Silvia Squadroni e le Stelle cadenti
Prima del mare c’è la Paglialunga
Ciarapica intanto ringrazia due volte

IL COMMENTO dei risultati elettorali - L’abbraccio con i grillini è costato caro alla candidata sindaca che ha perso i voti dell’elettorato di centrodestra. Dal comizio di Conte (un boomerang) è partita la parabola discendente. A Tolentino Sclavi ha fatto scuola: nessun simbolo di partito, si è piazzato al centro e ha conquistato il ballottaggio a scapito del ticket Pd-5 Stelle. Ciarapica è salito di 12 punti rispetto a 5 anni fa, e tutti i suoi assessori risultano tra i più votati. La sinistra ha trovato la sua rappresentanza col prof Roberto Mancini. Per il secondo turno vicina l'alleanza tra le due donne anche se oggi nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni
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di Matteo Zallocco

Silvia Squadroni più che per vincere ha giocato per far perdere Ciarapica. Tant’è che ieri pomeriggio, a scrutinio in corso ma con la sua esclusione dal ballottaggio già scontata, si è precipitata subito a parlare di «non vittoria al primo turno del sindaco uscente». Certo è che la coalizione di centrodestra ci è andata vicino e quel 46,59% è un risultato superiore alle aspettative, almeno di qualche punto. Mirella Paglialunga, invece, con il suo 31,18% ha un notevole gap da recuperare ma è ancora della partita e con un centrosinistra in difficoltà non ci si poteva aspettare molto di meglio. A deludere sono stati gli altri candidati, con Vinicio Morgoni sotto al 3% che non entrerà nemmeno in Consiglio, e la stessa Silvia Squadroni che ha a lungo sperato di togliere a Paglialunga il ruolo di sfidante di Ciarapica. Ma alla fine non è arrivata neanche al 14%, quasi venti punti sotto al centrosinistra, ben 33 sotto al centrodestra. Oggi bocche cucite, nessun commento sulle alleanze, ma è evidente che dietro le quinte si sta lavorando da qualche giorno per trovare un accordo tra Mirella Paglialunga e Silvia Squadroni in ottica ballottaggio.

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Silvia Squadroni durante il confronto organizzato da Cronache Maceratesi

 

E’ poi vero che Silvia Squadroni, candidandosi sindaca, è riuscita a non far vincere Ciarapica al primo turno, ma è anche vero che durante questa campagna elettorale impostata sull’attacco frontale gli ha comunque servito diversi assist involontari. Uno su tutti: l’accordo con il Movimento 5 Stelle. I pentastellati escono a brandelli da questa tornata elettorale con un misero 2,57%, dieci punti in meno di 5 anni fa, e almeno 6-8 punti sotto alle aspettative sempre troppo ottimistiche dell’entourage della Squadroni. Un colpo pesante soprattutto per la deputata Mirella Emiliozzi che tanto aveva premuto per questo accordo. I grillini chiudono con oltre quatto punti in meno della civica SiAmo Civitanova (6,61%) e sotto anche a RiformiAmo Civitanova (2,66%) formata da Italia Viva, Uniti per Civitanova e Stefano Ghio, candidato sindaco eslcuso dal ballottaggio del 2017 ma con il 18,9% (3688 voti), 5 punti in più dell’attuale risultato di Silvia Squadroni.

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Silvia Squadroni nei confronti tra i candidati è sempre stata tra i migliori. E’ mancata l’organizzazione esterna

Ma torniamo al principale autogol. La presenza del Movimento 5 Stelle ha fatto da blocco alla netta maggioranza dell’elettorato di centrodestra che Silvia Squadroni (ex Forza Italia e Vince Civitanova, ex assessore della Giunta Mobili, ex presidente dell’Azienda Teatri) poteva strappare a Fabrizio Ciarapica. «Con voi ci sono i 5 Stelle? Allora non posso votarvi» è stato il leitmotiv. Ciarapica ringrazia, il centrodestra è rimasto con lui.

«Ma tanto noi dobbiamo prendere l’elettorato di centrosinistra per superare Paglialunga e andare al ballottaggio» sarà stato il ragionamento della coalizione Squadroni. Sbagliato, non c’è neanche quello. E Ciarapica ringrazia due volte, perchè la Squadroni al ballottaggio sarebbe stata più pericolosa. Non la Squadroni grillina, ma la leader di una coalizione civica che anzichè strizzare l’occhio a elettorati di vari partiti (ricordiamo appelli pubblici alla base della Lega e ai vertici di Fratelli d’Italia) fosse stata capace di costruire un progetto per il futuro della città.

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Mauro Sclavi molto soddisfatto dopo il risultato di Tolentino

La lezione arriva da Tolentino e da Mauro Sclavi con la sua coalizione civica che andrà al ballottaggio contro Silvia Luconi. Sclavi si è piazzato al centro, ha inserito all’interno delle liste anche alcuni partiti come Italia Viva e Azione, ma senza simboli. Ed ha battuto nettamente il centrosinistra di Massimo D’Este che – guarda caso – aveva nella sua coalizione anche i principali esponenti cittadini del Movimento 5 Stelle. Ora con ogni probabilità sarà il centrosinistra ad appoggiare Sclavi al ballottaggio.

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A fine marzo la presentazione della lista RiformiAmo Civitanova con Azione, Italia Viva, Stefano Ghio e Paola Macerata

Eppure Silvia Squadroni aveva iniziato la sua campagna elettorale molto prima e seguendo questo modello, quello di Antonio Spazzafumo. Assieme al sindaco civico di San Benedetto aveva inaugurato la sua sede in corso Umberto addirittura il 6 dicembre 2021. Poi sono arrivati i 5Stelle che hanno voluto mantenere il simbolo (a loro per primi avrebbe giovato a nasconderlo) al contrario di quanto fatto in tutti gli altri Comuni al voto. Scelta che ha portato all’uscita di Azione dalla civica RiformiAmo Civitanova: il partito di Carlo Calenda aveva infatti posto come condizione principale per l’alleanza l’assenza dei simboli. Da quel momento si è capito che qualcosa non andava visto che una settimana prima Silvia Squadroni si era presentata in conferenza stampa per annunciare l’alleanza con Italia Viva, Stefano Ghio, Uniti per Civitanova e la stessa Azione.

Non è bastato il fuori onda post Consiglio comunale reso pubblico da Silvia Squadroni e che vedeva come protagonisti Ciarapica, il segretario comunale e il presidente del Consiglio comunale. Video che è all’attenzione della Procura e con cui Silvia Squadroni era riuscita a posizionarsi agli occhi dell’opinione pubblica come competitor del sindaco uscente. Un’arma, forse a doppio taglio, e di sicuro usata troppo presto. Così come non è bastato il continuo sbandieare la presenza con lei di alcuni giovani, con tanto di 6×3 in giro per la città, in una comunicazione (anche sui social) vecchio stampo che sembrava volesse ripodurre i primi anni di Forza Italia.

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Il comizio di Giuseppe Conte in piazza XX Settembre

La discesa di Silvia Squadroni è iniziata ufficialmente il 26 maggio con la visita di Giuseppe Conte organizzata malissimo: in piazza, sotto il sole, alle 4 di pomeriggio. L’ex premier non ha mai citato la candidata sindaca e ha attaccato solo Matteo Renzi: evidentemente nessuno lo aveva informato che a Civitanova erano nella stessa coalizione. Fatto sta che da quel giorno Silvia Squadroni agli occhi dei più era ufficialmente la candidata dei 5 Stelle. Che ieri hanno preso il 2,57% , meno di praticamente tutte le liste vere schierate in questa tornata elettorale.

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Silvia Squadroni ha trascorso gran parte della campagna elettorale con i suoi giovani candidati della sua (non) lista Next Gen presentata anche in conferenza stampa. Loro hanno conseguito un buon risultato personale

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Venerdì sera, durante la chiusura della campagna elettorale, Fabrizio Ciarapica ha riabbracciato Maika Gabellieri

In tutto ciò Ciarapica è salito di 12 punti rispetto al 34,15% di 5 anni fa, tutti i suoi assessori figurano tra i più votati (Carassai primo in assoluto, Capponi terza, ottimi risultati anche per Belletti, Troiani, Cognigni e Caldaroni), la neonata lista di Ciarapica (Civitanova è Unica) è stata nettamente la civica più votata con un risultato sorprendente (11,56%, praticamente come il Pd) e il partito di cui il sindaco uscente è vice segretario regionale, Forza Italia, con il 7,62% ha superato la Lega (5,87) oltre a triplicare i 5 Stelle. Il primo partito a Civitanova è Fratelli d’Italia (12,57%). Ciarapica, da buon democristiano qual è, ha accolto tutti, anche chi in questi anni lo ha attaccato pesantemente come l’ex assessore Maika Gabellieri e Giovanni Corallini.

La sinistra ha trovato la sua nuova figura di riferimento con Roberto Mancini, prof universitario e leader del movimento Dipende da Noi, secondo in assoluto per preferenze. E a lui l’alleanza con Silvia Squadroni non garberebbe. Ma con il Pd il tavolo è aperto e secondo i ben informati l’accordo è alle porte. Silvia Squadroni tempo fa aveva detto che in caso di sconfitta sarebbe andata al mare, lasciando libero il proprio elettorato. Ma la sua battaglia contro Ciarapica non è finita: i gavettoni sono già pronti.

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