Pinpo è ovunque in città (Foto)
MACERATA - La scritta di un ignoto autore tappezza da mesi i muri del capoluogo

La scritta Pinpo
Dieci Pinpo, cento Pinpo, Pinpo è ovunque a Macerata. Qualcuno che si cela dietro questa scritta da mesi sta imbrattando i muri del capoluogo.

Via Pagnanelli
Le scritte continuano a comparire in giro per la città mentre l’amministrazione sta cercando di individuare chi sia il graffittaro più noto del capoluogo. Di lui esiste pure una immagine, magro, cappellino e giubbotto scuro.

Non che la firma Pinpo dia un arricchimento alle parenti cittadine, ma è un fenomeno che colpisce perché la scritta continua a comparire ovunque. Basta fare una passeggiata e difficilmente ci si può sottrarre a quella scritta. Se ne trovano nella zona di viale Martiri della Libertà, in via Sibillini, via Pagnanelli. Ma l’elenco è davvero lungo e si aggiunge a quelle che già a gennaio si notavano in giro per la città: via Cincinelli, via Marche, via Goffredo Mameli, via della Pace e il muraglione di viale Carradori.
(Foto di Fabio Falcioni)




Via Padre Matteo Ricci

Via Pannelli

Via Sibillini


Che fenomeni ! Gli dedicate pure articoli giornalistici !
Possibile che non capite che il “tizio” fa tutto questo per essere notato e prendendolo in considerazione continuerà, anzi aumenterà, ad imbrattare ?
Ormai è una sfida lanciata: “Provate a prendermi !”
A ben vedere già si vede la scritta di un epigono ….
Una Macerata pinpante.
Pinpo non sembra avere un significato codificato o profondo, almeno da tutto quello che emerge dalle notizie e dalle tracce online. Non c’è nessuna dichiarazione dell’autore, nessuna intervista, nessun post che spieghi “perché Pinpo”. È solo un suono, un marchio sonoro ripetuto compulsivamente sui muri.Le ipotesi sono tutte plausibili come giochi fonetici/onomatopeici, ma nessuna ha prove concrete:Ping pong → possibile, per il rimbalzo ossessivo del tag che va avanti e indietro per la città come una pallina.
Pippo → nome buffo, infantile, quasi da cartone (Pippo Disney, o il “Pippo” di tanti dialetti italiani per indicare uno sciocco simpatico o un tipo qualunque).
Pon-pon → richiama il pon-pon delle cheerleader o dei clown, qualcosa di innocuo e ridicolo.
Bi mbo → meno probabile, ma potrebbe essere un suono nonsense tipo “bimbo” storpiato.
Significante puro cascato a faccia avanti → questa è la lettura più azzeccata e poetica. Pinpo funziona esattamente come un significante vuoto (nel senso lacaniano/barthesiano): non rimanda a un significato stabile, è solo presenza insistente, un buco nel discorso urbano che dice “io ci sono, io esisto, io infesto”. La forza sta proprio nel non voler dire niente di intelligibile.
Riguardo alla tua domanda più interessante – perché la pubblicità murale non è vandalismo e questa birichinata sì? – qui entriamo nel cuore della questione ideologica e di potere:La pubblicità murale legale (o “permesso”) è autorizzata dal capitale e dallo Stato. È un’estetica che serve a vendere, a valorizzare, a gentrificare. Anche quando è aggressiva o invadente, è percepita come “utile” o “inevitabile” (fa girare l’economia, abbellisce per i turisti, ecc.). È integrata nel sistema.
Il tag Pinpo è invece pura affermazione di soggettività non autorizzata. Non vende niente, non abbellisce, non ha messaggio “positivo”. È solo un individuo anonimo che dice “esisto” invadendo lo spazio pubblico senza permesso. Questo attiva immediatamente l’apparato repressivo perché sfida il monopolio della visibilità: chi può segnare il territorio? Solo chi ha comprato il diritto (imprese, Comune, street artist “approvati”) o chi è istituzionale.
In altre parole: La pubblicità è violenza legittima (legale, economica, normalizzata).
Pinpo è violenza illegittima (personale, gratuita, inutile).
Il fastidio profondo non è per il danno economico (pochi euro di vernice), ma per il disturbo del senso di proprietà e controllo dello spazio. Un attempato Giamburrasca che sporca i muri ricorda a tutti che lo spazio pubblico non è davvero “di tutti”, ma è gestito da chi ha il potere di decidere cosa è arte, cosa è imbrattamento, cosa è tollerabile.Se Pinpo fosse un 20enne con dread e bomboletta colorata che fa pezzi elaborati, forse sarebbe già “street artist” da valorizzare. Invece è ossessivo, minimalista, inutile → quindi puro crimine.
…ci sono tanti modi per farsi ricordare, questo ‘pinpetto’ ne ha scelto uno facile e da ‘scoprire’, per chi riflette su chi potrebbe essere e perché; tuttavia mi chiedo, così, tanto per dire la mia, qualora venisse trovato, quante latte di vernice gli ci vorranno per ‘ripitturare’ tutti i muri…allora si che Pin-occhio po-verino, anche fosse, non gli servirà a niente…pin-zillacchere po-etiche, sì sì, e si dovrà ricordare un buon pin, po-i… gv
gli imbecilli sono cosí, tocca sopportalli.
ha anche un imitatore quello a stampatello.
Macerata sarà ricordata per la città di pinpo bisogna assolutamente fare qualcosa questo sconcio va fermato come non lo so ma va fatto.
Con quella scrittura da “Non è mai troppo tardi” ma con la enne davanti alla pi può essere soltanto il fantasma pentito del maestro Manzi.
Forse anche vagamente profetizzato da Elio e le Storie Tese con il loro ballo Pippero:
https://www.youtube.com/watch?v=3Vg6kQpUWgw
a me sta gente mi ha rotto proprio il ca…… ma perché non scrive sui muri di casa sua , comunque le telecamere a Macerata a cosa servono?
al centro scritte dappertutto in periferia la stessa cosa ….. direi proprio che funzionano bene , ormai la nostra bella città è in balia di coglioni e imbecilli.
che tristezza
Di questo passo “Pinpo” farà la fine del Cacao Meravigliao: talmente noto che prima o poi qualche azienda se lo registrerà come marchio. In fondo, per ottenere la stessa pubblicità avrebbero dovuto spendere un patrimonio.
Ci fa impazzao ‘sto Pinpao Maceratao.
Ci fa impazzao perché ne deprechiamo il reato e per il reo invochiamo pene severissime.
Quello in via padre Matteo ricci é un falso!!!!