sia nazionali che delle Marche e Locali. La ricostruzione delle zone terremotate è un dovere civile e di solidarietà, a cui un Paese sviluppato come il nostro non può sottrarsi. Se a oltre due anni dalla prima scossa, ci troviamo di fronte a questa situazione di stallo, evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto.

Piero Farabollini

Con la nomina del nuovo Commissario Straordinario per la Ricostruzione Post Sisma 2016, siamo fiduciosi che ci sia un importante apporto definitivo ad una fattiva e concreta ripresa delle comunità e delle attività colpite. L’origine marchigiana e la sua attività di geologo ricercatore e di Professore universitario possono, con la conoscenza specifica del territorio, aprire opportunità nuove ed efficienti per tutta l’area colpita, a partire dalla valutazione complessiva del rischio idro-geologico.
Come già evidenziato, quello che è stato interessato dal sisma è un territorio particolarmente ampio e ricco di bellezze e qualità paesistico-ambientali, in cui fino al 24 agosto 2016 ha trovato un “equilibrio economico e sociale” tante imprese dell’artigianato e micro e piccole imprese, più delle altre regioni del Centro Italia coinvolte. Bisognerà ricordarselo e tenerne conto per evitare di dar corpo a “progetti magnum”, in grado di sconvolgere questo equilibrio ben oltre i danni del sisma. Bisogna ricostruire un senso civile e centrale della comunità di questi territori ponendo le persone e le attività imprenditoriali in prima fila.
Alcuni dati sui territori colpiti dal sisma (Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato Marche su dati Istat e Unioncamere-Infocamere)
138 comuni italiani nel cratere, distribuiti in 10 province appartenenti a 4 regioni
• Marche 85 comuni (44 in provincia di Macerata, 22 in provincia di Ascoli Piceno, 17 in provincia di Fermo, 2 in provincia di Ancona)
• Abruzzo 23 comuni
• Lazio 15 comuni
• Umbria 15 comuni
Nei comuni marchigiani risiedono 350.166 persone. Il 12,1% ha fino a 14 anni, il 62,3% ha tra i 15 e i 64 anni e il 25,6% ha oltre 64 anni (24,0% la media regionale). Il 9,0% ha 80 anni e oltre a fronte dell’8,1% in media regionale.
10.514 imprese artigiane nei comuni marchigiani del cratere:
– il 23,0% di tutto l’artigianato regionale, quota che raggiunge il 57,6% nella provincia di Macerata e il 46,3% in quella di Ascoli Piceno, a fronte del 7,8% in Abruzzo, 6,3% in Umbria, 1,7% nel Lazio
– il 66,3% di tutte le imprese artigiane nei 138 comuni del cratere
– il 33,4% del totale delle imprese non agricole dei comuni marchigiani del cratere, media complessiva dei 138 comuni 30,9%
I sopralluoghi sono stati effettuati su 110.436 edifici (Dati estratti dal comunicato della Regione Marche del 22 agosto 2018):
• 47.748 sono risultati inagibili
• 38.500 le domande attese dagli Uffici della ricostruzione (USR)

La spesa per l’emergenza è di 652 milioni di euro (Dati estratti da una recente lettera inviata ai sindaci dei comuni colpiti da parte del Dirigente della Protezione Civile delle Marche, dottor David Piccinini):
• 208 milioni di euro per le SAE
• 195,5 milioni di euro per il Cas
• 70,9 milioni di euro per ospitalità strutture ricettive
• 70 milioni di euro interventi di messa in sicurezza degli enti locali
• 26,6 milioni di euro per interventi a favore di agricoltori e allevatori
• 27 milioni per la gestione delle macerie
• 8,2 milioni di euro per acquisto e realizzazione immobili
• 9 milioni di euro per le messe in sicurezza dei beni culturali
• 8 milioni di euro per il rafforzamento del trasporto pubblico locale
• 5,2 milioni di euro per la delocalizzazione delle attività produttive
• 4,5 milioni di euro per il personale della Regione Marche e degli enti locali
• 4,4 milioni di euro per spese di altra tipologia
• 6,4 milioni di euro per interventi di ripristino viabilità Anas eseguiti da enti locali

Le pratiche per la ricostruzione ad agosto erano 4.658 per un totale concesso di 138.617.039 euro (Dati estratti dal comunicato della Regione Marche del 22 agosto 2018):
• 2.883 pratiche si riferivano ai “danni lievi” dell’edilizia residenziale (per un importo concesso di 96.045.475 euro)
• 396 ai “danni gravi” dell’edilizia residenziale (18.586.398 euro)
• 98 alle attività produttive (2.139.323 euro)
• 1.219 alla delocalizzazione delle attività economiche (12.334.947 euro)
• 62 al ripristino e ricostruzione immobili produttivi (9.510.895 euro)



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