L’omelia politica di San Giuliano,
il vescovo: «Non vi dico chi votare
ma 7 regole del Vangelo per scegliere»
MACERATA - Orientata alle elezioni del 25 settembre l'omelia di monsignor Nazzareno Marconi durante la celebrazione religiosa per il patrono che si è tenuta oggi pomeriggio nella chiesa di San Giorgio. FOTO

Le autorità presenti durante la celebrazione
Puntuale come il fischietto di San Giuliano arriva l’omelia politica del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi durante la messa celebrata alle 18,30 nella chiesa di San Giorgio (presenti tutte le autorità civili e militari).
Come ormai tradizione, a ridosso delle elezioni politiche del 25 settembre, monsignor Marconi non lascia i fedeli soli in un panorama politico quanto meno complicato. «Deluderò subito chi si aspetta da me una indicazione di voto» inizia, per poi stilare una sorta di vademecum per la scelta secondo le indicazioni del Vangelo.

Il vescovo durante l’omelia
Tra le regole da seguire c’è ad esempio quella della carità: «Scegliere cercando il bene comune e non solo il proprio interesse egoistico o quello di una piccola parte di cittadini. La logica delle classi o delle lobby va contro la carità, che ama tutti». Poi quella della scelta preferenziale per gli ultimi e i giovani: «Non basta l’assistenzialismo che non dà possibilità di un lavoro dignitoso. Tutte le forze sociali: dagli imprenditori, ai lavoratori, alle autorità statali dovranno impegnarsi insieme, perché la sfida sarà davvero dura». Conclude raccomandando di andare a votare. «È bene capire però che chi non vota non può dire “Non ho scelto”, perché così facendo ha già scelto di lasciare che altri decidano anche per lui e non è detto che siano più saggi ed onesti di lui».
Di seguito il testo dell’omelia completa
Carissimi fratelli,
l’omelia del Patrono è tradizionalmente un discorso del Vescovo alla città ed alla comunità civile. Non intendo nascondermi davanti alla situazione attuale davvero impegnativa: guerra, crisi energetica, la pandemia diventata endemica e gli alti rischi per l’occupazione soprattutto dei giovani. Con la mente attenta a tutte queste cose, fra poco più di venti giorni, dovremo eleggere un nuovo Parlamento da cui giunga un nuovo governo per l’Italia.
Deluderò subito chi si aspetta da me una indicazione di voto. Seguendo la Dottrina sociale della Chiesa non ritengo che il Vescovo debba dire per chi dovreste votare o non votare. Il voto è una scelta libera e molto responsabilizzante della coscienza del cittadino. Il problema è che si può scegliere di essere sia coscienti che “incoscienti”, quando si va a votare. La Chiesa invita tutti ad essere ben coscienti, illuminati dalla fede e da quei chiari e basilari valori umani che il Vangelo definisce “irrinunciabili” per costruire il bene comune. Non si vota solo per rivendicare diritti, ma anche per assumersi quei doveri che fondano il vivere assieme.
Il Vangelo, perciò, non indica un partito da votare, ma propone chiaramente un progetto di vita sociale: fraterna, pacifica, produttiva, responsabile che per 2000 anni ci ha condotto verso un mondo sempre più civile. Ciascuno di noi, se legge il Vangelo con cuore libero e generoso, può trarne personalmente le conseguenze per scegliere bene.
Di questo, infatti si tratta: di scegliere bene o il meno peggio tra quello che realmente è possibile.
L’arte di scegliere nella tradizione cristiana si chiama “discernimento”. Papa Francesco ne parla spesso perché oggi, in una società complessa dove tutto è connesso e siamo costantemente bombardati da idee e messaggi dai media ed ancor più dai social, scegliere bene è diventato più difficile. Fare oggi un discernimento libero, cosciente e responsabile è un impegno esigente.
Quali sono i consigli per un buon discernimento che ci dona la sapienza della fede cristiana?
San Paolo indica prima di tutto le condizioni interiori nella lettera agli Efesini, mostrando ciò che intristisce lo Spirito ed impedisce di valutare bene: «Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza, con ogni sorta di malignità» (Ef 4,30). Chi conserva tutte queste emozioni negative nel cuore, deciderà con rabbia e non valuterà bene ciò che è giusto.
Poi la tradizione spirituale ignaziana indica ben 14 regole per fare un buon discernimento. Io cerco di ridurle a sette, che mostrino come scegliere la persona giusta e le idee più corrette.
La prima regola è: «La colpa è anche mia». Chi accusa sempre gli altri e non si prende mai la sua parte di responsabilità, non è affidabile. Di perfetto ed infallibile c’è solo Dio, chi pretende di esserlo è un superbo pericoloso.
La seconda regola è: «La carità». Scegliere cercando il bene comune e non solo il proprio interesse egoistico o quello di una piccola parte di cittadini. La logica delle classi o delle lobby va contro la carità, che ama tutti.
La terza è: «La chiarezza». Più aumenta la confusione e più si allontana il vero bene. Ciò che è buono è chiaro e semplice, anche se non può essere semplicistico in un mondo ormai così complesso. Non basta il buon senso, ma il senso del bene ci guida comunque a riconoscerlo nelle scelte e nelle persone.
La quarta regola è: «La coerenza». Chi non è coerente e cambia bandiera e idee ogni giorno è poco affidabile. Chi oggi tradisce il tuo avversario per stare con te, domani probabilmente tradirà te.
La quinta regola è: «La scelta preferenziale per gli ultimi ed i giovani». Una società giusta, secondo il modello evangelico, deve difendere gli svantaggiati e costruire occasioni concrete per un futuro di lavoro e dignità. Non basta l’assistenzialismo che non dà possibilità di un lavoro dignitoso. Tutte le forze sociali: dagli imprenditori, ai lavoratori, alle autorità statali dovranno impegnarsi insieme, perché la sfida sarà davvero dura.
La sesta regola è: «Lo sguardo». Dobbiamo guardare il mondo, le idee e le persone dal punto di vista di Dio, cioè dall’alto e guardando lontano. E soprattutto chiedendoci: cosa sta a cuore a Dio, che è certo il più saggio di tutti?
Infine, la settima regola è: «Scegli nel silenzio». Le scelte fondamentali vanno ponderate dopo aver ascoltato tanti, mettendosi davanti a Dio ed alla propria coscienza nel silenzio. Ed in questo nostro mondo, così pieno di chiacchiere e grida, questa è forse una delle regole più importanti.
Dopo una analisi così dura potrà venire la tentazione di rinunciare e di non andare a votare. È bene capire però che chi non vota non può dire: «Non ho scelto», perché così facendo ha già scelto di lasciare che altri decidano anche per lui e non è detto che siano più saggi ed onesti di lui.
Io continuo a pregare, con tutto il cuore, per la nostra nazione e perché i nostri Santi Patroni sostengano la nostra gente in questo tempo di responsabilità e di prova.
(Foto Fabio Falcioni)


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Parlo sante quelle del Vescovo, forse non piaceranno a tanti che della correttezza, dell’onestà e del servizio, fanno volentieri a meno.
Ignazio di Loyola, quello che disse “se non riuscite a discernere chiamate Mario”.
Er frutto de la predica
Letto ch’ebbe er Vangelo, in piede in piede
quer bon Padre Curato tanto dotto
se piantò cco le chiappe sul paliotto
a spiegà li misteri de la fede.
Ce li vortò de sopra e ppoi de sotto:
ciariccontò la cosa come aggnede; 3
e de bbone raggione sce ne diede
piú assai de sei via otto quarantotto.
Riccontò ’na carretta de parabbole,
e cce ne fesce poi la spiegazzione,
come fa er Casamia doppo le gabbole.
Inzomma, da la predica de jjeri,
ggira che tt’ariggira, in concrusione
venissimo a ccapí cche ssò mmisteri.
Se andiamo avanti così tra 50 60 anni a Roma ci saranno i minareti fate un po voi.Ho detto Roma ma questo vale per tutto il paese.
Mirko Miozzi… Ben detto, approvo in pieno il suo pensiero.
un vescovo , durante un’omelia si permette di dire ” non dico chi dovete votare ” , personalmente non mi sembra corretto . per me non doveva fare un’affermazione simile.
non doveva andare in umbria ? invece e’ ancora qui .
Mi sembrava strano che non metteva bocca anche su queste elezioni, i preti i vescovi, devono pensare alla religione, aiutare le famiglie bisognose, loro sanno benissimo chi sono. In tutti i paesi vengono periodicamente avvicendati i parroci, ma per i vescovi non vale!
Perché non dice quante proprietà ha a Macerata?
Questa sarebbe chiarezza.
Chiesa,Patria, Famiglia… Daje Nazzarè….
La parola ” Voto ” dovrebbe essere bandita da qualsiasi discorso fatto da esponenti della gerarchia ecclesiastica !
Ma anche in Umbria siamo sempre in Italia.
Attacchi ingiusti verso un pensiero pastorale, che va bene per tutti i partecipanti onesti al voto, e che desiderano votare per i politici onesti.
Sua Eccellenza avrebbe potuto limitarsi a ricordare ai cattolici, che anche con il voto, dovrebbero rispettare i “Principi non negoziabili” della Chiesa Cattolica.
Che cito: – “protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale”. – “riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, eccetera” – “protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli”.
“Questi principi… sono confermati dalla fede, sono nella natura umana e pertanto sono comuni a tutta l’umanità.”
Questo è il pensiero della Chiesa, di cui oggi un certo numero di Partiti ne fanno strame. Come il PD.
E’ orrendo vedere esponenti del PD andare imperterriti a fare la Comunione, mentre nel contempo sostengono un Partito distruttore dei principi non negoziabili della Chiesa Cattolica, principi che si fondano sui Vangeli.
Un principio massonico, “fai ciò che vuoi sarà tutta la legge”, ormai fatto proprio da una gran parte della Chiesa “fisica”, ma non dal Corpo Mistico el Cristo, è che il Sangue di Cristo è stato “versato PER TUTTI in remissione dei peccati”. Quindi, fai il porco comodo tuo e vota i politici che vanno contro i principi non negoziabili, tanto ti salvi lo stesso…
Nei Vangeli è scritto che fu “versato PER MOLTI in remissione dei peccati”. E così veniva recitato nelle Consacrazioni prima del cambiamento per opportunismo sociopolitico libertario ecologista del Nuovo Corso della Chiesa che la sta portando al fallimento… Quindi, se togli che veniva proclamato per i “MOLTI” che seguono il Vangelo e i Comandamenti, tu fai diventare la Chiesa un’associazione di “figli dei fiori”, aperta “a tutto”.
Si dirà che ci si può convertire in extremis, prima di tirare le cuoia… Ma non ne siamo certi. Questi cattolici, che un tempo venivano chiamati del “dissenso”, se non si convertono in tempo sono destinati all’inferno. Come Giuda, che si impiccò. Come Martin Lutero che fece lo scisma eretico che portò alla distruzione della Chiesa Cattolica in Germania e nel nord Europa… E non c’è Papa, Cardinale, Vescovo, parroco e presbitero che possano salvarli. Siamo noi che abbiamo “la conosecnza del bene e del male” e – quali spiriti evoluti – possiamo scegliere tra il Bene e il Male per la società di oggi..
Quindi, se un cattolico praticante sceglie di dare il potere a chi vuole distruggere l’umanità a livello psicofisico e religioso, si destina da solo all’inferno… E non c’è un San Giuliano che tenga.
Senza fare tante storie basta turarsi il naso e andare a votare, a turarci altro poi ci penseranno gli eletti.
Non sono d’accordo in queste sue esternazioni clericali. D’altronde non e’ solo in questa occasione, ma ha anche interferito in altre tornate elettorali locali.
Reazionario, sciovinista praticamente nostalgico fascista? A leggere tanti commenti è così che viene visto questo prete in carriera. A me sembra solo un retrogrado che approfittando di un pubblico in parte sicuramente consimile, mostra compiaciuto la sua appartenenza ad un clero vecchio (duemila anni portati male) e scroccone tra il parassita e l’approfittatore. Le sue omelie dovrebbero essere pane solo per chi va a sentirlo escluso eventualmente chi lo fa perché a certe cerimonie è obbligatorio il pubblico delle grandi occasioni. Non sembra assolutamente in linea con Papa Francesco. Quante rivoluzioni buttate dalla finestra!
Don Minzoni, Don Enrico Pocognoni, Associazione Partigiani Cristiani, ANPI, Aquile Randagie, Salvo d’Acquisto perdonate chi ancora oggi tenta di appoggiare anche attraverso una sofisticata teologia, ideologie che tanto male hanno portato al nostro Paese dalle antiche radici cristiane, lo so, purtroppo non è la prima volta voi che di certo siete in Paradiso aiutateci affinche tutto ritorni nelle sante regole del Vangelo Cristiano: Amatevi l’un l’atro come io ho amato voi.
È da tempo che affermo che questo soggetto tutto etranne che interessato alla cura animarum. E’ solo un politicante da strapazzo in abito talare come nelle peggiori rappresentazione di santa romana chiesa del passato.dovrebbe interessarsi dei problemi delle sue parrocchie e dei suoi sacerdoti…un esempio ? Sacro cuore? Etc…ma no l importante è parlare di politica
Vedo tanti pollicioni Rossi , i nostalgici non apprezzano i commenti..
E bravo il nostro Vescovo, è riuscito a prendere insulti e critiche da tutte le parti. Tutti nemici, destra, sinistra, cattolici tradizionalisti e progressisti, benpensanti e anticlericali. Che i programmi tv tanto in voga, dove la fanno da padrone concorrenti e tanti, tanti giudici, abbia influenzato qualcuno?
a mio parere più voci si sentono,più si diventa liberi e consapevoli nelle scelte.Solo che bisogna imparare a pensare,peccato che sia faticoso.Di censure nefaste ne abbiamo viste e ne vediamo in abbondanza.
Il Vescovo fa il suo mestiere, e lo fa bene.
Inutile fingere che il Vaticano, attraverso i suoi emissari, non si interessi della politica italiana: deve interessarsene, ne va del suo futuro.
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Si pensi solo, tanto per fare un esempio, se venisse tolto 8×1.000 (tanti anni fa non c’era.. eppure andavano avanti lo stesso) oppure se cominciassero a far pagare le tasse sulle proprietà della Santa Sede in Italia..
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Quindi il Vescovo si interessa (assieme a cento altre incombenze) anche di politica; magari meno apertamente di come facevano i preti 40 o 50 anni fa… Ma si interessa di politica, inutile negarlo.
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E questo Vescovo è riuscito ad un accoppiamento fino a ieri impossibile: avere uno che deve dirgli grazie in Regione, ed averne un altro che deve dirgli grazie in città.
Due politici, in antitesi su tutto (di opposta visione politica, di opposto modo di fare, di opposto relazionarsi con i cittadini, ecc. ecc.), il cui unico punto in comune è essere stati aiutati dal Vescovo: mettetela come vi pare ma è la quadratura del cerchio a dimostrazione che il ns. Vescovo è un soggetto abilissimo, anche se finge di essere un curato di campagna.
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Quindi sull’omelia nulla da dire, se non un piccolissimo, insignificante, relativo aspetto….
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Parla di 2.000 anni spesi nel condurre il Mondo verso un esistenza sempre più civile…
E qui purtroppo inciampa nella Storia.
Il Vaticano, inteso come potere temporale, (nonostante il Vangelo) è stato sempre uno strumento di morte (crociate, inquisizione, guerre di religione, ecc. ecc.) MAI di Pace.
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Ha cominciato a parlare di Pace solo quando è stato costretto a lasciare la spada della guerra (tenuta in mano per quasi 1.900 anni).
Non potendo più parlare di morte, di guerre e di stragi, per la sua sopravvivenza il Vaticano, si è “inventato” portatore di Pace.
Ma sempre con la stessa finalità che ha condotto per 2.000 anni: DETENERE IL POTERE in terra, con qualsiasi mezzo