Laura Laviano, l’esperta di virus
che si prenderà cura dell’Ambiente:
«Maggiore attenzione all’igiene urbana»

MACERATA - L'intervista alla veterinaria, assessora leghista della giunta Parcaroli: «Prima di tutto bisogna vedere com’è la situazione attuale. Devo capire bene con tutti gli uffici e dirigenti cosa è stato fatto, quali sono i loro obiettivi, perché ci sarà sicuramente una programmazione in corso». Sullo Sviluppo economico: «E' basato sui giovani. Grande interesse alla digitalizzazione e anche alla scuola di Alta Formazione»
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Laura Laviano

 

di Federica Nardi

Laura Laviano, la nuova assessora leghista ad Ambiente e Sviluppo economico nella giunta maceratese guidata da Sandro Parcaroli, è una veterinaria. Ma non quella che ci si aspetta. Perché mentre la maggior parte delle persone pensa subito a una clinica dove si curano cani e gatti, lei – 49 anni a dicembre – è invece un’esperta di zoonosi. Cioè quel “salto” dei virus dall’animale all’uomo, diventato un termine quasi di uso comune nella nostra società dopo la pandemia del coronavirus. Oltre a essere stata una ricercatrice, Laviano è anche consulente ed ispettrice del biologico. In passato ha portato avanti battaglie per la scuola del Convitto oltre che, come racconta lei stessa, «ad aver ottenuto, da esterna, che venisse messo a punto il piano di emergenza del Comune di Macerata, che fino al 2015 non c’era». Laviano ha studiato anche materie legate a «igiene urbana, patologie tropicale, come è ad esempio il Covid». La sua è una visione ecosistemica anche della città, dove devono convivere animali, persone e ambiente. L’avventura di Laviano in Lega è iniziata con un incontro, «quasi casuale – spiega l’assessora – con Andrea Marchiori (ora assessore ai Lavori pubblici, ndr), per questioni legate al Convitto».

Come si traduce tutta la sua conoscenza nel campo veterinario per l’impegno in Giunta?

«Prima di tutto bisogna vedere com’è la situazione attuale. Vorrei porre maggiore attenzione all’igiene urbana. Devo capire bene con tutti gli uffici e dirigenti cosa è stato fatto, quali sono i loro obiettivi, perché ci sarà sicuramente una programmazione in corso. Però il concetto di medicina unica, che altro non è che sinonimo di sanità pubblica, deve rientrare anche nell’ambiente comunale».

L’ambiente, primo tema del suo assessorato, riguarda per lei solo gli aspetti animali?

«No ovviamente. C’è l’uomo e c’è l’animale. Bisogna partire anche da un’educazione sanitaria e ambientale nelle scuole. Perché il ragazzino che conosce bene le regole le divulga poi al genitore. Spesso in città ad esempio si tende a dare da mangiare a piccioni e tartarughe nei laghetti e questo è deleterio».

Perché?

«Questi animali, come le tartarughe, che vengono acquistati nelle fiere, una volta a casa vengono alimentati con ogni tipo di cibo, crescono a dismisura e quando diventano ingestibili vengono abbandonati nei laghetti. Lì crescono ancora, il cibo che viene lanciato attira anche i ratti, oltre al rischio della salmonella legato a questi anfibi si possono sviluppare altre infezioni pericolose per uomini e animali d’affezione. Così come i piccioni: dar loro da mangiare ne attira un numero sempre più elevato, questi veicolano altre patologie oltre a quelle trasmesse dalle zecche, che diventa un grave problema per la salute pubblica. L’ambiente  inoltre è legato anche all’igiene urbana e ai rifiuti. Una cattiva gestione dei rifiuti favorisce la proliferazione dei ratti, degli animali randagi».

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La “consegna” delle deleghe da parte del sindaco Parcaroli

Lei ha anche la delega alle Partecipate e il Comune di Macerata ha una buona quota del Cosmari. Cambierete linea sui controlli nei confronti della gestione rispetto alla passata amministrazione?

«Non posso ancora dire niente, stiamo entrando in questi giorni nelle problematiche. Bisogna prima valutare. Quello che posso dire io è che c’è una grandissima collaborazione da parte di tutti noi assessori. Io posso avere la delega all’ambiente per una partecipata ma ci sono professionalità specifiche per dare una mano e viceversa. L’interesse globale è rivolto a tutti gli argomenti».

L’altra delega è allo Sviluppo economico, cosa si intende?

«Gran parte del programma di Sandro Parcaroli è basato sullo sviluppo economico, sui giovani, sul grande interesse alla digitalizzazione e anche alla scuola di Alta Formazione. Il nostro obiettivo è favorire l’occupazione evitando che i giovani abbandonino la nostra città. Io mi sono dovuta reinventare varie volte. Ho visto che nel nostro territorio è pieno di ragazzi che hanno grande voglia di fare con grande iniziativa e grande potenzialità. Alcuni hanno la fortuna di avere aiuto economico dalle famiglie, altri mancano di questi aiuti. Vedremo come, magari con i fondi europei, dovremo cercare di richiamare ragazzi a Macerata».

Lei avrebbe voluto continuare a fare la ricercatrice?

«Sarei dovuta rimanere all’università di Bologna con un dottorato, ritornai puntando ad un futuro nell’IZS . Dopo soli pochi mesi ho avuto un incidente che mi ha cambiato la vita. Ho deciso di tornare per seguire quello che poi è diventato mio marito. Ho dedicato alcuni anni alla riabilitazione e ho approfittato della mia infermità per studiare una serie di norme che va sotto il nome di “Pacchetto Igiene” così da reinventarmi professionalmente e dedicarmi al mondo agricolo. Sono stata ispettrice del biologico e seguendo oltre 300 aziende ho scoperto le potenzialità di questo territorio. Credo che la provincia di Macerata, per quello che può offrire, sia paragonabile con davvero poche province. E di questa ricchezza Macerata dovrebbe tornare a essere il fulcro».

Un altro problema di cui si parlava negli scorsi anni era quello delle centraline per la rilevazione dello smog piazzate a Collevario, non proprio una zona trafficata

«Abitavo a Collevario quindi conosco la questione. Sicuramente andrà valutata. Così come una cosa molto importante, che non riguarderebbe neanche il mio assessorato, sono anche le colonnine meteorologiche. Da considerare non solo in ambito agricolo ma anche in ambito di Protezione civile per prevenire, ad esempio, le alluvioni. In questo sarà importante un filo diretto tra Comune e Regione. Tante cose possono essere fatte per migliorare non solo realtà comunali ma anche regionali».

Laviano, questa è la sua prima esperienza politica come per molti altri eletti, come la affronta?

«Mi sono buttata in questa avventura a luglio senza sapere come sarebbe andata a finire. Mi trovo assessore con queste deleghe, molto importanti e di grande responabilità. Cercherò di metterci tutta la mia professionalità, in collaborazione con tutti i dirigenti e gli impiegati. Loro sanno quali sono le problematiche, io fino a ora le ho potute vedere da esterna, da cittadina. Sono fiduciosa».

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