La frattura col “caso Cassetta”,
due anni d’attacchi a Parcaroli:
De Padova da oppositrice ad alleata
MACERATA - La consigliera eletta nel 2020 nella civica del sindaco, passò al Gruppo Misto ad aprile 2024. Da allora ha condotto una battaglia all'amministrazione con oltre 80 comunicati inviati, la maggior parte al veleno contro la maggioranza. Ora riparte con Forza Italia (non aveva risparmiato nemmeno gli Azzurri) ed elogia quanto fatto dalla Giunta di centrodestra

Sabrina De Padova, consigliera comunale del Gruppo Misto
di redazione CM
La politica, si sa, è l’arte del possibile, e a Macerata il panorama elettorale in vista dell’appuntamento alle urne del 24 e 25 maggio regala un colpo di scena che non è di certo passato inosservato agli addetti ai lavori. Sabrina De Padova si ricandida a sostegno di Sandro Parcaroli tra le fila di Forza Italia. La notizia non sarebbe tale se non fosse per il pregresso. Parliamo della consigliera che, negli ultimi due anni, ha rappresentato la spina nel fianco più acuminata per la giunta guidata dal sindaco uscente. Almeno stando ai comunicati stampa inviati contro la Giunta, terreno su cui è stata molto più attiva di gran parte dell’opposizione.
Una riconciliazione che deve fare i conti con un archivio di dichiarazioni pesanti come macigni iniziate in autunno 2023 e poi aumentate in maniera esponenziale dallo strappo definitivo del 18 aprile 2024, quando decise di passare al Gruppo Misto.
De Padova, infatti, venne eletta nel 2020 nella lista civica del sindaco, ma il rapporto con la maggioranza si è logorato progressivamente fino alla rottura definitiva nel 2024. Il punto di non ritorno fu il “caso Cassetta”. De Padova non usò giri di parole per criticare la protezione totale del sindaco verso l’assessora alla cultura, culminata nella minaccia di dimissioni di Parcaroli pur di blindare la gestione della biblioteca comunale. «Rimango basita di fronte a un sindaco che protegge e difende continuamente la stessa assessora, esponendosi pubblicamente», dichiarava De Padova solo due anni fa.

Sabrina De Padova con Maurzio Lupi: la consigliera comunale alle scorse elezioni regionali si era candidata con Noi Moderati
Dal passaggio al Misto a oggi, Sabrina De Padova non è stata una spettatrice passiva. È stata, nei fatti, l’opposizione più dura, superando spesso anche i consiglieri di minoranza. Una pioggia di oltre 80 mail e comunicati stampa (la maggior parte critici ma anche per evidenziare appuntamenti e iniziative legate al sociale, ndr) che hanno scandito il ritmo della consiliatura, toccando i nervi scoperti dell’amministrazione.
Se lo strappo ufficiale è avvenuto sulla gestione della cultura e della biblioteca, l’attività di Sabrina De Padova nel Gruppo Misto è stata caratterizzata da un attacco frontale e continuo a tutta la giunta, nessuno escluso. Non è stata solo una questione di frizioni con l’assessora Cassetta. Tra i bersagli principali è finito anche l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Marchiori. A ottobre 2024, in una nota sui lavori in piazza Vittorio Veneto De Padova scriveva: «Il Comune non è deputato solo a finanziare i lavori, ma anche al controllo della fine degli stessi nei cantieri, invitando, responsabilizzando e sensibilizzando il direttore dei lavori nello smantellare il prima possibile materiali non utilizzati. Diversi lavori purtroppo difficilmente terminano nei tempi e rispettano i costi previsti, come le nostre famose cattedrali del deserto, il Centro fiere e la piscina».

A proposito di Centro fiere, a giugno 2024 aveva presentato una interrogazione per sapere «a quanto ammonta la spesa complessiva per la riqualificazione della struttura; le ragioni dei continui ritardi nella consegna del manufatto; se si potrà svolgere nel 2025 la Raci e se sono stati valutati i disagi arrecati agli allevatori per la mancata effettuazione della fiera». A gennaio e maggio 2025, a finire nel mirino della consigliera era stato il Bilancio da discutere in Consiglio. Per non parlare del tema discarica: «La mancata decisione sulla discarica – scriveva a novembre 2025 -, il ritardo sugli impianti, il rinvio degli investimenti: tutto questo ha generato un effetto domino: più rifiuti da mandare fuori provincia, costi maggiori per trasporto e smaltimento, bilanci Cosmari in tensione, rincari Tari per tutti. I cittadini non possono più essere il banco su cui si scaricano le incertezze politiche. Il ruolo dell’assemblea dei sindaci è decisivo, ma negli ultimi anni è mancata una visione comune. Alcuni primi cittadini lo hanno denunciato apertamente, ricordando che continuare a rimandare significa pagare molto di più».

Non usa mezzi termini nemmeno contro gli Azzurri, con i quali oggi corre insieme a sostegno di Parcaroli. Era gennaio 2025, infatti, quando De Padova intervenne sul nuovo centro commerciale Simonetti. Un tema, questo, che ha interessato diversi suoi interventi per contrastarne la realizzazione, in netta contrarietà con il pensiero della maggioranza Parcaroli: «Sono profondamente amareggiata – le sue parole – per le decisioni prese dal partito Forza Italia, in particolare per l’approvazione della costruzione del centro commerciale Simonetti. Si tratta di una scelta che favorisce la cementificazione di una zona già gravemente compromessa da traffico e inquinamento. La realizzazione di un altro centro commerciale in una località dove ce ne sono già numerosi risulta completamente superflua, oltre che dannosa per l’ambiente e per la qualità della vita dei residenti». E ancora: «Inoltre, vorrei sottolineare che l’ingegnere incaricato del progetto, è anche il vice coordinatore provinciale di Forza Italia e che partiti come Fratelli d’Italia e la Lega diverse volte hanno dichiarato in fase di voto idee contrarie a quanto in precedenza espresso». Difficile immaginare una riconciliazione quando su uno dei temi centrali del programma si è diametralmente opposti. Eppure, tant’è. D’altronde, anche la Mannoia cantava «come si cambia per non morire».

Tornando indietro a ottobre 2024, non ha tralasciato nemmeno il caso Apm, attaccando coloro che lei stessa definisce “yes man”: «Sono diventata consigliera comunale della lista civica di Sandro Parcaroli sindaco a settembre 2020, persona di buoni principi, ma con difficoltà nel dare delle direttive, lista civica che aveva ottenuto il 10% assicurandosi 4 consiglieri e 2 assessori. Purtroppo subito dopo la presa dell’incarico il sindaco si è immediatamente tesserato con la Lega, prostrandosi ai voleri dei partiti, assecondandone ogni proposta. Dopo quasi un anno, il 30 luglio 2021 il sindaco nomina Micucci, facente parte della sua lista civica, presidente dell’Apm».
Oggi, però, la musica cambia. Correndo con Forza Italia, De Padova ha scelto di convergere nuovamente sulla figura di Sandro Parcaroli. Un “ritorno all’ovile” che solleva interrogativi considerando anche che sono tanti i dissidenti dell’amministrazione Parcaroli “ospitati” in Forza Italia che domani presenterà la lista.
Magari ora hanno cambiato opinione come dimostra il post pubblicato ieri su Facebook da Sabrina De Padova (che riportiamo qui sotto) dove elogia quanto fatto dalla Giunta di centrodestra negli ultimi cinque anni:









































L’incoerenza impera in politica, in questo caso si tratta di ridicolaggine. A Macerata si dice “damme quarghe cosa che te chiamo vabbu”
Gianni Morandi, La mia nemica amatissima:
https://www.youtube.com/watch?v=5UU3tV_EfnY
Anche Pietro rinnegò il Buon Pastore ma poi si fece perdonare. Certo Parcaroli nemmeno gli assomiglierebbe alla divina figura visto che specialmente il taglio è troppo da messa in piega. La funzione liturgica è puramente causale. Comunque anche per parà li porci meglio diffidare da chi cambia idea perché un altro porcà magari te offre de più e lasci lo vecchio per lo noo’ o quasi. “Anche la metafora usata ad ogni riferimento umano, animalesco o di “simpaticissima birbanteria è assolutamente causale”.
Ohhh. . . “Cosa mi dici mai Rosy”!
In politica l’ideologia è il vestito buono: si tira fuori nelle cerimonie. Gli interessi personali, invece, sono l’abbigliamento di tutti i giorni — meno elegante, ma sempre pronto all’uso. E negli armadi ce ne sono diversi, di tutte le stagioni: all’occorrenza si cambia outfit senza troppi scrupoli.
E poi, si sa, il vintage torna sempre di moda: basta aspettare il momento giusto… e chi ieri prendeva le distanze, domani potrebbe ripresentarsi come se nulla fosse……Me sbajo ????
A leggere l’articolo, più che il ritratto di una “volta bandiera”, emerge il profilo di una Consigliera che, negli anni, ha scelto di esercitare il proprio ruolo con presenza, continuità e spirito critico.
Se è vero che la Consigliera DE Padova nel 2024 è passata al gruppo misto, è altrettanto vero che da quella posizione non è rimasta in silenzio. Anzi: ha prodotto decine e decine di comunicati, spesso molto duri nei confronti dell’amministrazione, segnalando problemi, disservizi, criticità e situazioni ritenute ingiuste. Questo, a mio avviso, racconta più il suo impegno che il suo posizionamento politico.
In politica i cambi di collocazione, i ritorni e le nuove alleanze ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. Ciò che dovrebbe interessare davvero ai cittadini non è tanto la geometria degli schieramenti, ma la sostanza dell’azione amministrativa: chi ha parlato, chi ha vigilato, chi ha sollevato questioni, chi si è esposto.
Da questo punto di vista, la Consigliera De Padova ha dimostrato di non essere stata una presenza decorativa, ma una voce attiva, anche scomoda, capace di criticare la stessa area politica da cui proveniva quando lo ha ritenuto necessario.
Che oggi scelga di candidarsi sostenendo il Sindaco Parcaroli può piacere o non piacere. Ma liquidare questa scelta come semplice incoerenza rischia di essere una lettura troppo comoda e superficiale.
Forse, prima ancora di chiedersi da che parte stia, bisognerebbe chiedersi per chi abbia lavorato. E dall’articolo una cosa sembra emergere con chiarezza: in questi anni ha cercato di stare dalla parte dei cittadini, soprattutto quando ci fossero ingiustizie da denunciare. A Macerata, evidentemente, il vero scandalo sembra essere cambiare collocazione politica!!
Cara Sabrina,
la coerenza non è il tuo forte.
Ennesimo schifo..
Leggendo le sue varie critiche mi era venuto in mente che forse a Macerata avevano trovato il sindaco giusto. Non credo di aver peccato di presunzione neanche adesso che mi ha spedito nel girone dei coglioni.
Disposta a tutto.!!!