Crac milionario di Civita Park,
in 13 sotto accusa per bancarotta
Ci sono anche ex vertici Banca Marche

IN TRIBUNALE - Sono imputati davanti al gup a vario titolo. Le contestazioni riguardano presunte distrazioni di denaro, un accordo illecito legato ad un prestito da 26 milioni di euro, falsificazione di scritture contabili. Le difese hanno avanzato una serie di eccezioni che hanno portato al rinvio dell'udienza di oggi, se ne riparta il 23 novembre
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Gli avvocati Riccardo Leonardi (a sinistra), Salvatore Santagata (al centro) e Nicola Perfetti dopo l’udienza di questa mattina

 

di Gianluca Ginella 

Crac della Civita Park, 13 indagati sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata. Oggi l’udienza è stata rinviata dopo che i difensori degli imputati hanno avanzato una serie di eccezioni che il giudice valuterà per poi pronunciarsi la prossima udienza, fissata per il 23 novembre.

Sotto accusa, a vario titolo, per bancarotta fraudolenta ci sono anche ex vertici di Banca Marche e della controllata Medioleasing, accusati di aver prestato 26 milioni alla società e di essersi ripresi i soldi in maniera illecita. La Civita Park è la società che a Civitanova aveva realizzato il centro commerciale Cuore Adriatico, il palasport e la Fiera di Civitanova. 

Sotto accusa davanti al gup ci sono Giuliano Ginnobili, 68 anni di Corridonia, amministratore della Civita Park, Sergio Foresi, 82 anni di Morrovalle e Franco Sagretti, 66 anni di Corridonia, entrambi consiglieri d’amministrazione e Nazzareno Gismondi, 63 anni di Montegranaro, consulente contabile e fiscale della società poi fallita.

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Masssimo Bianconi

Per l’ex Banca Marche e la società di leasing invece sono sotto accusa Massimo Bianconi, 68, di Roma, direttore generale, Lauro Costa, 71 anni di Macerata, che era stato presidente e vicepresidente Cda e presidente cda Medioleasing, Michele Giuseppe Ambrosini, 74 anni di Urbino, presidente cda; Tonino Perini, 80 anni di Trecastelli, vicepresidente cda, Stefano Vallesi, 66 anni di Macerata, direttore centrale commerciale e vicedirettore generale Area mercato; Giuliano Bianchi, 68 anni di Macerata e Bruno Brusciotti, 86 anni di Camerino, entrambi componenti del cda, Daniele Cuicchi, 56, di Senigallia, capo servizio commerciale Medioleasing e Claudio Dell’Aquila, 73, di Roma, componente del cda Medioleasing.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi, Sagretti e Foresi, quali componenti del Cda di Civita park (fallita il 21 gennaio 2015) avrebbero distratto denaro dalla fallita destinandole al rimborso di finanziamenti concessi alla società da aziende partecipanti. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2008 e il 2010. Rimborsi che vanno da 124mila euro a oltre il milione di euro (in un caso 1,6 milioni, in un altro si farla di 1,2 milioni rimborsati a due aziende). Sono inoltre accusati di aver emesso tre fatture per acconti su lavori fittizi, mai eseguiti, dice l’accusa, relativi al contratto di subappalto stipulato fra le medesime per la realizzazione del nuovo complesso commerciale per complessivi 450mila euro.

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L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

Per quanto riguarda Foresi, Sagretti, Costa, Perini, Brusciotti, Ambrosini, Bianchi, Bianconi, Vallesi, Cuicchi e Dell’Aquila, la procura contesta invece un prestito milionario e la restituzione dello stesso. Secondo l’accusa, Banca delle Marche era diventata creditrice della Civita Park per un totale di oltre 26 milioni di euro. E a dicembre del 2009 Civita Park aveva venduto a Medioleasing, controllata al 100% da Bdm il terreno su cui sarebbe stato costruito il centro commerciale Cuore Adriatico al prezzo di 30 milioni più Iva, ottenendone la locazione finanziaria.

La maggior parte di quei soldi incassati di Medioleasing, oltre 26 milioni, la Civita Park li avrebbe poi utilizzati per estinguere il debito con Banca Marche. Secondo l’accusa, in base a un accordo illecito.

Ginnobili inoltre avrebbe ceduto il ramo di azienda commerciale della Civita Park a alla costituenda Cuore Adriatico snc, partecipata al 66% dalla M-Costruzioni, senza ricevere nessun corrispettivo in cambio. Infine Foresi, Sagretti, Ginnobili e Gismondi avrebbero anche falsificato le scritture contabili della Civita Park, registrando debiti, note di credito o fatture fittizie per un totale vicino ai 40 milioni. Tra gli indagati c’era anche Mauro Mattucci, scomparso a 64 anni nell’ottobre del 2020.

Oggi le difese nel corso dell’udienza preliminare al tribunale di Macerata hanno avanzato diverse eccezioni e c’è stato un rinvio. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giancarlo Nascimbeni, Nicola Perfetti, Riccardo Leonardi, Pietro Siciliano, Salvatore Santagata, Stefano Chiodini, Guerrino Ortini, Paolo Rosselli, Francesco De Minicis.

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I lavori per il palas

 

Addio a Mauro Mattucci, costruttore di palas e Cuore Adriatico

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