Suor Viktoriya: «La mia Leopoli bombardata.
Putin risvegli la propria coscienza»

RIFLESSIONE - La monaca delle Clarisse di Santa Chiara a Camerino immagina di fare un appello a Vladimir Putin e racconta le imminenti difficoltà del popolo ucraino. «Spero ascolti il soffio di Dio che ogni uomo ha in fondo al cuore e il grido di dolore di milioni di innocenti che stanno pagando il prezzo della guerra con la propria vita»

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Suor-Chiara-Viktoriya

Suor Chiara Viktoriya Rak

di Francesca Marchetti

«La mia famiglia in Ucraina sta bene fisicamente ma l’inverno preoccupa molto e si stanno preparando alle difficoltà che ci saranno». A parlare dal monastero di clausura dell’Ordine delle clarisse di Santa Chiara di Camerino è suor Chiara Viktoriya, originaria di Leopoli -. Se dovessi incontrare Putin gli direi di aprire gli occhi sulla realtà e ascoltare la sua coscienza per capire che anche se il male nell’uomo è inevitabile, con coraggio e consapevolezza si può sempre cambiare e convertirsi al bene. Il rispetto della vita umana vale più del prestigio e del potere».

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Le consorelle di Santa Chiara a Camerino

Suor Chiara Viktoriya parla ancora della situazione del suo Paese di origine, l’Ucraina, che da mesi resiste agli attacchi della Russia. A Leopoli attualmente abitano ancora suo fratello e il padre i quali cercano di dare una mano alla popolazione fornendo cibo dal ristorante di proprietà.

«Leopoli è stata bombardata, manca la corrente elettrica e l’acqua, si stanno attrezzando a questa nuova emergenza cercando i generatori che sono essenziali per conservare il cibo e per continuare a lavorare – racconta a Cronache Maceratesi suor Chiara Viktoriya – . Non si sa come andrà ma ci si prepara al peggio. In queste circostanze si capisce l’importanza della luce elettrica, del gas, dell’acqua potabile.

Molti miei parenti si trovano invece nella regione di Sumy, a un passo dal confine russo, raggiunta nella zona nord dall’artiglieria avversaria. Si vive in un’angoscia che toglie il fiato, non possiamo che accogliere il loro dolore. Continuiamo anche la nostra piccola raccolta di beni di prima necessità, adesso soprattutto coperte e capi pesanti, generatori, ci vengono richiesti dalle persone ucraine, non possiamo certo smettere di sostenerli. Siamo consapevoli che la mediazione è una cosa seria ma bisogna rispettare il dolore della parte lesa e i tempi necessari per la riconciliazione nessuno li conosce».

Suor Chiara Viktoriya ha voluto immaginare un incontro con Vladimir Putin e fargli un appello. «È un’ipotesi improbabile che mi ha però condotta a una riflessione profonda sulla sua figura, che per il mio popolo è l’incarnazione del male. La storia è piena di appelli e il mio, personalissimo, è di considerare due cose. La prima, fondamentale, è di attenersi al dato della realtà, ai fatti che succedono ogni giorno senza sfociare nell’ideologia. È un dato pieno di ferocia e di crudeltà, di catastrofe. C’è un uomo a capo di una nazione che ha attaccato un altro Stato sovrano in modo feroce, vediamo le torture e le violenze perpetrate su chiunque, non solo militari ma anche civili.

L’altra cosa importante da considerare – continua suor Chiara Viktoriya – è la consapevolezza della necessità di costruire la pace anche attraverso il dialogo, che si fonda sulla fratellanza universale. La sfida è grande, come si fa ad aprire uno spiraglio di dialogo e non solo rispondere al male con un male più grande? Ogni uomo, per quanto male possa aver fatto, conserva il principio irriducibile di bene, di pace, che magari è sopito in un angolo profondo dell’animo. Ma la certezza è che ognuno di noi ha la possibilità di convertirsi alla pace, di cambiare e scegliere finché siamo vivi.

Possiamo scegliere di lavorare per la guerra o la pace, nel nostro piccolo. Il principio della guerra sta nel cuore dell’uomo, è un’inclinazione a cui purtroppo non ci si può emancipare del tutto. Attacchiamo perché abbiamo paura che qualcuno ci porti via i nostri spazi e la nostra libertà ma se siamo consapevoli di questa paura possiamo scegliere un’altra via. Quindi c’è un filo di coscienza . conclude la sua riflessione suor Chiara Viktoriya -, che per quanto sottile si potrebbe attivare anche in Putin, un tentativo di risvegliare la coscienza e di aprire gli occhi. Ognuno nel ruolo che ha nella vita può fare qualcosa».

«Mio fratello porta cibo ai militari, la mia famiglia è sotto choc Una gioia riabbracciare i nipoti»

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