Progetto per il porto “modello Riccione”
Il piano “Inside” non convince

CIVITANOVA - Presentato questo pomeriggio il concept realizzato da Unicam e ripescato dopo la bocciatura del "progetto Dubai". Previsto il collegamento dell'area portuale con borgo marinaro e parcheggi sotterranei. Perplessità dagli operatori

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Il disegno del progetto opzione “Inside” con le tre aree di penetrazione nell’area portuale e la ridefinizione della zona a monte

di Laura Boccanera

Presentato il nuovo progetto per il porto, ma l’ipotesi “Inside” delude operatori e addetti ai lavori. Una presentazione che era attesa da oltre un anno e sulla quale tutti gli operatori portuali nutrivano grosse aspettative, anche alla luce del coinvolgimento degli stessi nelle prime fasi di ricognizione e studio. Ma alla fine la presentazione che si è svolta oggi pomeriggio in sala giunta alla presenza degli assessori Francesco Caldaroni e Roberta Belletti e del docente Unicam Marco D’Annuntiis è stata caratterizzata da un confronto acceso e vivace.

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La sala giunta affollata per la presentazione

Gli operatori del porto si aspettavano infatti uno strumento che permettesse loro di attuare quegli investimenti e modifiche attese da anni con il piano regolatore del porto, ma l’incarico dato dall’amministrazione all’università in realtà è uno studio per la ricucitura del borgo marinaro con l’area portuale e interviene per lo più sull’area a ovest dei cantieri, nella zona pubblica esterna al porto, fra via Leonardo da Vinci e viale Matteotti e prevede, in alcuni tratti, una penetrazione nella zona portuale con varchi di accesso in aree al momento in concessione ed oggetto di curatela fallimentare. Ipotesi che è stata oggetto di ulteriori critiche da parte di chi fa le veci dei creditori e che ha contestato la possibilità per il comune di modificare la destinazione di aree i cui beni andranno all’asta, minacciando sin d’ora la possibilità di ricorsi.

L’ipotesi studiata dall’università di architettura di Ascoli è un “programma di rigenerazione urbana del porto in relazione al borgo marinaro” come viene definito dal docente Marco D’Annuntiis che ha presentato al comune un corposo studio sullo status quo, una catalogazione di tutti gli edifici, delle aree pubbliche e in concessione, dei parcheggi a disposizione e delle superfici attualmente utilizzate. «Attualmente il porto ha una volumetria di 105mila metri cubi di edificato per 20mila metri quadrati di superficie coperta – ha detto il docente – una volumetria importante con cui ogni progettazione dovrà confrontarsi per decidere se mantenerla, ridurla o incrementarla».

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Nella foto da sinistra l’assessore Francesco Caldaroni, l’assessore Roberta Belletti e il docente Unicam Marco D’Annuntiis

E partendo da questo assunto il progetto studiato da Unicam prevede di sviluppare tre direttrici maestre: quella del Castellaro, quella che dalla stazione conduce da via Duca degli Abruzzi al porto e quella verso il mercato ittico. Attraverso questi tre varchi lo studio prevede di riallacciare il borgo marinaro al porto riqualificando l’area compresa fra via Leonardo Da Vinci e via Matteotti con una progettazione di spazi significativa. Attualmente infatti in quella zona ci sono parcheggi, pista ciclabile e un campetto davanti la chiesa di Cristo Re. «Quella è una zona strategica, – afferma il docente – ma non ha una sua qualità. Abbiamo voluto riconfigurare quello spazio come spazio pubblico ed entrare nel porto dove ci sono occasioni con spazi di servizio».

Tradotto significa che si prevede per tutta l’area in oggetto la trasformazione in una piazza con giardini, spazi pubblici e un parcheggio sotterraneo sotto per compensare la perdita degli stalli in superficie «sull’esempio di Riccione, un park sotterraneo e un grande spazio in superficie con piazza, servizi, mobilità dolce» con penetrazione nell’area portuale dove attualmente è presente l’ex cantiere Canaletti. Lungo la direttrice del fosso Castellaro poi si prevede l’acquisizione dello spazio attualmente parcheggio davanti al club vela per un “Blue center”: «una zona dedicata a diportistica un “Blue center” una struttura che dia servizi per sport acquatici e mondo del mare e che diventi di riferimento territoriale».

Infine l’ultima zona a ridosso del mercato ittico per realizzare una “market square” ovvero una piazza mercato. «L’intervento è possibile sia a stralci che nella sua interezza – sottolinea il docente e permette anche di avere a disposizione un maggior numero di parcheggi, da 857  a 1085 posti auto».

presentazione-progetto-porto-unicam-progetto-Inside-3-325x244Di tutta l’operazione non è stato però ancora valutato il costo a carico dell’ente per la realizzazione di strutture e servizi e, soprattutto, del parcheggio sotterraneo, un’ipotesi che richiama alla mente il famoso piano Strever che prevedeva di realizzare un park sotterraneo sotto al Varco sul mare, progetto poi naufragato. Ma su questo l’assessore Belletti commenta: «ad oggi ovviamente il Comune non ha i fondi per poter realizzare queste opere, ma era necessario dotarsi di un progetto per poi avere in caso di finanziamenti, la possibilità di una progettazione pronta». 

Ma sul progetto i commenti a fine riunione sono delusi e amareggiati: all’incontro erano presenti esponenti della cantieristica, operatori del diporto e della pesca, il presidente dell’associazione Il Madiere che unisce tutte le associazioni dei moletti. Ci si aspettava infatti ben altri strumenti e si riteneva che il progetto fosse l’avvio per il piano regolatore del porto e per modificare, in base alle esigenze contemporanee, strutture ormai obsolete, alcune addirittura risalenti all’inizio del ‘900. E infatti la maggior parte delle critiche e contestazioni sono proprio attorno a questo. Ma non solo: la maggior parte degli operatori infatti non vede come necessaria questa “ricucitura” tra borgo marinaro e città dal momento che il porto di Civitanova, seppur incastonato all’interno del centro abitato e vissuto quotidianamente anche da tutti i residenti per sport, passeggiate e intrattenimento, di fatto è anche un luogo di lavoro dove circolano anche mezzi pesanti.

presentazione-progetto-porto-inside-unicam-e1709317261555-325x240Ovviamente “l’elefante nella stanza” è stato il progetto “Dubai”, citato solo di passaggio da uno degli operatori portuali. In realtà il docente D’Annuntiis ha sottolineato come «questo progetto parte da presupposti completamente diversi», ed è indubbiamente vero, ma è necessario ricordare come in realtà l’incarico di riqualificazione del porto all’università di Camerino, voluto dall’amministrazione Corvatta, sia stato poi lasciato in un cassetto e ripescato all’occorrenza dopo la protesta della città per il progetto presentato dall’imprenditore Umberto Antonelli (e sul quale pende ora il ricorso alla sentenza del Tar). Il Comune infatti dopo una prima fase in cui il piano “Dubai” circolava fra gli uffici all’insaputa degli operatori (la notizia era emersa all’opinione pubblica solo grazie ad una mail anonima) aveva fatto dietrofront anche a fronte della massiccia raccolta firme e della campagna elettorale incombente. E’ allora che la progettazione di Unicam viene ripescata dal consiglio comunale e contemporaneamente rigettata la progettazione “Dubai” tanto che l’istanza non è mai approdata all’albo pretorio.

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