Lancetta di Peppinello, botta e risposta:
«Non è competenza del Turismo»
CIVITANOVA - L’assessora Mara Orazi replica a Sergio Marzetti: «Massima attenzione al simbolo della marineria, ma le deleghe sono altre». E sulla stilettata dell'ex assessore per la sua partecipazione a inaugurazioni e tagli del nastro dice: «Sostegno a imprese ed eventi è il mio dovere»

La Lancetta
«La manutenzione della lancetta di Peppinello merita la massima attenzione, ma come Marzetti sa bene, non spetta a me». L’assessora Mara Orazi, chiamata in causa dall’ex consigliere e assessore di Civitanova Sergio Marzetti risponde così all’appello che quest’ultimo aveva fatto all’amministrazione affinché ponesse mano alla storica “lancetta”, l’imbarcazione realizzata da uno degli ultimi maestri d’ascia della città e che orna la rotatoria del lungomare nord.

L’assessora al turismo Mara Orazi
Nel suo appello Marzetti chiedeva a Orazi anche di ripensare al turismo attraverso un polo che unisse musei delle tradizioni cittadine, del mare, del trotto e dell’industria Cecchetti e di non occuparsi solo delle inaugurazioni dei privati.
«Marzetti continua a chiamarmi in causa ignorando, consapevolmente, ruoli e competenze degli assessori. La “lancetta di Peppinello”, simbolo della storia della nostra marineria, merita senza dubbio la massima attenzione, ma la sua manutenzione non rientra nelle deleghe dell’assessorato al Turismo. L’ex assessore – continua la Orazi – con una narrazione confusa e pretestuosa, non solo mi attribuisce responsabilità non mie, ma tenta di sminuire in modo malizioso il lavoro che svolgo al fianco degli imprenditori che scelgono di investire le proprie risorse su Civitanova e degli artisti che, con le loro mostre, i loro eventi e le loro iniziative, contribuiscono in maniera determinante a renderla una città sempre più attrattiva e vivace. Questo supporto attivo è uno degli ambiti più importanti e propri dell’Assessore al Turismo. Essere al loro fianco non è una scelta, ma un dovere istituzionale. Nuove attività, nuove strutture ricettive, iniziative culturali e mostre rappresentano a tutti gli effetti il motore dello sviluppo turistico e della crescita complessiva della nostra città. Su un punto, però, Marzetti ha ragione: Civitanova deve esprimere l’immagine che merita.

Da parte mia c’è il massimo impegno, pur nel rispetto delle deleghe assegnate e del poco tempo che ho a disposizione. Sono certa e fiduciosa che chi di competenza, all’interno della macchina amministrativa, si occuperà del risanamento della lancetta di Peppinello, un simbolo della nostra memoria collettiva e identitaria. Proprio per questo valore intrinseco, merita profondo rispetto: lo stesso, identico rispetto che merita chi ogni giorno investe il proprio tempo, il proprio capitale e il proprio coraggio imprenditoriale nella crescita e nel futuro della nostra città. In ogni caso, desidero ricordare che le porte del mio Assessorato sono e saranno sempre aperte, anche per Marzetti».

La lancetta di “Peppinello” cade a pezzi: appello per il restauro
Marzetti ma che figure mi fai? La lancetta di Peppinello non spetta alla delegata in questione e se anche c’è il turismo tra le sue scelte da non confondere con gli obblighi, purtroppo deve dare la precedenza a quella per i grandi eventi che vediamo continuamente. Siccome non possiamo lasciarla così, prova a fare un richiamo a Sciampo anzi due una per la lancetta e l’altra per i soliti Bagni. Il decoro perlomeno spetterebbe a lui e non a chi, è si delegata al turismo ma come esterna che qualche significato ce l’avrà ed uno sarà proprio quello di scegliere il più a lei conforme. Però detto tra noi, Ciarapica che sta ancora a prendere lo stipendiuccio senza motivo visto che non rappresenta più nessuno dell’elettorato che si è recato alle urne alle ultime comunali, perché non prende vernice e raschietto e non va a fare il suo dovere. Mi sa che se continua così, tu hai tirato fuori il problema e tu dovrai pagare il falegname.
…infatti, spetterebbe al fu-turismo…fu, forse…gv
…Peppiniello Peppiniello,
pensa un po’ che fin facesti,
che da un albero sì bello,
la lancetta costruisti;
che al logorar del tempo,
ma pur anche delle accuse,
non si sa s’avrà più scampo,
tra sfinenti e pure scuse;
che restaur ci fu già stato,
nel lontano diciassette,
ma maltempo in agguato,
rovinò pur legno e scritte;
or non è ci voglia tanto,
per cantier bene attrezzato,
a tornar di essa incanto,
pel turista interessato;
quindi al di là d’accuse,
che san un po’ di pilotate,
che qualcun problem confuse,
or lancetta restaurate… m.g.
L’avesse saputo avrebbe seppellito l’ascia, come i Sioux.
“CICCHI’ S’ERA FISSATO CHE LA LANCETTA DE CELLINI C’AVESSE LO TIMO’ D’ORO”. QUESTA SIGNORA, CHE RISPONDE COSI’ ALLA SEGNALAZIONE DI SERGIO, FA DUE ERRORI. UNO TATTICO E L’ALTRO STRATEGICO. IL TATTICO E’ MAI INIMICARSI UN TESTIMONE STORICO E AMANTE DELLA STORIA CIVITANOVESE CHE, AL NETTO DELLA POSIZIONE POLITICA, ESPRIME UNA SENSIBILITA’ A MANTENERE DECOROSA UNA TESTINIANZA DELLA STORIA DELLA CITTA’, CHE ALL’ASSESSORA EVIDENTEMNETE MANCA!!! LA STRATEGICA: SIAMO ALL’APERTURA DELLA STAGIONE, E COME SI ESPRIME? A TUTTI I GIULLARI E POETI, E A QUELLI DEL CORO DI CIARAPI’ E CARASSA’, PREPARATE I BAGAGLI!!!
Però nella futura Civitanova-Dubai potreste dedicare al maestro d’ascia il grattacielo più alto, il “Lancetta di Peppiniello Tower”, simbolo di supremazia turistica globale.