Pamela, ulteriori indagini sul delitto:
accertamenti della procura generale

OMICIDIO MASTROPIETRO - Saranno svolti approfondimenti su un fascicolo a carico di ignoti per cui era stata chiesta l'archiviazione. La famiglia aveva fatto opposizione e la Pg ha avocato a sè l'indagine per capire se vi siano altre persone coinvolte. Domani nuova udienza al processo d'appello, attesa per le dichiarazioni di Innocent Oseghale
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Innocent Oseghale in aula durante il processo d’appello

 

di Gianluca Ginella

Nuovi accertamenti sull’omicidio di Pamela Mastropietro. La procura generale di Ancona, guidata dal procuratore Sergio Sottani, svolgerà ulteriori indagini sul delitto della 18enne. Tutto nasce dall’opposizione della famiglia della ragazza uccisa, assistita dall’avvocato Marco Valerio Verni (zio di Pamela), in merito alla richiesta di archiviazione per un fascicolo a carico di ignoti che era stato aperto a suo tempo per concorso in omicidio. La procura generale, come prassi, è stata informata e ha ritenuto potessero esserci aspetti meritevoli di approfondimento, da qui la decisione di avocare a sé le indagini. Non si tratta dunque di un nuovo fascicolo ma di un approfondimento ad uno che era già esistente. Quello che sarà accertato è se possano esserci altre persone che sono in qualche modo coinvolte nella vicenda oltre al nigeriano Innocent Oseghale: ad esempio se nella casa di via Spalato 124 dove si consumò il delitto il 30 gennaio 2018 ci fosse qualcun altro.

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La requisitoria del procuratore generale Sergio Sottani

Sinora, dalle indagini della procura di Macerata, che furono molto approfondite con numerose persone sentite, intercettazioni, interrogatori e approfondimenti tecnici, non sono mai emersi elementi che portassero a individuare complici di Oseghale o responsabilità di altre persone nell’omicidio. La famiglia di Pamela però è sempre stata convinta che Oseghale non potesse aver agito da solo. Sospetta anche l’operazione con cui aveva fatto a pezzi il corpo (il nigeriano ammette solo di aver compiuto questa terribile operazione ma ha sempre negato di aver ucciso la 18enne). Il dubbio della famiglia è: Oseghale può aver fatto tutto da solo? O qualcuno lo ha aiutato? Al momento i nuovi accertamenti sono in una fase embrionale. Ad occuparsi delle indagini saranno i carabinieri del Ros di Ancona. Intanto domani si svolgerà un nuova udienza al processo davanti alla Corte d’assise d’appello di Ancona dove Oseghale è imputato per l’omicidio della 18enne. Ieri il procuratore generale Sergio Sottani ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Oseghale. La parola ora passerà alla difesa (il 31enne è assistito dagli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia) e anche l’imputato dovrebbe parlare. Non è escluso che domani stesso vi sarà la sentenza, altrimenti sarà fissata una nuova udienza.

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Pamela Mastropietro

Pamela Mastropietro, originaria di Roma, il 29 gennaio del 2018 si era allontanata dalla comunità Pars di Corridonia dove era ospite. Giunta a Macerata, il giorno seguente aveva incontrato Oseghale ai Giardini Diaz. Da lì le cose erano precipitate: secondo l’accusa l’uomo aveva costretto la ragazza a subire una violenza sessuale dopo averla portata nel suo appartamento di via Spalato. Poi, per paura che potesse denunciarlo, l’aveva uccisa con due coltellate per poi fare a pezzi il corpo e sistemarlo in due trolley che poi aveva abbandonato lungo via dell’Industria, a Casette Verdini di Pollenza, dove poi erano stati ritrovati. I carabinieri nel giro di poche ore erano riusciti ad arrivare a Innocent Oseghale, che era stato arrestato. La versione del 31enne è che la ragazza era stata a casa sua, avevano consumato della droga e si era addormentata. Uscito di casa, quando era tornato l’aveva trovata morta. A quel punto aveva deciso di far sparire il corpo.

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