Collevario, reti tagliate e spogliatoi aperti
Canesin: «Metteremo un custode,
bando per la gestione ad inizio 2019»

INCURIA - Gli impianti sportivi del quartiere sono tornati in mano al Comune, che però deve fare riferimento al curatore fallimentare Benigni per sbloccare qualsiasi operazione per la loro riattivazione. «Entrare all'interno è rischioso e pericoloso per le condizioni della struttura che va messa in sicurezza»
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Gli impianti di Collevario

 

di Mauro Giustozzi

Dallo scempio del campo di Collevario durante gli ultimi drammatici mesi di vita della Maceratese prima del fallimento a quello che avviene in questi giorni, con le reti di recinzione che vengono tagliate per poter entrare comunque dentro l’impianto del quartiere per giocare. Tornato, è vero, in mano al Comune, ma amministrazione che deve comunque fare riferimento al curatore fallimentare Benigni per sbloccare qualsiasi operazione per la riattivazione degli impianti. Da parte di alcuni nostri lettori è giunta la denuncia di un campo abbandonato, con le reti appunto tagliate, le porte degli spogliatoi aperte e senza custodia. Tutte situazioni che sono note all’assessore allo Sport, Alferio Canesin, che sta cercando di affrontarle. Ma chiede tempo e soprattutto un pizzico di civiltà da parte di tutti.

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Alferio Canesin. assessore allo sport del Comune di Macerata

«Ce ne siamo accorti che le reti sono state tagliate di recente –afferma Canesin- opera presumo di qualche ragazzino che poi entra dentro il campo per giocare. Io prima di tutto faccio un appello alle famiglie affinché intervengano nei confronti di chi si adopera a tagliare queste reti. Oltre a procurare un danno ad un bene della collettività, che peraltro ha già subito danni per migliaia di euro che dovremo pagare tutti noi maceratesi, entrare in questo momento in quell’impianto è rischioso e pericoloso per le sue condizioni. Se i giovani si fanno male li dentro sono problemi seri. Io personalmente sto cercando di sbloccare la situazione per poter effettuare gli interventi necessari per la messa in sicurezza di Collevario. Ma non è semplice, i tempi non sono brevi quando si interviene su un bene finito dentro al fallimento di una società. Come soluzione immediata per fronteggiare questi atti vandalici metteremo al campo un custode. Sperando che basti a dissuadere chi si diverte a tagliare le reti di recinzione». Canesin sottolinea come l’interlocuzione con il curatore fallimentare Benigni sia quasi quotidiana, ma le tempistiche per intervenire in questi casi sono lunghe e non dipendono dalla sola volontà comunale. «Due giorni fa ci siamo visti con Benigni –racconta l’assessore allo Sport- per cercare di sbloccare il problema della energia elettrica e poterla riallacciare al campo di Collevario. Stiamo facendo tutto il necessario ma, al pari del privato, anche il pubblico si trova di fronte a tempi tecnici per riallacciare una fornitura. Per quanto riguarda l’acqua, invece, siamo riusciti a riavere i contatori al campo ed è un problema in meno. In questa fase sarebbe necessario che i ragazzi si tenessero alla lontana dal campo di Collevario: per questo chiedo a tutti un pizzico di civiltà e responsabilità. Da parte nostra faremo di tutto nel più breve tempo possibile per riattivare quegli impianti».

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LE STRUTTURE DI COLLEVARIO – Il campo in sintetico e, sullo sfondo, la struttura per il calciotto

C’è già un cronoprogramma per far tornare a vivere quello che, alla sua inaugurazione, fu considerato un gioiellino sportivo del capoluogo. «Sarà fatto più avanti, ad inizio 2019, -sottolinea Canesin- un bando per l’assegnazione della gestione del campo di Collevario simile a quanto fatto per altri impianti sportivi cittadini. Da qui a fine anno, una volta che saranno quantificati e riparati i danni che sono stati fatti, ci affideremo per una custodia provvisoria al Csi, Centro sportivo italiano, che ha dato la disponibilità. Va detto che il mio auspicio è che entro settembre la situazione possa tornare alla normalità, visto anche che ci sono richieste di società che vorrebbero giocare a Collevario il loro campionato. Ma ripeto l’appello all’educazione ed alla civiltà delle famiglie e dei residenti del quartiere: non fate ulteriori danni all’impianto che è un bene della città e soprattutto di chi abita in quella zona». La costruzione del campo di Collevario è costata circa 800 mila euro. L’impianto, omologato Figc, ha dimensione di 65 metri per 105 ed è attorniato da una recinzione alta 2 metri e 20 che però in questi ultimi giorni è stata pesantemente danneggiata e tagliata. E’ illuminato da fari sistemati su quattro torri. Il campo da calciotto misura invece 64 metri per 35, illuminato da due fari. Il rapporto con la Maceratese era stato avviato nel 2011 a seguito di una delibera del Consiglio comunale e una convenzione, derivante da un bando di evidenza pubblica per la realizzazione in project financing delle opere di miglioramento del campo sportivo di Collevario, nonché della sua gestione a fronte del versamento di una quota mensile alla società Maceratese da parte del Comune. La dichiarazione di fallimento della società ha aperto la strada all’accollamento da parte del Comune delle 28 rate rimanenti del prestito chirografario di 780 mila euro (importo 34.600 ciascuna), come previsto dalla convenzione. A cui dovrà aggiungersi la conta dei danni di prima e di adesso causati agli impianti.

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