Cena con il Reddito di cittadinanza,
il post dell’assessore Laviano
indigna il consigliere Perticarari

MACERATA - L'assessora leghista commenta quello che avrebbero detto due ragazzi che volevano andare a mangiare fuori una volta arrivato il contributo: «Volete che i vostri figli restino sdraiati sul divano in attesa dei soldi?». L'esponente dem: «Certi post fanno paura, nascondono un profondo malessere»
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Il posto di Laura Laviano

 

Decisamente la comunicazione social dell’assessore comunale Laura Laviano suscita puntualmente polemiche, anche aspre: si passa dallo smalto di Fedez al reddito di cittadinanza ma sempre provocando reazioni vivaci. Ieri Laura Laviano, tra l’altro anche candidata al Senato per la Lega, ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook nel quale si legge: «Durante un viaggio in treno mio figlio e dei suoi amici assistono ad un discorso tra due ragazzi: “appena mi arriva il reddito di cittadinanza ti porto fuori a cena in quel bel posticino”. Loro, diciottenni, schifati, gli hanno riso in faccia. Per fortuna esistono ancora dei ragazzi con sani valori. Questa è la generazione che vuol far crescere i pentastellati? Pagare i giovani in cambio di voti. Domenica 25 settembre potete decidere le sorti del nostro Paese. Ogni x sarà un voto cosciente che avrà un significato. Volete che i vostri figli restino sdraiati su un divano in attesa dei soldi dello Stato per andare a cena fuori? O preferite che con quota 41 chi ha diritto alla pensione possa andarci dignitosamente per lasciare spazio ai giovani?».

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Il post di Andrea Perticarari

Immediata la polemica, primo firmatario il consigliere comunale Dem Andrea Perticarari: «A me certi post fanno paura. Fanno paura perché nascondono un profondo malessere: la totale mancanza di rispetto nei confronti di chi ha meno di te, di chi non arriva a fine mese, di chi non può permettersi di andare a cena fuori “in quel bel posticino”. Una cena che magari aspetti di fare da mesi o una cena che magari è un regalo per un anniversario, un compleanno o qualunque altro motivo. E questa paura non è tanto per la reazione “schifata” di alcuni 18enni, ma dal fatto che una madre, donna, cristiana (cit.) ed assessore non riesca ad avere il tatto o anche solo il pensiero di cosa ci possa essere dietro alla frase “appena mi arriva il reddito di cittadinanza ti porto a cena fuori”. Magari erano dei truffatori o magari erano due ragazzi che non riescono a trovare un lavoro degno per mille ragioni, non riescono ad avere una casa, una famiglia, una vita piena e dignitosa. Certi dubbi si debbono avere, certi problemi si devono considerare, certe domande te le devi porre. Invece si decide di non farlo, anzi ridergli in faccia equivale ad avere ”sani valori”. Il reddito di cittadinanza, di cui io ad esempio non sono un grande fan per come è strutturato, aiuta comunque tante persone, ma il punto non è essere a favore o contro di esso. Il punto è il rispetto, l’educazione, la bontà».

(l. pat.)

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