Luciani, il carabiniere presidente
«Ciò che votiamo sarà realizzato
Aperti anche alle idee della minoranza»

MACERATA - Intervista al successore di Luciano Pantanetti in assise, votato con 30 preferenze su 33. Priorità dare seguito a ciò che viene deciso dai consiglieri: «Farò un resoconto ogni tot mesi per controllare che i provvedimenti non restino lettera morta come in passato». Sulla vittoria del centrodestra: «Anche Salvini ha parlato del nostro modello a livello nazionale. Sandro Parcaroli anello di collegamento del cambiamento che la città chiedeva da tempo»
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Francesco Luciani

 

di Federica Nardi

Francesco Luciani, 46 anni a novembre, originario di Lanciano e maceratese naturalizzato, è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Macerata. Eletto in assise con la Lega dopo l’esperienza consiliare in minoranza, Luciani prende quindi le redini del Consiglio dopo essere stato negli ultimi cinque anni il vicepresidente di Luciano Pantanetti. E’ orgogliosamente carabiniere e ha accettato con altrettanto orgoglio la nomina, arrivata con un consenso quasi unanime: 30 voti su 33 consiglieri (sindaco Sandro Parcaroli incluso). «E’ una bellissima nomina. Una cosa onorabile, mi sono quasi commosso» racconta.

Il ruolo di presidente è un ruolo istituzionale, le mancherà poter essere più ficcante nelle sue dichiarazioni in Consiglio?

«Io cerco sempre un equilibrio quindi questo ruolo mi si addice sotto ogni punto di vista. Questo riconoscimento anche da parte della minoranza con l’exploit di voti vuol dire che hanno capito che tipo di persona sono. Sicuramente se devo far sentire la mia voce lo farò ma cercherò di essere più istituzionale possibile, perché deve esserlo il presidente».

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Francesco Luciani eletto presidente del Consiglio nella prima seduta del 12 ottobre

Rispetto alla passata gestione del consiglio comunale cosa vorrebbe replicare e cosa no?

«Ci sono state poche sbavature. Sicuramente dare voce ai consiglieri comunali. Cioè se il consigliere ha quella esigenza o il diritto di poter parlare questo sicuramente non glielo negherà nessuno. L’ho fatto nella prima seduta, dove si fa solitamente quello che è istituzionale. Io invece ho accettato anche un ordine del giorno. Che poi non sia passato è un conto ma comunque ho permesso una votazione. Ovviamente le proposte devono essere tutte lecite».

La vittoria della vostra coalizione è stata schiacciante

«Vincere al primo turno nel comune di Macerata dove è sempre previsto il ballottaggio vuol dire che le persone avevano bisogno di una svolta, che speriamo sia la svolta giusta. La figura di Sandro è stata l’anello di collegamento di un cambiamento di cui la città aveva bisogno da tempo».

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Maurizio Del Gobbo

Il suo vicepresidente sarà Maurizio Del Gobbo del Pd, cosa pensa di questa scelta del Consiglio?

«Del Gobbo è una persona moderata che mi ha fatto piacere che la minoranza lo abbia proposto. Noi lo abbiamo recepito perché cinque anni fa anche io, moderato, sono diventato vicepresidente. È un passaggio che ci sta all’interno di un Consiglio comunale maturato nel tempo, a livello di rapporti tra minoranza e maggioranza. Anche Sandro l’ha detto che se dalla minoranza viene qualcosa di positivo non per forza sarà cassato, com’è invece successo sempre a noi in passato. Se c’è un’idea, che sia positiva, perché dobbiamo bocciarla? Vogliamo essere propositivi, se diciamo che siamo diversi lo dobbiamo essere in tutto. Oltre che nelle idee anche nella metodologia. Sandro l’ha detto cinquantamila volte, siamo sulla stessa lunghezza d’onda».

In passato ci sono stati Ordini del giorno approvati, anche provenienti dalla maggioranza, rimasti poi lettera morta.

«Non succederà. Ogni tre, quattro mesi vorrò fare un resoconto di ciò che si è votato e che si è portato a casa. Anche perché le delibere le fa l’ufficio di presidenza. Tutto quello che verrà approvato lo vogliamo portare a casa. Magari fare meno cose ma farle tutte».

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Il gruppo Lega in Consiglio comunale

Nel Consiglio comunale ci sono tante facce nuove, anche nel gruppo Lega

«Con esperienza politica siamo tre su nove, io, Claudio Carbonari e Andrea Blarasin. Gli altri non hanno mai fatto parte del Consiglio comunale».

Si sente una guida per i nuovi arrivati?

«Dobbiamo per forza essere una guida per persone che devono imparare come funziona una macchina amministrativa. Un conto è l’opposizione dove non governando è più semplice vedere ciò che non funziona. Stare in maggioranza è una responsabilità ancora maggiore. Io, Carbonari e Blarasin, avendo un’esperienza politica già decennale alle spalle, dobbiamo aiutare i nuovi arrivati. Ma non sarà un problema perché sono persone che hanno voglia di farlo e ci si mette meno tempo per farglielo imparare».

Quanto conta per lei essere carabiniere?

«Ho avuto tanti messaggi di auguri per il fatto che appartengo all’Arma dei carabinieri. E aver preso un ruolo istituzionale all’interno del comune è stata una gioia per l’Arma. L’Arma è istituzionale, rappresenta lo Stato. Io sono istituzionale. Senza l’Arma non sarei andato da nessuna parte, tutto quello che sono lo devo all’Arma. Sono inoltre il segretario della rappresentanza militare di circa 40mila carabinieri».

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La Giunta scelta da Sandro Parcaroli

Cosa ne pensa della squadra di Giunta?

«I partiti insieme a Sandro hanno fatto delle scelte giuste con persone giuste al posto giusto. Non c’è nessuno fuori luogo. Una commercialista al bilancio, una direttrice di una scuola all’Istruzione, caselle con persone competenti in quel ruolo».

Con un’ottima rappresentanza di genere tra l’altro, a differenza della Giunta regionale

«Era previsto dallo Statuto. A livello regionale non lo so come funziona e il perché è stato fatto in questo modo. Inoltre tranne Riccardo Sacchi, Francesca D’Alessandro, Paolo Renna, Marco Caldarelli e Silvano Iommi, il resto sono tutte persone nuove e donne. Dare lo spazio a persone nuove con idee nuove è positiva come cosa».

E’ coerente con quello che avete sempre dichiarato, di voler cambiare

«Così come la scelta del candidato sindaco, un imprenditore e non un politico. Una persona precisa che infatti ha stravinto».

Tanto che Salvini ha parlato di “modello Macerata”…

«Sì, un modello Macerata a livello nazionale. Tra l’altro ringrazio la Lega per avermi scelto, tutto lo staff. Dal commissario Riccardo Marchetti e tutta la squadra della Lega che ha scelto me come presidente del Consiglio, indicazione che tutti i partiti hanno accettato».

Da cittadino, cosa vorrebbe cambiare subito?

«La riapertura del centro storico per ridare vitalità ai commercianti. Più sicurezza, anche se non sono l’assessore competente so che con Renna avremo un buon dialogo su questo. Tanto che la prima delibera è stata l’implementazione delle telecamere. Vorrei che tornasse una squadra di calcio degna della città di Macerata. Penso sia il sogno di tanti giovani maceratesi ma anche di persone di una certa età. Lo sport coinvolge anche persone di fede politica diversa. Sicuramente dobbiamo rivedere la viabilità ma penso che su questo ci stia già lavorando Marchiori. Ci sono dei punti dove in alcuni orari la viabilità è completamente intasata. A volte sembra di stare a Roma».

C’è il rischio che si torni con il Consiglio comunale online a causa dell’aumento dei contagi?

«Per adesso no. La gente però deve capire che si deve mettere la mascherina, lavarsi le mani e mantenere le distanze. Ci abbracceremo più in là. Così evitiamo di chiudere di nuovo tutti. Noi cerchiamo di continuare a dire queste cose per evitare che si chiuda di nuovo. Anche a me scoccia mettere la mascherina, ma dobbiamo mettercela. Anche il Consiglio l’abbiamo fatto tutti con la mascherina. Non è piacevole ma va fatto».

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