Una targa per il sindaco
dagli ucraini arrivati a Treia
GESTO - Il ringraziamento in segno di riconoscenza all’Amministrazione comunale e alla comunità

La targa donata al sindaco
Un anno di guerra, un anno di accoglienza degli ucraini a Treia. E proprio i profughi accolti nella città hanno portato al sindaco Franco Capponi una “targa ringraziamento” in segno di riconoscenza per quanto fatto per loro dall’Amministrazione comunale e dalla comunità treiese.
L’immediata gara di solidarietà ha fatto molto e Treia è stato il primo Comune marchigiano a proporre un nuovo modello di accoglienza in accordo con la Prefettura di Macerata. Sono 69 gli ucraini ospitati in questo anno a Treia, con servizi mirati alla prima assistenza, ma anche all’inserimento nel lavoro e nelle scuole, nonchè all’assistenza sanitaria. Tra questi, Victoria 32 anni, arrivata a inizio aprile a Treia, lasciando suo marito in Ucraina e affrontando un viaggio di giorni “in dolce attesa”. Proprio nella comunità treiese ha portato avanti la sua gravidanza, dando alla luce il 31 ottobre la piccola Olivia. Il desiderio resta quello di tornare a casa, ma a un anno di distanza sembra ancora lontano quel momento. Altri suoi connazionali si sono resi indipendenti iniziando a lavorare per alcune aziende del territorio, mentre l’anno scolastico è iniziato in Italia per i bambini ucraini a cui è stata messa a disposizione anche una mediatrice così da agevolare la comprensione della lingua. «Abbiamo fatto tutto il possibile perché queste persone potessero riacquisire un briciolo di tranquillità in attesa di tornare nel loro Paese, come loro stesse si augurano – ha detto il sindaco Franco Capponi – . Alcuni di loro si sono resi completamente autonomi. Abbiamo organizzato tante iniziative volte all’inserimento nella nostra comunità e devo dire che c’è stata grande partecipazione da parte degli ucraini».








































Usare umanità verso questi profughi – come verso tutti i profughi e gli oppressi – è la dimostrazione che non rimaniamo indifferenti di fronte alle tragedie naturali e a quelle provocate. Sento di storie di ucraini maschi costretti ad andare al fronte da un regime che di democratico ha nulla. E che noi foraggiamo con armi, dato che a morire sono gli Italiani. Almeno per ora.
La Treia umana, e così tutti gli altri consigli comunali, cosa aspettano a votare ordini del giorno contro una guerra ingiusta da ambo le parti che prima o poi ci coinvolgerà fisicamente, mentre oggi lo è solo economicamente?