Abuso d’ufficio sulle opere del palazzetto,
l’indagine si allarga
Segnalazione alla Corte dei conti

CIVITANOVA - La procura chiama in causa anche parte degli amministratori della giunta Mobili che avevano votato favorevolmente l'affido esclusivo di tutti i lavori alla Civita Park. L'ex sindaco: "Non ne so niente, giusto che gli investigatori facciano il loro lavoro. Procedure regolari"
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I lavori per costruire il palazzetto

I lavori per costruire il palazzetto

 

di Gianluca Ginella

Abuso d’ufficio nella realizzazione di opere connesse al palazzetto di Civitanova, la procura allarga le indagini, che sin qui coinvolgevano sindaco, vicesindaco e parte dell’attuale amministrazione (leggi l’articolo), anche su ex amministratori della giunta Mobili, che in passato avevano votato favorevolmente all’affidamento dei lavori delle opere legate al palas in esclusiva alla società Civita Park. La procura inoltre ha segnalato la vicenda alla Corte dei conti affinché valuti se vi sia stato un danno erariale.

Ruota tutto intorno al palazzetto l’indagine della procura di Macerata su di un presunto abuso di ufficio. La vicenda nasce da una segnalazione dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che ha dato il la agli accertamenti della Guardia di finanza di Macerata. Al centro delle indagini ci sono presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori per la realizzazione delle opere che sono connesse al palas, ad esempio le strade di collegamento, che sono state date in via esclusiva alla ditta Civita Park. Per la procura andava invece fatto un appalto per l’affidamento di tali lavori. Le indagini della procura sono in corso. Sin qui erano stati iscritti nel registro degli indagati il sindaco di Civitanova, Tommaso Claudio Corvatta, il vicesindaco Giulio Silenzi e gli amministratori che avevano votato favorevolmente all’affido dei lavori in esclusiva alla Civita Park. Tra loro ci sono i componenti dell’attuale giunta ad eccezione di Gustavo Postacchini, subentrato in un secondo momento. La procura ha allargato le indagini anche ad amministratori della giunta Mobili. I nomi non sono trapelati, ma anche in quel caso riguarderebbe esclusivamente chi ha votato favorevolmente all’affidamento esclusivo dei lavori alla Civita Park. Eventuali reati, comunque, sono prescritti, ma la procura vorrebbe chiedere chi intenda rinunciare alla prescrizione.

L'ex sindaco Massimo Mobili

L’ex sindaco Massimo Mobili

Tutti gli amministratori saranno sentiti per consentire loro di dare la propria versione dei fatti e spiegare il motivo del voto ad un’unica ditta. In precedenza il sindaco Corvatta, appreso dell’indagine, aveva detto di essere tranquillo e aveva valutato positivamente la richiesta di proroga delle indagini avanzata dalla procura, spiegando che lui e la sua giunta avrebbero dato la loro piena collaborazione agli investigatori. Sulla vicenda, l’ex sindaco Mobili dice: «L’indagine? Non sono informato. Credo la vicenda riguardi opere che la Civita Park faceva in più. Anziché pagare gli oneri di urbanizzazione loro costruivano opere ulteriori che, tra l’altro, superavano di molto quando avrebbero dovuto pagare al Comune per gli oneri di urbanizzazione. A suo tempo uscì una normativa europea che stabiliva un tetto per questo genere di opere. Avevamo chiesto un parere e ci era stato spiegato che la norma era relativa agli investimenti del Comune e non dei privati, dunque quelle opere non vi rientravano. Altrimenti non avremmo approvato l’assegnazione. E’ giusto comunque che la procura faccia il suo lavoro».



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