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«Un grande esempio da Rudy Panatta:
chi investe nel territorio
va sostenuto e incentivato»

APIRO - L'arcivescovo Francesco Massara interviene dopo lo sfogo dell'imprenditore del fitness che ha deciso di spostare a Monte Roberto l'ampliamento dell'azienda a causa delle lungaggini burocratiche: «Questo atteggiamento è un esempio di quella imprenditorialità sana di cui abbiamo bisogno: affrontare gli ostacoli senza perdere una visione di prospettiva e trasformare una difficoltà in un’opportunità»

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Francesco Massara

«Da Rudy Panatta l’esempio di quella imprenditorialità sana di cui il nostro territorio ha bisogno. Le imprese come la Panatta, che danno lustro al nostro territorio, vanno sostenute ed incentivate attraverso normative che devono favorire la loro crescita e permanenza in una regione già duramente colpita da una grande crisi industriale». A intervenire, dopo lo sfogo del fondatore e titolare dell’omonima azienda leader nella produzione di attrezzature e macchinari per il fitness è l’arcivescovo di Camerino, San Severino, Fabriano e Matelica, Francesco Massara. 

Ieri, infatti, l’imprenditore con il quartier generale ad Apiro ha spiegato come da sei anni stesse cercando di realizzare un nuovo stabilimento per allargare l’attività, ma esasperato dalla burocrazia ha deciso di realizzare l’ampliamento a Monte Roberto, in provincia di Ancona. «Desidero esprimere il mio più sincero plauso per la scelta di responsabilità e di fiducia nel territorio che l’azienda Panatta di Apiro ha dimostrato in questo delicato frangente – le parole dell’arcivescovo – abbiamo appreso che, per ragioni legate alla burocrazia, non sarà possibile realizzare i due nuovi stabilimenti ad Apiro. È una battuta d’arresto che avrebbe scoraggiato molti, ma non l’imprenditore Rudy Panatta. Che ha scelto una strada diversa: non rinunciare, ma investire in un nuovo polo industriale, a Monte Roberto, mantenendo radicamento ed impegno verso la comunità locale. Questo atteggiamento è un esempio di quella imprenditorialità sana di cui il nostro territorio ha bisogno: ovvero capace di affrontare gli ostacoli senza perdere una visione di prospettiva, di trasformare una difficoltà in un’opportunità, di mettere al centro di nuovo le persone ed il lavoro».

Massara evidenzia come «la Panatta è da anni un’eccellenza marchigiana nel settore del fitness e dell’attrezzatura sportiva, conosciuta ed apprezzata anche oltre i confini nazionali. Questo impegno a continuare ad investire nella zona, nonostante le forti complessità, è un segnale forte per i giovani, per gli altri imprenditori e per tutta la comunità. Purtroppo – sottolinea l’arcivescovo – la burocrazia così come viene gestita e concepita, costituisce un freno allo sviluppo e, al contempo, incentiva quello spopolamento che da più parti si vuole combattere. Le imprese come la Panatta, che danno lustro al nostro territorio, vanno sostenute ed incentivate attraverso normative che devono favorire la loro crescita e permanenza in una regione già duramente colpita da una grande crisi industriale. Incoraggio invece a proseguire su questa strada – conclude Massara -. Il territorio vi sostiene ed ha bisogno di realtà come questa che uniscono innovazione, qualità del lavoro, fedeltà alle proprie radici, senza scappare alla prima difficoltà, mettendo a repentaglio l’occupazione e la serenità dei propri cittadini».

«Esasperati dalla burocrazia» Panatta rinuncia ad Apiro, l’ampliamento a Monte Roberto


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