Bini, capogruppo a 22 anni:
«E’ ora che i giovani dicano la loro»

MACERATA - L'esponente della civica di Parcaroli racconta le impressioni del suo esordio in politica: «Ho lottato per essere in Consiglio. La tensione è tanta ma la trasformo in voglia di fare»
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Alessandro Bini ieri in Consiglio comunale

 

di Federica Nardi

«Il primo piede messo all’interno dell’aula consiliare e il mio nome scritto sul banco: un’immagine che non mi toglierò facilmente dalla testa». A raccontarlo Alessandro Bini, 22enne maceratese, arbitro di calcio e studente di Economia e direzione aziendale a Unimc. Ieri è stato il suo esordio da consigliere comunale e capogruppo della civica “Sandro Parcaroli sindaco”. E’ stato lui il più votato tra i consiglieri in lista dopo che Silvano Iommi è diventato assessore e Gianluca Micucci Cecchi è stato nominato all’Apm e forse anche per questo la scelta, condivisa dal gruppo, è ricaduta su di lui. Le altre consigliere del gruppo sono Sabrina De Padova, Cristina Cingolani e Romina Leombruni. Il suo percorso è appena iniziato ma già ieri ha avuto un assaggio delle tensioni che di punto in bianco si possono creare in assise (il dibattito si è acceso sull’odg del Pd sulla app Immuni – leggi l’articolo). 

Qual è stata la sua prima impressione del Consiglio comunale, anche rispetto alle aspettative che si era fatto?

«Le aspettative sono state legate a uno studio dei regolamenti e dello Statuto che avevo studiato nei giorni precedenti. La parte iniziale, formale, è stata un grande classico che non smette mai di stupire e colpire. Poi il tutto si è evoluto in maniera più movimentata ma non mi ha turbato. Siamo sempre rimasti compatti in questa decisione, anche con la risposta dell’assessore Riccardo Sacchi abbiamo dimostrato di essere uniti. Insomma tutto quello che è avvenuto ieri, descritta come situazione accesa, non l’abbiamo vissuta in malo modo. L’unica cosa: non ci aspettavamo una proposta del genere il primo giorno».

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I banchi di maggioranza

Si aspettava di essere scelto come capogruppo?

«Non me lo aspettavo, sicuramente la scelta è avvenuta per ulteriori scelte rispetto ad altri componenti della lista. L’assessorato di Iommi, l’incarico a Micucci Cecchi. Quindi ero il più votato tra i rimanenti. Quello è stato penso un primo fattore. Ringrazio poi anche gli altri che hanno voluto espressamente il mio nome. Considerando che tutti e quattro siamo nuovi ingressi in assise».

Ieri c’è stata anche la prima riunione dei capigruppo

«Ho conosciuto nei giorni scorsi i capigruppo di maggioranza. Mettersi in relazione anche con quelli di minoranza è stato un passaggio molto importante. Fin da subito ho sentito grande stima e rispetto, sia nei miei confronti che io nei confronti degli altri. Penso che da questo si potrà far uscire qualcosa di buono e in comune accordo. Non c’è l’obbligo di creare una situazione di contrasto tra maggioranza e opposizione, si può anche lavorare insieme».

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Riccardo Sacchi e Sandro Parcaroli dopo il discorso del sindaco

Una cosa positiva che le è rimasta impressa e, se c’è, una cosa negativa rispetto al Consiglio di ieri 

«Una cosa positiva: il primo piede messo all’interno dell’aula consiliare. Non ero presente il giorno in cui Sandro (Parcaroli, ndr) ha festeggiato con l’ingresso “informale” in quelle sale. Ero a lezione all’università e quindi non c’ero. Ieri la mia prima esperienza e quell’immagine non me la toglierò facilmente dalla testa. E anche il poter vedere il proprio nome scritto su un banco. Lati negativi non ne ho visti: tutto organizzato molto bene, e il primo Consiglio è quello che è più vicino alla materia politica. Non ho visto lati negativi».

Questa è la sua prima esperienza in politica, sembra molto determinato e per niente preoccupato

«La tensione è tanta ma penso che un giovane, a differenza di altri, può avere tensione ma che si converte in adrenalina e voglia di fare. Credevo fortemente che un giovane dovesse essere in Consiglio e ho lottato per questo. Sono stato la persona più felice del mondo quando tra i candidati ho visto, anche nelle altre liste, molti under 25. Ho visto per la prima volta un impegno a darsi da fare per la propria città e per gli interessi dei giovani. Non ho mai nascosto la necessità di una rivalsa del mondo giovanile, che non vuol dire distruggere tutto quello che c’era prima. Ma semplicemente che anche noi possiamo dire la nostra e abbiamo moltissima voglia di fare».

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